Philippe Pétain

Cauchy-à-la-Tour 1856 - L'Île-d'Yeu 1951

Philippe Pétain fu una delle più importanti e controverse figure della storia francese contemporanea. La sua notevole longevità lo ha portato attraverso alcuni momenti cruciali della storia. Se nella prima parte della sua vita fu piuttosto uno spettatore degli eventi, durante le due guerre mondiali divenne uno dei maggiori protagonisti. La prima lo portò alla gloria, la seconda sancì la sua rovina.

Fino al 1914, la vita e la sua carriera militare di Pétain non furono niente di straordinario. Cadetto all'accademia di Saint-CyrMai, non fu mai chiamato in servizio all’estero, salendo con lentezza ma costantemente la via gerarchica, senza possedere alcuna esperienza diretta del combattimento.

La dichiarazione di guerra gli presentò una opportunità inaspettata. Partendo dal grado di colonnello, Pétain salì rapidamente la gerarchia militare. Il 5 agosto, partì per il nord-est dell’Aisne, provvisoriamente al comando di una brigata. Ebbe il suo battesimo del fuoco il 15 agosto, intorno ai ponti sulla Mosa. Da questa prima esperienza trasse alcune preziose conclusioni, affermando come: "D'ora in poi, la guerra assumerà un carattere diverso. I materiali [bellici ndt] giocheranno un ruolo sempre più importante in quanto le fabbriche aumenteranno la loro produzione e la loro potenza". Il 1 ° settembre, Pétain fu assegnato il comando del 6° divisione di fanteria sulla Marna, divenendo comandante di corpo d’armata il 20 ottobre. Poco dopo, fu nominato generale di divisione.

Come comandante del 33° Corpo ad Arras, Pétain impose una rigida disciplina e severe punizioni a tutti coloro che mostravano una qualche inclinazione al cedimento morale o all’autolesionismo. Tuttavia, comprese l'importanza di salvaguardare i suoi uomini, rimanendo fedele al suo motto: "l'artiglieria conquista, la fanteria occupa". Già nel 1915 Pétain si dimostrava a favore di una guerra di logoramento prima di passare all'attacco. Quando i tedeschi lanciarono la loro offensiva a Verdun, il 21 febbraio, Pétain prese il comando del settore. Qui egli attuò una serie di misure pratiche che contribuirono a forgiare il suo mito tra i soldati: organizzò la turnazione regolare di quelle unità da combattimento che avevano perso un terzo della loro forza e fece approntare la cosiddetta Voie Sacrée, che portò rifornimenti costanti di uomini e mezzi.

Le sue opinioni, tuttavia, non erano condivise da Joffre che, da un lato, perseguiva un approccio offensivo, e dall'altro, chiedeva un maggior numero di unità da trasferire sulla Somme, per lanciare la prevista grande offensiva interalleata. Di conseguenza, a partire da aprile, Pétain fu promosso a una posizione di comando più alta – un’abile manovra volta a spostarlo dal campo di battaglia di Verdun. Ciononostante la sua influenza non svanì. Nominato Grande Ufficiale della Legione d'Onore il 27 aprile 1916, Pétain era ormai diventato un personaggio pubblico molto popolare.

Nei primi mesi del 1917, nominato comandante in capo degli eserciti del Nord e del Nord-Est, non nascose la sua opinione negativa sulla grande offensiva progettata da Nivelle tra Reims e Soissons. Il 16 aprile fu lanciato l’attacco sullo Chemins des Dames, trasformatosi rapidamente in una catastrofe. Già considerato suo rivale, Nivelle fu sostituito da Pétain il quale salì al rango di generalissimo dell'esercito francese sul fronte occidentale. Il momento fu però particolarmente sfavorevole: tra l’1 e il 3 giugno, la crisi degli ammutinamenti raggiunse il suo culmine. Nella sua direttiva n° 1 del 19 maggio, annunciò un radicale cambio di rotta nelle operazioni militari, abbandonando le grandi offensive ad oltranza in favore di operazioni di guerra di logoramento. Di fronte agli ammutinamenti, Pétain gestì le truppe nello stesso modo del 1915, sostenendo il rafforzamento della disciplina e impartendo punizioni rapide. Tuttavia, egli rispose alla crisi soprattutto con una serie di misure volte a migliorare, concretamente, le condizioni materiali dei combattenti: regolarizzazione dei permessi di congedo, miglioramenti nella fornitura di generi di consumo e misure per combattere l'ubriachezza. Con questi strumenti riuscì, rapidamente, a ripristinare la fiducia.

Sul fronte occidentale, Malgrado la situazione delicata e rischiosa generatasi nella primavera del 1918, la guerra si concluse con la vittoria degli Alleati, dei quali Pétain era diventato uno dei principali protagonisti. Il 29 agosto 1918, fu nominato per la Gran Croce della Legion d'Onore e, otto giorni dopo l'armistizio, premiato con il bastone da maresciallo di Francia. Fu il culmine della sua popolarità.

Tuttavia, la sua longevità lo portò ad affrontare gli sconvolgimenti geopolitici anche del Secondo conflitto mondiale. Divenuto leader del regime di Vichy, la sua immagine di vincitore di Verdun rimase per sempre oscurata da quella di collaborazionista del Terzo Reich.