Agosto 1917

Donne sul fronte orientale - Women on the Eastern Front

Joanna Sondel-Cedarmas

Anche sul fronte orientale, le donne parteciparono direttamente al conflitto, servendo nelle formazioni ausiliarie dell'esercito, soprattutto nella sussistenza e nei servizi medici. Una situazione particolare si verificò nei territori dell'attuale Polonia, dove durante la guerra molte donne servirono nelle Legioni e nell'organizzazione militare polacca.​

Lo scoppio della prima guerra mondiale cambiò la situazione delle donne in Europa, costringendo molte di loro a cercare un lavoro retribuito e assumere il ruolo di "capofamiglia", al posto degli uomini sottoposti al servizio militare obbligatorio. Come sul fronte occidentale, anche su quello orientale, alcune donne parteciparono direttamente al conflitto, servendo nelle formazioni ausiliarie dell'esercito, soprattutto nella sussistenza e nei servizi medici. Una situazione particolare si verificò nei territori dell'attuale Polonia, dove durante la guerra molte donne servirono nelle Legioni e nell'organizzazione militare polacca. Nell’agosto del 1914, nelle forze paramiliatri del Regno di Polonia e Galizia, vi erano 300 “fucilieri” donne, appartenenti alla branca femminile della ZS - Zwizków Strzeleckich (“Associazione dei Fucilieri”) e dei PDS - Polskich Druyn Strzeleckich (“Fucilieri Polacchi”) - riunite sotto il comando di Janina Antoniewicz. Il coinvolgimento delle donne fu particolarmente importante nella formazione dell'iniziale esercito polacco. Nei primi giorni di agosto del 1914, il comando della Zwizków Strzeleckich creò una speciale commissione per la formazione di unità composte da sole donne. Il loro primo compito fu quello di contribuire al vettovagliamento e ai rifornimenti dei combattenti polacchi. Le donne inoltre gestivano le cucine da campo e le infermerie nelle principali caserme. Dovevano inoltre mantenere la comunicazione tra i comandi e svolgere compiti amministrativi e di ufficio. Al tempo stesso si occupavano della raccolta di donazioni per le future truppe polacche. Anche se il fondatore delle Legioni, Jozef Pilsudski si oppose al servizio in prima linea delle donne, acconsentì infine al loro impiego nello spionaggio e istituì un'unità sanitaria sotto il comando di Zofia Dobijanka. Tuttavia, quando l'8 settembre 1914 le Legioni passarono sotto il comando austriaco, Pilsudski ordinò il ritiro delle donne dalle unità militari. Indipendentemente da questo divieto, negli anni 1915-1916 si segnalarono casi di donne in servizio con travestimenti maschili nelle Legioni polacche schierate nei Carpazi e in Volinia. Inoltre, nella Prima e nella Seconda brigata delle Legioni servirono dieci paramedici donne.

Inoltre, diverse donne entrarono a far parte di un'unità d'élite, il reparto di spionaggio dell'esercito polacco (Oddziału Wywiadowczego), comandata da Rajmund Jaworowski e creato tra agosto e settembre 1914. Il nucleo femminile era comandato da Aleksander Szczerbiska e raccoglieva membri attentamente selezionati delle associazioni dei Fucilieri e donne appartenenti a organizzazioni patriottiche che conoscevano il russo. I membri del Oddziału Wywiadowczego erano principalmente giovani ragazze, studentesse universitarie, insegnanti e giornaliste, la più anziana delle quali, Waleria Goliska, aveva 65 anni. Anche se vivevano nelle caserme e ricevevano la paga militare, non erano soggette ad una disciplina severa. Nel primo periodo di attività (dall'agosto 1914, fino al ritiro delle truppe di Pisudski a Nowy Korczyn e Opatowice a metà settembre 1914) le loro attività consistevano principalmente nel raccogliere informazioni tattiche sul campo e monitorare i movimenti e l'entità delle unità russe, così come la profondità del fronte e la dislocazione delle truppe nemiche. Queste informazioni erano poi trasmesse da Pisudski agli addetti austriaci e tedeschi. Con la stabilizzazione del fronte a novembre e dicembre 1914, e il formarsi di una linea permanente di trincee e postazioni, il ruolo degli ufficiali dello spionaggio cambiò, concentrandosi sul mantenimento delle comunicazioni tra Varsavia e la Prima Brigata.

Le donne polacche durante la guerra furono una parte attiva del movimento per l'indipendenza anche sul fronte interno. Già nel 1913, nel Regno di Polonia fu fondata la Lega femminile per l'allerta di guerra (LKPW - Liga Kobiet Pogotowia Wojennego) e due anni dopo, a Cracovia, la Lega galiziana delle donne. Entrambe le organizzazioni erano dominate da donne legate alla socialdemocrazia, all'istruzione e al movimento femminista, le quali credevano che la nazione polacca dovesse combattere per l'indipendenza armi in pugno e che il dovere delle donne fosse quello di partecipare a questa lotta raccogliendo risorse materiali e formando attivamente l'opinione pubblica. La LPKW si concentrò sull’agitazione politica e la propaganda, organizzando conferenze sulla storia polacca, incontri e letture patriottiche, nonché contribuendo a creare nuove unità militari polacche. I suoi membri raccoglievano abbigliamento e rifornimenti alimentari, inviando pacchi al fronte, prestando servizio negli ospedali e nelle strutture sanitarie in prima linea per i legionari.

