Paul Emil von Lettow-Vorbeck

Saarlouis 1870 - Hamburg 1964

Ufficiale tedesco originario di una famiglia nobile e di lunga tradizione militare della Pomerania, Paul von Lettow-Vorbeck nacque il 20 marzo 1870 nella cittadina di Saarlouis, situata nell’odierno distretto della Saar.

A undici anni, nel 1881, entrò nella scuola per cadetti di Potsdam, dove restò tre anni. Ottenne il suo diploma presso una seconda scuola, a Groß-Lichterfelde e, nel 1888, fece il suo ingresso, come allievo ufficiale, nel IV Reggimento guardie appiedate di Berlino.

La sua carriera lo portò molto presto lontano dalla Germania. Già nel 1900, cinque anni dopo la sua nomina a tenente, partì per la Cina. Qui, presto servizio per quasi due anni come ufficiale ausiliario presso la prima Brigata di fanteria dell’Asia Orientale. In quelle vesti, partecipò alle operazioni dell’esercito tedesco per la repressione della rivolta dei Boxer e fu promosso a capitano.

Tra il 1904 e il 1906 ricoprì l’incarico di primo aiutante presso lo stato maggiore di Lothar von Trotha, comandante delle forze di protezione dell’Africa Tedesca del Sud-Ovest, corrispondente all’attuale Namibia. Durante questo periodo di servizio, prese parte, come comandante di compagnia, alle operazioni militari per la repressione delle rivolte degli Herero. Si trattò di un conflitto condotto con ogni mezzo da von Trotha e che portò a quello che, nel 1985, le Nazioni Unite dichiararono uno dei primi tentativi di genocidio del XX secolo. Lettow-Vorbeck, responsabile tattico di molte delle azioni tedesche, si distinse tuttavia per la sua ferma opposizione ai metodi di “guerra sporca” utilizzati dal suo comandante e per avere criticato aspramente la sua condotta criminale.

All’inizio del 1906 venne ferito gravemente ad un occhio e, in seguito, rimpatriato in Germania per prestare servizio presso lo Stato maggiore generale dell’esercito imperiale tedesco. Nel 1907, dopo la promozione a Maggiore, prestò servizio presso il comando dell’XI Corpo d’Armata e del II Battaglione di Marina a Wilhelmshaven.

La sua esperienza in Africa gli valse un ulteriore trasferimento operativo come comandante delle truppe di protezione tedesche in Camerun, dall’ottobre del 1913, col grado di Tenente colonnello. Tuttavia, fu inviato a sostituire il comandante delle forze tedesche nell’Africa Centro-Orientale Tedesca prima ancora di insediarsi ufficialmente.

Fu quest’ultimo incarico a determinare la sua fama e il suo mito. Durante la prima guerra mondiale, infatti, Lettow-Vorbeck riuscì, forte solo di qualche centinaio di soldati tedeschi e non più di quindicimila soldati locali, i cosiddetti ascari, a tenere testa alle truppe dell’Intesa.

La campagna dell’Africa Orientale Tedesca si concluse con le truppe di Lettow-Vorbeck imbattute sul campo che si arresero il 25 novembre 1918, quasi due settimane dopo la fine della guerra in Europa.

Il suo rientro a Berlino, nel marzo del 1919, fu trionfale. Assieme ai 142 soldati tedeschi sopravvissuti, il Maggiore generale fu accolto in trionfo e, un mese dopo, prese il comando della Divisione di Marina inquadrata nel Corpo della Cavalleria di Guardia.

Nella Germania post-bellica, caratterizzato da tumulti e tentativi rivoluzionari, Lettow-Vorbeck fu attivo nella lotta controrivoluzionaria e, al comando di alcuni Freikorps, partecipò al colpo di stato di Kapp, nel marzo 1920.

Sospeso dal servizio dopo il rientro a Berlino del governo regolare, gli fu risparmiato il processo per alto tradimento per i suoi passati meriti e per il riconoscimento della sua buona vede. Non poté, però, riprendere servizio e fu congedato il 20 settembre del 1920. Gli fu consentito di mantenere il titolo di Tenente generale e di portare l’uniforme come ufficiale in pensione.

Per tutto il periodo repubblicano mantenne un ruolo politico attivo, sia nella organizzazione degli ex-combattenti Stahlhelm, sia nel partito conservatore, la Deutschnationale Volkspartei, rivestendo il ruolo di deputato dal 1928 al 1930. Lasciò il partito, assieme ai conservatori moderati, nel 1930, in aperta opposizione con la deriva radicale che stava prendendo sotto la guida di Alfred Hugenberg.

Importante e decisivo fu il suo ruolo pubblico nel diffondere il mito degli ascari e nel lottare per il loro diritto ad una pensione di guerra.

Durante il periodo nazionalsocialista continuò a rivestire un ruolo pubblico importante, sempre mantenendosi fedele ai suoi principi conservatori e propagandando il mito delle truppe ascare. Per questo motivo era inviso all’ élite nazionalsocialista, incluso Josef Goebbels, ma al tempo stesso fu insignito del titolo di Generale di Fanteria da Adolf Hitler, nel 1938. Non aderì mai, nonostante le insistenze, al partito nazionalsocialista.

Dopo la guerra, Lettow-Vorbeck tornò in Africa, brevemente, nel 1953, dove incontrò almeno quattrocento ascari che organizzarono cerimonie in suo onore. Nonostante le sue opinioni critiche sulla decolonizzazione, basate sull’idea dell’immaturità politica dei popoli africani, e il suo sostegno all’apartheid in Sudafrica, il suo mito non venne compromesso. Alla sua morte, nel 1964, il governo federale tedesco organizzò la presenza di due reduci delle truppe coloniali che potessero rendere omaggio, assieme al picchetto d’onore della Bundeswehr, alle spoglie del loro comandante.  

 

Bibliografia

Eckard Michels, Der Held von Deutsch-Ostafrika. Paul von Lettow-Vorbeck. Ein preußischer Kolonialoffizier, Paderborn, Schöningh 2008

Edward Paice, Tip and Run. The untold tragedy of the Great War in Africa, London, Weidenfeld & Nicolson 2007

Uwe Schulte-Varendorff, Kolonialheld für Kaiser und Führer. General Lettow-Vorbeck – Mythos und Wirklichkeit, Berlin, Ch. Links Verlag 2006

John C. Stratis, A Case study in leadership. Colonel Paul Emil von Lettow-Vorbeck, Springfield VA, NTIS 2002

Edwin Palmer Hoyt, Guerilla: Colonel Von Lettow-Vorbeck and Germany’s East African Empire, New York, Macmillan 1981