Lord Horatio Herbert Kitchener

Ballylongford-Listowel 1850 - mare delle Isole Orcadi 1916

Lord Kitchner wants you” fu probabilmente il manifesto propagandistico per antonomasia durante il Primo conflitto mondiale. Esso ritraeva il Segretario di Stato alla Guerra Lord Kitchener - con il cappello da Field Marshall, i caratteristici lunghi baffi, lo sguardo severo e il dito puntato – nell’atto di invitare lo spettatore ad arruolarsi nell’esercito britannico. Esso divenne una delle icone della Grande Guerra, ripreso in tutte le nazioni belligeranti persino durante la seconda guerra mondiale. L’immagine, opera dell’illustratore Alfred Leete, apparve per la prima volta sul London Opinion il 5 settembre 1914: il successo fu tale che essa fu subito riprodotta su cartoline, per poi venire utilizzata esclusivamente come manifesto di propaganda del Parliamentary Recruiting Committee. Oltre alla bravura dell’artista la fama di questo celebre manifesto è tuttavia in larga parte da attribuire al soggetto, Lord Kitchener. La sua immagine fisica suscitò grande emozione nel pubblico britannico; egli appariva come una figura dalla volontà assoluta e di potere, un emblema della mascolinità britannica. In un impero oramai in declino e percepito come in pericolo, Kitchener rappresentava la sicurezza e la capacità sopravvivenza del potere britannico con la forza della volontà individuale.

Horatio Herbert Kitchener nacque a Ballylongford, in Irlanda, figlio del Tenente Colonnello Henry Horatio Kitchener, ufficiale dell’esercito e proprietario terriero.

Appartenente alla borghesia protestante irlandese fu avviato fin da giovane alla vita militare entrando nella Royal Military Academy di Woolwich. A 20 anni ebbe la sua prima esperienza di guerra servendo come volontario in un ospedale da campo nel conflitto Franco-Prussiano del 1870. Nel 1871 entrò nei Royal Engineers prestando servizio in Palestina, Egitto e a Cipro. La svolta nella carriera di Kitchener fu nel 1885, con la morte del generale Charles George Gordon nell’assedio di Khartoum, durante la guerra Mahdista. Chiamato a riorganizzare l’esercito egiziano, si distinse per le straordinarie capacità organizzative e per diverse intuizioni quali l’uso massiccio delle nuove mitragliatrici Maxim. Con la vittoria nella battaglia di Omdurman, nel 1898, che di fatto chiuse il decennale conflitto in Sudan, fu fatto Barone dalla regina Vittoria.

Chiusa con successo l’esperienza in Sudan, fu chiamato in Sud Africa, dove infuriava il conflitto anglo-boero. Anche qui Kitchener si mise in luce come grande organizzatore della logistica e dell’addestramento tattico delle truppe. Più fonti attribuiscono a lui l’istituzione dei campi di concentramento per i civili Boeri, così da fiaccare l’ostinata resistenza dei guerriglieri Afrikaner. Nel 1902, dopo la fine della Guerra Boera, fu nominato Comandante in Capo dell'Esercito Reale Indiano, fallendo tuttavia nel tentativo di farsi nominare Viceré dell’India. Nel 1911 fu comunque promosso ad Agente britannico e Console Generale in Egitto.

Allo scoppio della Grande Guerra il Primo Ministro H.H. Asquith lo richiamò in patria, ben conscio delle capacità organizzative del Maresciallo, nominandolo Segretario di Stato alla Guerra. Unico a prevedere che il conflitto sarebbe durato a lungo -  perlomeno 3 anni - Kitchener intraprese una vasta riforma del piccolo esercito inglese, in quel momento una forza in grado di compiere solamente operazioni di “polizia coloniale” e assolutamente inadeguato a confrontarsi con i grandi eserciti dell’Europa continentale.

L’importanza di Kitchener nel formare il primo grande esercito di massa della storia inglese fu tale che esso prese il nome di Kitchener’s Army. La chiamata alle armi ad agosto e settembre del 1914, fruttò alla nuova armata oltre 700 mila volontari. I mesi successivi videro una drastica riduzione delle reclute, tuttavia l’afflusso fu tale da permettere a Kitchener di dare vita ad uno strumento militare senza precedenti per l’Inghilterra: sei armate composte da sei divisioni l’una, ognuna con un forte supporto di artiglieria ed armi automatiche, tanto che queste ultime nel corso della guerra sarebbero passate da 52 per ogni divisione nel 1915 a 400 nel 1918. La British Expeditionary Force che nell’estate del 1914 era composta da un’unica armata di cinque divisioni (aumentata poi a due armate e 16 divisioni entro la fine dell’anno con l’impiego dei reparti territoriali), nell’estate del 1916 era salita a cinque armate e 60 divisioni, per un totale di circa 2 milioni di uomini schierati in Francia.

Più modesto fu il contributo di Kitchener nella conduzione della guerra. Persuaso dell’impossibilità di cogliere una rapida vittoria sul fronte occidentale, il 16 maggio 1915 comunicò a French che non avrebbe inviato ulteriori truppe in Francia fino a quando non ci fossero chiari segni di cedimento delle linee tedesche. Tuttavia di fronte alle pressioni di Joffre, alla fine di maggio autorizzò l’invio di due ulteriori divisioni. Nelle intenzioni di Kitchener le nuove armate in corso di formazione avrebbero dovuto essere risparmiate per assestare un colpo decisivo e ben pianificato nel 1917, e solo dopo una lenta opera di logoramento delle forze tedesche.

Nel tentativo di uscire dall’impasse dei campi di battaglia europei, nel 1915 sostenne la sfortunata campagna dei Dardanelli, fallita sia per l’inaspettata resistenza turca sia per la pessima conduzione e il discontinuo supporto all’impresa. Con il fallimento degli sbarchi a Gallipoli, Kitchener fu costretto ad acconsentire l’invio di sempre più numerose truppe inglesi sul continente europeo, soprattutto a causa delle pressioni francesi e degli ambienti politico-militari in patria, convinti di dover concentrare tutti i propri sforzi sul fronte occidentale. "Purtroppo dobbiamo fare la guerra come dobbiamo, e non come vorremmo", affermò di fronte alla commissione dei Dardanelli il 20 agosto 1915.  Nel dicembre dello stesso anno, dopo una serie di inconcludenti battaglie sul fronte occidentale - malgrado il rafforzamento dell’esercito - e lo scandalo delle munizioni, Kitchener prese la decisione di sostituire il generale John French, dimostratosi in più occasioni completamente inadeguato allo scopo, con Douglas Haig.

Pur godendo del supporto dell’opinione pubblica, durante la guerra i rapporti con politici e militari peggiorarono repentinamente, a causa soprattutto dei tentativi di Kitchener di dare una svolta alla guerra cercando soluzioni alternative alle terribili battaglie d’attrito del fronte occidentale. Nel maggio 1916 lo zar Nicola II richiese la sua consulenza per riorganizzare il proprio esercito. Il 5 giungo dello stesso anno Kitchener si imbarcò per la Russia sull’incrociatore HMS Hampshire. Durante la traversata la nave su cui viaggiava colpì una mina posata da un sommergibile tedesco: Kitchener e altri 642 uomini dell’equipaggio morirono nel naufragio e il suo corpo non fu mai ritrovato.