Churchill e la Grande Guerra

Woodstock 1874 - London 1965

Winston Spencer Churchill nacque il 30 novembre del 1874 a Woodstock, figlio di lord Randolph Henry Spencer Churchill, fu importante uomo politico conservatore. Churchill frequentò l’accademia militare di Sandhurst, fu corrispondente dal Sud Africa in occasione della guerra Boera, poi dall’Afghanistan e dall’India. In Sudan partecipò alla guerra contro i Dervisci, distinguendosi nel reggimento Ussari durante la battaglia di Omdurman. Approdò in politica nel 1900 entrando nel partito conservatore, per poi spostarsi in quello liberale nel 1906. Nel 1908 fu presidente del Board of Trade e tra il 1910 e il 1911 fu ministro degli interni. Ricordato come uno dei protagonisti della vittoria alleata nella seconda guerra mondiale, in realtà egli ebbe un importante ruolo anche nella Grande Guerra.

Allo scoppio della prima guerra mondiale Churchill occupava l’importante carica di Primo Lord dell’Ammiragliato; era cioè responsabile politico della Royal Navy. Il 5 agosto del 1914 si recò ad Anversa dove raccolse la richiesta di aiuto del Belgio ordinando l’invio di tremila fanti di marina. Per spezzare l’impasse della trincea diede l’avvio al programma di sviluppo del carro armato, finanziato coi fondi della Royal Navy. Come altri membri del governo Churchill era convinto dell’impossibilità di una soluzione della guerra sul fronte occidentale e della necessità di un forte sostegno militare alla Russia.

Tra l’agosto e il settembre del 1914 le forze russe erano state battute a Tannenberg e sui Laghi Masuri: l’invasione della Prussia orientale si era conclusa con una grave disfatta per le armate zariste. Esse avevano perso una notevole quantità di equipaggiamenti, tra cui 500 cannoni, che non potevano essere sostituiti a causa delle ridotte capacità industriali della Russia. Con l’impero zarista in difficoltà, l’ingresso nel conflitto dell’Impero Ottomano complicò ulteriormente la situazione. La Russia, incapace di sostituire i materiali persi, necessitava di notevoli rifornimenti da parte degli alleati occidentali, tuttavia la chiusura del Bosforo lasciava come unico passaggio la lunga rotta attraverso la Siberia.

Nel novembre del 1914 ebbero inizio le operazioni ottomane nel Caucaso. I Russi pur riuscendo a bloccare gli attacchi e ad uscire vittoriosi in diversi scontri, erano sottoposti a una notevole pressione su più fronti. Il 2 gennaio 1915 il granduca Nicola, comandante delle truppe russe nel Caucaso, sollecitò Kitchener a mettere in atto un’operazione diversiva che alleggerisse la pressione turca sulle armate russe. Di fronte all’impossibilità di inviare truppe Kitchener progettò un’operazione navale dimostrativa contro i Dardanelli, al fine di colpire le uniche due fabbriche di munizioni dell’impero ottomano.

Winston Churchill convinse Kitchener ad intraprendere un’operazione più ampia, con lo sbarco di un forte contingente a Gallipoli, che si sarebbe dovuto impossessare degli stretti. Originariamente il piano prevedeva uno sbarco simultaneo sull’isola di Borkum nel Mare del Nord e un attacco agli Stretti; tuttavia di fronte alle difficoltà sopravvenute, si decise di limitare le operazioni ai soli Dardanelli.

Nel complesso la funzione strategica che Churchill conferiva all’operazione dei Dardanelli andava ben al di là dell’apertura di una via di rifornimento per la Russia, ma abbracciava l’intero conflitto. Il colpo inferto dalla perdita di Costantinopoli avrebbe convinto l’Impero ottomano alla resa, eliminando il fronte caucasico e rendendo sicuri Suez e i giacimenti petroliferi in Persia. Nell’ottica di Churchill inoltre una maggiore presenza alleata nel Mediterraneo avrebbe spinto italiani e greci a rompere gli indugi effettuando un attacco concentrato all’Austria-Ungheria.

Lo sbarco a Gallipoli, troppo ambizioso per i mezzi impiegati, si scontrò con l’efficace difesa delle truppe turche, andando incontro ad un completo fallimento con gravi perdite: Churchill ritenuto l’unico responsabile del disastro fu costretto a dimettersi. Estromesso dal governo, egli si arruolò nell’esercito combattendo sul fronte francese, con il grado di maggiore, nei Royal Scots Fusiliers. Nel 1917, dopo che una commissione di inchiesta lo aveva assolto da ogni responsabilità per il disastro dei Dardanelli, assunse la carica di Minister of Munitions, occupandosi degli approvvigionamenti militari. Il suo appoggio allo sviluppo del carro armato e dell’aeroplano contribuì in maniera significativa alla vittoria britannica nel primo conflitto mondiale.