December 1918

Le conseguenze della guerra: l'indipendenza polacca - The consequences of the war: Polish independence

Joanna Sondel-Cedarmas

L'entusiasmo che accompagnò lo scoppio della guerra si estinse quando le nazioni europee presero coscienza che la propria capacità di provocare il massacro non era accompagnata da pari capacità di vittoria o di pace. Come risultato del violento uragano, l'unità delle monarchie orientali, che garantì pace all'Europa durante il periodo della Santa Alleanza, fu devastata, l'impero austro-ungarico scomparve completamente, l'impero russo fu conquistato dai bolscevichi e si ritirò nella periferia dell'Europa per vent'anni. La Germania fu successivamente tormentata da: sconfitta, rivoluzione, inflazione, crisi economica e infine dittatura.

Henry Kissinger

 

Indipendentemente dalla valutazione critica delle conseguenze politiche della Grande Guerra da parte degli storici, per la Polonia la fine delle ostilità, l'11 novembre 1918, divenne un'opportunità per riconquistare l'indipendenza. La prima guerra mondiale aveva eliminato tutti i suoi avversari dalla scena politica, creando in questa parte d'Europa una sorta di vuoto politico. Fin dal 28 ottobre, la Polska Komisja Likwidacyjna (Commissione di liquidazione polacca) assunse il potere come risultato della disintegrazione della monarchia asburgica nella Galizia occidentale. Il 31 ottobre ebbe inizio il passaggio di sovranità nella parte del Regno occupata dall'Austria-Ungheria.

Nella notte dal 6 al 7 novembre, a Lublino fu istituito il governo popolare provvisorio della Repubblica di Polonia, il cui primo ministro divenne il leader dei socialisti galiziani Ignacy Daszyński. Il 10 novembre, Józef Piłsudski, che era stato rilasciato dalla prigione di Magdeburgo, giunse a Varsavia con un treno speciale. Lo stesso giorno, il Consiglio dei Soldati cominciò ad apparire in città e i militari tedeschi furono disarmati. Fino al 19 novembre, i tedeschi furono evacuati dal Regno e il generale Hans von Beseler fu autorizzato a partire.

L'11 novembre Pitsudski prese il comando dell'esercito dal Consiglio della Reggenza a pochi giorni di distanza dal suo ingresso nel governo di Lublino. Anche il Consiglio di Reggenza si dissolse. Piłsudski affidò il compito di formare il governo a Jędrzej Moraczewski, e il 22 novembre assunse l'incarico di capo di Stato provvisorio. Per decreto del 28 novembre 1918, le elezioni per la Camera Bassa furono fissate al 26 gennaio 1919.

Tuttavia, il cammino verso la determinazione finale dello stato polacco era lungo e cartterizzato da negoziati pacifici, insurrezioni, plebisciti e guerre. Per prima fu liberata Wielkopolska dopo una breve insurrezione, che durò dal 27 dicembre a metà febbraio 1919. Infatti, i polacchi non erano solo a ricostruire la propria statualità e ben presto scoppiarono controversie con altre nazionalità. Nella Galizia orientale scoppiò il conflitto polacco-ucraino, in una regione dove la popolazione ucraina, principalmente rurale, rappresentava il 64%. Già il 18 ottobre 1918, erano scoppiati degli scontri a Lviv, con il supporto degli ucraini della Bucovina e del Consiglio nazionale ucraino, il cui presidente era Eugenius Petrushevich, un avvocato, attivista del partito democratico nazionale. Gli ucraini presero il controllo della città della Galizia orientale, a poca distanza da Przemyśl.

Malgrado il 31 ottobre fosse concluso un accordo Przemyśl con l'stituzione di una commissione elettorale polacca-ucraina, gli ucraini ruppero i patti occupando la città due giorni dopo. La mattina del 1 novembre iniziarono i combattimenti per Leopoli, che riuscì a cadere sotto controllo polacco solo la notte tra il 21 e il 21 novembre.

Anche i territori compresi nella Slesia di Cieszyn, dove il 19 ottobre erano stati istituiti il Consiglio nazionale polacco e il Comitato nazionale ceco, rimasero una questione controversa. Il 5 novembre, polacchi e cechi firmarono un accordo provvisorio che delimitava la sfera di influenza secondo il principio etnografico. La divisione finale di questi territori doveva essere definita da un accordo di entrambi i governi, ma alla fine i cechi non riconobbero l'accordo e il 21 gennaio 1919 l'esercito cecoslovacco tentò di controllare l'intera Slesia. Dopo nove giorni di combattimenti, fu creata una nuova linea di demarcazione e fu annunciato un plebiscito.