Tra fine agosto e  inizio settembre 1914, su iniziativa di Józef Pisudski, nell'area del Regno fu creata l'Organizzazione militare polacca (POW), che doveva diventare una forza militare segreta, indipendente dalle autorità militari austriache. Il ramo femminile della POW a Varsavia aveva ancora il compito di condurre lo spionaggio militare, raccogliendo dati sulla dislocazione delle truppe russe, nonché informazioni sullo stato delle strade e lo stato d'animo della popolazione nelle città. I rapporti preparati dall'Ufficio di Ricerca del POW erano poi inviati al fronte attraverso l'unità di spionaggio della Prima Brigata. Dopo l'occupazione di Varsavia da parte dell'esercito tedesco nel 1915, la POW concluse ufficialmente le sue attività, tuttavia le sue attiviste diedero vita al Pocztę Listów Prywatnych (“Posta Privata”), che mediava la corrispondenza da e per i legionari al fronte. Dopo l'arresto di Pisudski nella notte del 21 luglio 1917 e la repressioni che coinvolse anche le attiviste del POW, i membri dell'organizzazione si concentrarono sulla ricerca di locali sicuri per le riunioni clandestine, della ricerca di nascondigli per sfuggire alla polizia tedesca e, dall'autunno 1917, anche dei profughi di Beniaminowa e Szczypiorna. Occultarono inoltre armi ed esplosivi e furono responsabili degli uffici passaporti che producevano documenti falsi. Allo stesso tempo, i Peowiaczki (come venivano definiti i militanti del POW), il 31 ottobre 1918 parteciparono attivamente alla presa del potere da parte dei patrioti polacchi nella Galizia occidentale, disarmando le truppe occupanti. Dopo l'indipendenza della Polonia, nel dicembre 1918 fu deciso di sciogliere il corpo femminile del POW e al gruppo di Varsavia fu assegnata la Krzyżem Virtuti Militari (Croce al valor mlitare).

Con l'indipendenza della Polonia le donne acquisirono diritti elettorali e civili, sia attivi che passivi, che sanzionavano il loro nuovo status acquisito nella comunità civile.

Link

http://www.herito.pl/en/articles/women-in-first-world-war-photography

http://www.muzeumpilsudski.pl

Bibliografia:

J. Dufrat, Kobiety w kręgu lewicy niepodległościowej. Od Ligi Kobiet Pogotowia Wojennego do Ochotniczej Legii Kobiet (1908-1918/1918), Toruń 2001

A. Piłsudska, Udział kobiet w walkach o niepodległość, „Niepodległość” (Londyn) 1955, t. 5, s. 182

Służba ojczyźnie. Wspomnienia uczestniczek walk o niepodległość 1915-1918, red. Piłsudska A., M. Dąbrowska, W. Pełczyńska, Warszawa 1929

Wierna służba. Wspomnienia uczestniczek walk o niepodległość 1910-1915, red. A. Piłsudska, M. Dąbrowska, W. Pełczyńska, Warszawa 1927

Z. Zawiszanka, Poprzez fronty. Pamiętnik wywiadowczyni I Pułku Piechoty Legionów w 1914 r. Na podstawie notatek spisanych w II-III 1915 r., Warszawa 1928

Women participated directly in the conflict also on the Eastern Front, serving in auxiliary army formations, especially in provision and medical services. There was a particular situation in the territories of modern-day Poland, which saw many women serve in the Polish Legions and the Polish military during the war.

The outbreak of World War I changed the situation of women in Europe, forcing many of them to seek paid employment and to assume the role of "head of the household" in place of the men who were forced to serve in the military. Just as they did on the Western Front, some women participated directly in the conflict also on the Eastern Front, serving in auxiliary army formations, especially in provision and medical services. There was a particular situation in the territories of modern-day Poland, which saw many women serve in the Polish Legions and the Polish military during the war. In August 1914, the paramilitary forces of the Kingdom of Poland and Galicia included 300 female "riflemen" that belonged to the female branch of the ZS - Zwizków Strzeleckich ("Riflemen's Association") and the PDS - Polskich Druyn Strzeleckich ("Polish Riflemen") - united under the command of Janina Antoniewicz. The involvement of women was particularly important in the formation of the early Polish Army. In the early days of August 1914, the high command of the Zwizków Strzeleckich created a special commission for the formation of units composed only of women. Their first job was to contribute to the supply and provisioning of Polish fighters. Women also ran field kitchens and infirmaries in the main barracks. They also had to maintain communication between commands and carry out administrative and office tasks. They were also engaged in collecting donations for future Polish troops. Although the founder of the Legions, Jozef Pilsudski, was opposed to women serving on the front line, he finally agreed to their use in espionage and established a health unit under Zofia Dobijanka. However, when the Legions passed under Austrian command on 8 September 1914, Pilsudski ordered the withdrawal of women from the military units. Despite this prohibition, between 1915-1916 there were cases reported of women serving in the Polish Legions deployed in the Carpathians and Volynia disguised as men. Ten women also served as paramedics in the First and Second brigades of the Legions.

