Virginia Brunner. Organizzazioni femminili di auto-aiuto: possibilità e limiti

Pavia 1857 - Innsbruck 1946

"Cosa si può cucinare nel terzo anno di guerra?"

Questo fu il titolo scelto da Virginia Brunner per una conferenza tenuta il 6 dicembre 1916 a Innsbruck. Allora, tutti la conoscevano a Innsbruck. Oggi, la Brunner, come numerose altre donne che in ogni parte della monarchia asburgica contribuirono a rendere pubbliche le difficoltà della gestione domestica in guerra, sono finite nel dimenticatoio.

La sua vita e il suo impegno pubblico durante la guerra sono caratteristici del coinvolgimento delle donne nel cosiddetto fronte interno. Qui, già dopo il primo inverno di guerra, nella distribuzione degli approvvigionamenti dei generi alimentari divenne evidente la prorità assegnata al mondo militare. Infatti, la guerra era stata iniziata senza alcuna pianificazione nell'approvvigionamento della popolazione civile. Per molti generi alimentari e beni di prima necessità ci furono delle strettoie: produttori e commercianti puntarono sul rincaro dei prezzi, mentre le autorità disposero limitazioni agli stessi. Un numero sempre maggiore di beni entrò nel circuito dell'economia sommersa al punto che si dovettero razionare quelli disponibili. Già nell'aprile 1915 si giunse pertanto all'introduzione delle prime tessere per pane e farina nella metà austriaca dell'Impero. Non a caso, l'8 aprile 1915 la Brunner tenne una conferenza sul tema "La guerra e le casalinghe". Infatti, erano loro a essere responsabili dell'approvvigionamento quotidiano dei figli e dei familiari più anziani. Un compito diventato sempre più difficile nel corso del conflitto. Se, da un lato, la propaganda di Stato rivalutò quell'attività che fino ad allora era considerata un compito meramente privato, al contempo la gestione domestica parsimoniosa ed efficace si trasformò nell'adempimento di un obbligo patriottico. Fu precisamente questo riconoscimento pubblico del lavoro femminile e la contemporanea strumentalizzazione delle attività domestiche private che fece salire pubblicamente alla ribalta donne impegnate come Virginia Brunner.

Suo padre, il professore universitario Franz Hochegger (Innsbruck 1815- Hall 1875), aveva riconosciuto alla figlia (Pavia 1857 – Innsbruck 1946) grande importanza a una buona formazione professionale. Infatti, egli non intendeva più affidarsi a un matrimonio per garantirle il sostentamento. Per questo motivo, Virginia frequentò a Vienna dapprima un collegio superiore femminile, poi un istituto commerciale e nel 1875 diede l'esame di abilitazione all'insegnamento a Innsbruck. In quello stesso anno entrò nel servizio scolastico della città di Innsbruck così contribuendo, dopo la morte del padre, al reddito del nucleo familiare. Nel 1886 sposò il chimico Karl Brunner (1855 Linz – 1935 Innsbruck) e visse a Praga fino al 1902, anno in cui il merito fu assegnato all'Università di Innsbruck, dove si trasferì con la famiglia (due figli: Karl, nato nel 1887 e Walter nel 1891). Poco tempo dopo il rientro, la Brunner fondò l'associazione delle casalinghe tirolesi (1905), la cui più importante creazione fu una scuola di cucina e di economia domestica. Nel 1911 costituì una filiale dell'associazione delle donne lavoratrici, una delle prime associazioni austriache per impiegate nel settore pubblico e privato. Fino a quel momento, a Innsbruck non era esistito nulla di analogo.

La Brunner era in contatto con una rete di altre donne, rappresentanti di analoghe associazioni. Non stupisce, quindi, che intendesse collegare la sua attività con l'"Organizzazione delle casalinghe d'Austria" (di seguito denominata con l'acronimo tedesco Rohö), esistente dal 1910. Già nel 1907, a Vienna, il Comitato per il diritto di voto delle donne aveva tentato, sotto la pressione dell'aumento dei prezzi, di dare vita a una lega dei consumatori seguendo l'esempio di altre associazioni di auto-aiuto (per es. associazioni dei consumatori). Eppure, vi riuscì solo nel novembre 1910 e fino al 1914 la Rohö contava 18 gruppi locali con circa 12.000 membri, prevalentemente nella Bassa Austria e in città germanofone di Moravia e Boemia.

Furono circa 2.000 le persone a prendere parte alle prime 15 conferenze della Brunner. Il 21 luglio 1915 la sezione di Innsbruck diede ufficialmente inizio alla sua attività. Sulla stampa si lesse più volte che la Rohö era "un'associazione apolitica" che accoglieva "donne senza distinzioni di confessione o appartenenza partitica". Si desume che ciò le espose indirettamente a rimproveri, in quanto a quei tempi, secondo il giudizio di molti, l'impegno pubblico non era cosa per donne. Nel corso della guerra il numero di adesioni crebbe rapidamente (316 nel 1915; 1.524 nel 1918) in numerose città, tra cui anche Innsbruck. Qui, la Rohö era considerata una delle associazioni femminili del Tirolo con il maggior numero di adesioni di sempre. Infatti, l'associazione tentava di procurare per i suoi membri, generi alimentari a un prezzo più conveniente e metteva a disposizione, a noleggio, apparecchi d'uso domestico come tritaossa, macine per semi di papavero, essiccatori o tostacaffè per perfezionare l'economia domestica delle scorte.