Nel frattempo, la questione polacca era in discussione anche presso la conferenza di pace a Parigi, dove la Polonia era rappresentata da Roman Dmowski e dal primo ministro Ignacy Paderewski. Il 29 gennaio, il consiglio supremo di Parigi, dopo aver ascoltato il lungo discorso di Dmowski, rinviò il caso alla commissione territoriale, guidata dall'ex ambasciatore francese a Berlino, Jules Cambron.

La situazione della Polonia non era facile: la maggior parte delle rivendicazioni erano sostenute dalla Francia, che cercava di indebolire la Germania, mentre la Gran Bretagna silurava la maggior parte delle richieste polacche. Il presidente degli Stati Uniti, Woodrow Wilson, tendeva a sostenere la posizione della Gran Bretagna. 19 marzo la commissione Cambron propose un confine tedesco-polacco molto vantaggioso per la Polonia. Esso prevedeva la concessione di tutta la Slesia, la parte polacca della Bassa Slesia, la Grande Polonia (Wielkopolska), la Pomerania, la città di Danzica e quattro distretti sulla riva destra della Vistola. Nel caso di Mazur, doveva decidere il plebiscito. Questa proposta fu accolta favorevolmente dalla Gran Bretagna. In particolare, Lloyd George si oppose alla cessione dei quattro distretti della Vistola e di Danzica. Analogamente, alla fine di maggio, la delegazione tedesca mise in dubbio la separazione di Danzica dalla Germania e dall'Alta Slesia come incompatibile con il principio dell'autodeterminazione. Di conseguenza, fu deciso di stabilire la Città Libera di Danzica, sotto il controllo della Società delle Nazioni, e di condurre plebisciti in Warmia, Masuria e Alta Slesia. Alla Polonia, come a Romania, Jugoslavia, Grecia, Bulgaria, Turchia, Ungheria e Cecoslovacchia, fu anche imposto un accordo sulla protezione delle minoranze etniche.

In definitiva, le disposizioni del trattato di Versailles erano sfavorevoli per la Polonia. Il trattato di pace concedeva alla Polonia una parte del Granducato di Posen e parte della Pomerania. Furono inoltre previsti dei plebisciti nella parte meridionale della Prussia orientale, in Slesiia e nello Schleswig. Il 21 novembre 1919, il Consiglio supremo della conferenza di pace approvò uno statuto autonomo per la Galizia orientale e la Polonia ricevette il mandato della Società delle Nazioni per gestire questa zona per 25 anni. Pochi giorni dopo, l'8 dicembre 1919, il Consiglio Supremo concesse altresì l'amministrazione polacca dell'area ad ovest della linea Bug- Kuźnica- Puńsk (Linea Curzon).

 

Link:

http://niepodleglosc.muzhp.pl/

http://www.raistoria.rai.it/articoli/parigi-la-conferenza-di-pace

Muzeum Historii Polski (http://muzhp.pl/en)

 

Bibliografia:

J. Pajewski, Odbudowa Państwa Polskiego 1914-1918, Wydawnictwo Poznańskie, Poznań 2005.

A. Garlicki, Historia 1815-1939, Wydawnictwo Naukowe „Scholar”, Warszawa 1998.

M. Eksteins, Świe̜to wiosny:Wielka Wojna i narodziny nowego wieku, Państwowy Instytut Wydawniczy, 1996.

The enthusiasm that accompanied the outbreak of war became extinct when European nations became aware that their capacity to provoke the massacre was not accompanied by equal capacity for victory or peace. As a result of the violent hurricane, the unity of the Eastern monarchies, which granted peace to Europe during the period of the Holy Alliance, was devastated, the Austro-Hungarian empire disappeared completely, the Russian empire was conquered by the Bolsheviks and retired European suburbs for twenty years. Germany was subsequently tormented by: defeat, revolution, inflation, economic crisis and finally dictatorship.

Henry Kissinger

 

Regardless of the critical appraisal of the political consequences of the Great War by historians, for Poland the end of hostilities, on 11 November 1918, became an opportunity to regain independence. The First World War had eliminated all its opponents from the political scene, creating in this part of Europe a sort of political vacuum. Since 28 October the Polska Komisja Likwidacyjna (Polish Liquidation Committee) assumed power as a result of the disintegration of the Habsburg monarchy in western Galicia. On October 31st the passage of sovereignty began in the part of the Kingdom occupied by Austria-Hungary.

In the night of 6 to 7 November, the temporary popular government of the Republic of Poland was established in Lublin, whose prime minister became the leader of the Galician socialists Ignacy Daszyński. On 10 November, Józef Piłsudski, who had been released from Magdeburg prison, arrived in Warsaw on a special train. On the same day, the Council of Soldiers began to appear in the city and the German soldiers were disarmed. Until 19 November, the Germans were evacuated from the Kingdom and General Hans von Beseler was authorized to leave.