And there were also several women that joined an elite unit, the Polish Army Intelligence Department (Oddziału Wywiadowczego), commanded by Rajmund Jaworowski, created between August and September 1914. The female unit was commanded by Aleksander Szczerbiska and carefully selected its members from the Riflemen associations and women belonging to patriotic organizations who could speak Russian. Members of the Oddziału Wywiadowczego were mainly young girls, university students, teachers and journalists, the oldest of them, Waleria Goliska, was 65 years old. Even though they lived in the barracks and received military pay, they were not subject to strict discipline. In the early days of their service (from August 1914 until the withdrawal of Pisudski's troops to Nowy Korczyn and Opatowice in mid-September 1914) their activities mainly consisted of collecting tactical information in the field and monitoring the movements and the size of Russian units, as well as the strength of the front and the deployment of enemy troops. Pisudski then transmitted this information to the Austrian and German agents. With the stabilization of the front in November and December 1914, and the formation of a permanent line of trenches and posts, the role of espionage officers changed, and became focused on maintaining communications between Warsaw and the First Brigade.

During the war Polish women were an active part of the movement for independence even on the home front. Already by 1913 in the Kingdom of Poland, the Women's Wartime Vigilance League (LKPW - Liga Kobiet Pogotowia Wojennego) had been founded and, two years later in Krakow, the Galician League of Women was founded. Both of these organizations were dominated by women with ties to social democracy, education and the feminist movement, who believed that the Polish nation should take up arms for independence and that the duty of women was to participate in this struggle by collecting material resources and actively forming public opinion. The LKPW focused on political agitation and propaganda, organizing conferences on Polish history, patriotic meetings and readings, and contributing to the creation of new Polish military units. Its members collected clothing and food supplies, sending parcels to the front, serving in hospitals and healthcare facilities on the front line for the legionnaires.

Between the end of August and the beginning of September 1914, at the initiative of Józef Pisudski, the Polish Military Organization (POW) was created in the Kingdom, which was to become a secret military force, independent of the Austrian military authorities. The female branch of the POW in Warsaw was still engaged in conducting military espionage, gathering data on the deployment of Russian troops, as well as information on the condition of the roads and the mood of the population in the cities. The reports prepared by the POW's Research Office were then sent to the front through the First Brigade's intelligence unit. After the occupation of Warsaw by the German Army in 1915, the POW officially ceased its activities, but its activists went on to create the Pocztę Listów Prywatnych ("Private Post"), which intermediated the sending of correspondence to and from legionaries at the front. After the arrest of Pisudski on the night of 21 July 1917 and the repression that was also directed at the POW activists, members of the organization focused on finding safe premises for clandestine meetings, finding hiding places to evade the German police and, from the autumn of 1917, also for the refugees of Beniaminowa and Szczypiorna. They also hid weapons and explosives and were responsible for the passport offices that produced false documents. At the same time, on 31 October 1918, the Peowiaczki (as the POW militants came to be known), actively participated in the takeover of power by Polish patriots in western Galicia on 31 October 1918, disarming the occupying troops. After the independence of Poland, in December 1918, it was decided to dissolve the female unit of the POW and the Warsaw group was awarded the Krzyżem Virtuti Militari (Cross of Military Virtue).

With Poland's independence, women acquired both electoral and civil rights, both active and passive, that sanctioned their newly acquired status in the civil community.

Link:

http://www.herito.pl/en/articles/women-in-first-world-war-photography

http://www.muzeumpilsudski.pl

Bibliography:

J. Dufrat, Kobiety w kręgu lewicy niepodległościowej. Od Ligi Kobiet Pogotowia Wojennego do Ochotniczej Legii Kobiet (1908-1918/1918), Toruń 2001

A. Piłsudska, Udział kobiet w walkach o niepodległość, „Niepodległość” (London) 1955, t. 5, s. 182

Służba ojczyźnie. Wspomnienia uczestniczek walk o niepodległość 1915-1918, red. Piłsudska A., M. Dąbrowska, W. Pełczyńska, Warsaw 1929

Wierna służba. Wspomnienia uczestniczek walk o niepodległość 1910-1915, red. A. Piłsudska, M. Dąbrowska, W. Pełczyńska, Warsaw 1927

Z. Zawiszanka, Poprzez fronty. Pamiętnik wywiadowczyni I Pułku Piechoty Legionów w 1914 r. Na podstawie notatek spisanych w II-III 1915 r., Warsaw 1928