Simili offerte determinarono, per la Rohö in tutta l'Austria, un aumento delle adesioni (circa 30.000) e dei gruppi locali (36). Ancora nel 1916, la Rohö in Tirolo riuscì a distribuire ai propri membri beni che non erano più disponibili nei negozi o solo per chi era in possesso di tessere (per es. miglio, orzo, fiocchi di avena, piselli, dadi per minestra, carne, marmellata, fiammiferi e sapone). Attraverso le conferenze fu offerto un aiuto concreto finalizzato all'aumento dell'efficienza nella gestione domestica in tempo di guerra. Ad esempio riguardo "all'emergenza latte" a Innsbruck, le patate disidratate, l'importanza del rabarbaro nella cottura, l'alimentazione dei malati, le collaboratrici familiari nelle faccende domestiche. La Brunner stessa, nelle sue conferenze del 1915, parlò dell'usura legata ai generi alimentari e delle pratiche di rialzo abusivo dei prezzi, oltre che della conservazione e dell'utilizzo di frutta e verdura; ci furono assaggi e furono discusse e consegnate ricette. Le stava molto a cuore l'utilizzo della cucina termica per il risparmio di energia e dei sacchetti in cui i cibi venivano cotti lentamente. Il ciclo di conferenze dell'anno 1916/17 era dedicato al tema "Nuovi sostituti e la truffa dei surrogati", sul quale la Brunner aveva già parlato durante il convegno dei delegati della Rohö a Vienna, a metà ottobre.

Potremmo persino dire che era diventata un'esperta in materia, visto che il 6 febbraio 1917 aveva tenuto a Vienna una conferenza intitolata "Surrogati e falsificazione" facendo impiego di media allora nuovi, le diapositive. Per effetto della situazione di carenza si faceva un ricorso sempre maggiore a "surrogati alimentari" come ortiche, foglie di lamponi, bucce di mela, residui secchi di cibi, inusuali ma non propriamente nocivi per la salute. Ma allo stesso modo si arrivò anche all'utilizzo di surrogati di grassi e oli di dubbia natura oltre che di ingredienti aggiunti al pane, difficilmente digeribili, come foglie di mais e trucioli fini di legno.

Virginia Brunner e le compagne di Innsbruck che assieme a lei condividevano la causa provenivano, come le donne delle altre associazioni della Rohö in Cisleitania, dal ceto medio borghese. Anche se molte di loro non dovevano mettersi in fila per ore per i generi alimentari, erano a conoscenza diretta delle difficoltà legate alla guerra. Infatti, nel corso del conflitto, un numero sempre maggiore di beni fu contingentato (tra cui zucchero, caffè, patate e latte). L'introduzione di diversi centri di distribuzione dei generi commestibili a partire dal 1915, dell'ufficio dell'alimentazione del popolo e di un ufficio per l'usura di guerra in Cisleitania, a partire dal 1916, non apportarono alcun rimedio concreto, ma piuttosto, il più delle volte complicarono la situazione, in quanto poichè tra produttori e consumatori si interponevano troppi attori che rivaleggiavano nella "gestione della carenza".

Questa frammentazione dischiuse alle associazioni come la Rohö una certa capacità di pressione: la federazione delle associazioni intervenne presso diversi ministeri (riguarda a la comparazione dei prezzi, controlli, orti di guerra), mentre le associazioni del luogo agivano a livello locale. Così, la Rohö di Innsbruck inviò rappresentanti donne al punto di approvvigionamento del latte della città, al "consiglio delle casalinghe" della luogotenenza (1916) e al centro di controllo prezzi dell'ufficio cittadino preposto al mercato (1917). In questo modo le donne vennero, da un lato, coinvolte nell'"assolutismo bellico" - in fase di sviluppo - per quanto concerne l'economia pianificata. Dall'altro, le loro attività assistenziali furono limitate, esse non poterono effettivamente intervenire attivamente, in quanto i gruppi associativi decentrati spesso dovettero capitolare di fronte alle realtà del mercato.

Nonostante tutto, le associazioni della Rohö offrirono puntualmente aiuto a molte donne e alle loro famiglie. Nel 1921 l'associazione si sciolse a Innsbruck e nel 1938 a Vienna. Già durante la guerra, in alcune associazioni locali si erano rilevate delle tendenze antisemite. I nomi delle fondatrici (tra cui Fanny Freund-Markus, Helene Granitsch) sono oggi noti solo agli esperti. Attorno al 1930 la Brunner portò avanti ancora una volta il proprio impegno per il primo "partito austriaco delle donne". Lei e le altre proponenti appartenevano all'ala borghese della prima ondata del movimento delle donne. I successivi movimenti femministi dovettero prima riappropriarsi delle conoscenze sulle loro attività e sconfitte.

 

Fonti:

Virginia Brunner, Kriegsspeisen. Hafer-, Mais-, Topfen- und Krautspeisen sind besonders berücksichtigt“, 8 verm. und verb. Aufl. Innsbruck 1918.

Virginia Brunner, Handbüchlein für Frauen. Einlegen von Obst ohne Zucker. Dörren von Obst und Gemüse. Kochkiste, Innsbruck 1918.

Ellinor Forster, Virginia Brunner: "Mutter saß daheim und brütete ... Pläne aus". - In: Innsbruck - die Landeshauptstadt informiert (2005) 12.

Elisabeth Malleier, http://www.fraueninbewegung.onb.ac.at/Pages/OrganisationenDetail.aspx?p_...

Monika Walder, Die Reichsorganisation der Hausfrauen Österreichs im Kontext der Ortsgruppe Innsbruck, Diplomarbeit Univ. Innsbruck 2013.

Innsbrucker Nachrichten 1915-1918.