On November 11, Pitsudski took command of the army from the Council of the Regency a few days after his entry into the Lublin government. The Regency Council also dissolved. Piłsudski entrusted the task of forming the government to Jędrzej Moraczewski, and on 22 November assumed the post of temporary head of state. By decree of 28 November 1918, the elections for the Lower House were scheduled for 26 January 1919.

However, the path to the final determination of the Polish state was long and characterized by peaceful negotiations, insurrections, plebiscites and wars. First Wielkopolska was freed after a brief insurrection, which lasted from 27 December to mid-February 1919. In fact, the Poles were not the only ones to rebuild their statehood and soon controversies broke out with other nationalities. In eastern Galicia the Polish-Ukrainian conflict broke out, in a region where the Ukrainian population, mainly rural, represented 64%. Already on 18 October 1918, clashes erupted in Lviv, with the support of the Ukrainians of Bucovina and the Ukrainian National Council, whose president was Eugenius Petrushevich, a lawyer, activist of the national democratic party. The Ukrainians took control of the city of eastern Galicia, not far from Przemyśl.

Despite the conclusion of an agreement in Przemyśl on 31 October with the establishment of a Polish-Ukrainian electoral commission, the Ukrainians broke the pacts by occupying the city two days later. On the morning of 1 November the fighting began for Lviv, which managed to fall under Polish control only on the night between 21 and 21 November.

The territories included in the Cieszyn Silesia, where the Polish National Council and the Czech National Committee were established on 19 October, remained a controversial issue. On 5 November, Poles and Czechs signed a provisional agreement that delimited the sphere of influence according to the ethnographic principle. The final division of these territories was to be defined by an agreement of both governments, but in the end the Czechs did not recognize the agreement and on 21 January 1919 the Czechoslovakian army attempted to take control the whole of Silesia. After nine days of fighting, a new demarcation line was created and a plebiscite was announced.

Meanwhile, the Polish question was also being discussed at the peace conference in Paris, where Poland was represented by Roman Dmowski and Prime Minister Ignacy Paderewski. On 29 January, the Supreme Council of Paris, after hearing Dmowski's long speech, returned the case to the territorial commission, led by former French ambassador to Berlin, Jules Cambron.

The situation in Poland was not easy: most of the claims were supported by France, which tried to weaken Germany, while Britain torpedoed most of the Polish demands. The president of the United States, Woodrow Wilson, tended to support the position of Great Britain. On 19 March the Cambron commission proposed a very advantageous German-Polish border for Poland. It included the annexation of the whole of Silesia, the Polish part of Lower Silesia, Greater Poland (Wielkopolska), Pomerania, the city of Gdansk and four districts on the right bank of the Vistula. For the Masuria region, a plebiscite should have been called. This proposal was unfavorably accepted by Britain. In particular, Lloyd George opposed the cession of the four districts of Vistula and Danzig. Similarly, at the end of May, the German delegation questioned the separation of Danzig from Germany and Upper Silesia as incompatible with the principle of self-determination. As a result, it was decided to establish the Free City of Gdansk, under the control of the League of Nations, and to lead plebiscites in Warmia, Masuria and Upper Silesia. In Poland, as in Romania, Yugoslavia, Greece, Bulgaria, Turkey, Hungary and Czechoslovakia, an agreement was also imposed on the protection of ethnic minorities.

Ultimately, the provisions of the Treaty of Versailles were unfavorable for Poland. The peace treaty granted Poland a part of the Grand Duchy of Posen and part of Pomerania. Plebiscites were also planned in the southern part of East Prussia, in Slesiya and in Schleswig. On 21 November 1919, the Supreme Council of the peace conference approved an autonomous statute for eastern Galicia and Poland received the mandate of the League of Nations to manage this area for 25 years. A few days later, on 8 December 1919, the Supreme Council also granted the Polish administration of the area west of the Bug-Kuźnica-Puńsk line (Curzon Line).

 

Link:

http://niepodleglosc.muzhp.pl/

http://www.raistoria.rai.it/articoli/parigi-la-conferenza-di-pace

Muzeum Historii Polski (http://muzhp.pl/en)

 

Bibliography:

J. Pajewski, Odbudowa Państwa Polskiego 1914-1918, Wydawnictwo Poznańskie, Poznań 2005.

A. Garlicki, Historia 1815-1939, Wydawnictwo Naukowe „Scholar”, Warszawa 1998.

M. Eksteins, Świe̜to wiosny:Wielka Wojna i narodziny nowego wieku, Państwowy Instytut Wydawniczy, 1996.