Maggio 1916

Franz Graf von Conrad Hötzendorf

Matthias Egger

(Penzing, Vienna 1852 - Bad Mergentheim 1925)

Il Feldmaresciallo Conte Franz Conrad von Hötzendorf nacque l'11 novembre 1852 a Penzing nei pressi di Vienna, figlio del colonnello in pensione Franz Xaver Conrad e di sua moglie, Barbara. La sua carriera militare iniziò nel 1863 quando entrò nell'istituto dei cadetti di Hainburg. In seguito frequentò l’Accademia Militare Teresiana di Wiener Neustadt (1867-1871) e la Scuola di Guerra di Vienna (1874-1876), completando gli studi con il massimo dei voti. Prese parte alla Campagna di occupazione del 1878-1879 come Generale di stato maggiore della IV Divisione di fanteria. Questa - oltre alla soppressione di un’insurrezione in Dalmazia (1882) – fu di fatto la sola esperienza di guerra di Conrad prima del 1914.

Nel corso dei decenni successivi si guadagnò una reputazione eccellente nei circoli militari come professore presso la Scuola di Guerra, scrittore di opere militari e, infine, come comandante di reggimento. Solo sette anni dopo aver rinunciato al comando di reggimento per divenire Generale della 55° Brigata di Fanteria di Trieste, fu nominato Capo di stato maggiore generale austroungarico (18 novembre 1906).

Negli anni successivi Conrad produsse un gran numero di memorie, memorandum e piani di guerra, in cui sostenne un riarmo su larga scala e paventando ripetutamente una guerra preventiva contro la Serbia, l'Italia e/o la Russia. Le sue richieste di guerra preventiva riflettevano da un lato la sua visione del mondo basata sul darwinismo sociale, dall’altro, considerava la guerra preventiva come un efficace strumento per eliminare singolarmente i potenziali oppositori alla monarchia, evitando in tal modo lo scenario di una guerra su tre fronti contro la Serbia (e il Montenegro), la Russia e l'Italia. Tuttavia Conrad non fu mai in grado di trovare vasti consensi per la sua politica aggressiva – tanto che a causa della costante ingerenza nella politica estera dovette dimettersi temporaneamente dal suo incarico (dicembre 1911-dicembre 1912).

Durante la crisi di luglio Conrad svolse un ruolo chiave nello scatenare lo scoppio della Prima guerra mondiale, pur essendo estremamente pessimista sulle possibilità di successo della monarchia: "Nel 1908-1909 sarebbe stata una partita giocata alla luce del sole, nel 1912 un gioco con pari possibilità, ora è un gioco d'azzardo", disse il Capo di stato Maggiore Generale nel luglio 1914. Tuttavia egli sostenne con veemenza la guerra contro la Serbia, pur essendo consapevole che questa avrebbe potuto portare alla guerra con la Russia e in seguito ad un conflitto europeo. Egli si rivelò non all'altezza delle esigenze di una guerra su scala europea: la mobilitazione fu caotica e il risultato delle campagne iniziali disastroso. Fu evidente che "la pianificazione strategica e operativa [erano] carenze di Conrad e quando si trattò di mettere in pratica la teoria, il suo eterno problema, di pensare concettualmente, lasciò un vuoto ai vertici della AOK (Armee Ober Komman - il quartier generale dell'esercito austro-ungarico).

Secondo il suo biografo Lawrence Sondhaus, ulteriori ostacoli giunsero in conseguenza allo stress e all'età, “egli non fu in grado di applicare in pratica la sua conoscenza della storia militare, che egli stesso aveva esposto nelle varie opere da lui scritte ". Tuttavia, Conrad continuò a godere della fiducia di Francesco Giuseppe e della maggior parte del corpo ufficiali. La ragione di tale incontrastata fiducia potrebbe essere altresì motivata dalla apparente assenza di validi candidati rivali. Conrad fu così in grado di mantenere il suo incarico fino alla fine di Febbraio del 1917.

Dopo essere stato rimosso da Capo di Stato Maggiore Generale, su richiesta personale dall'imperatore Carlo, Conrad assunse il comando del gruppo d’armate del Sud Tirolo; posizione per la quale, secondo un suo biografo "in generale, era il più adatto". Durante la battaglia dell’Ortigara (giugno 1917) Conrad riuscì a respingere gli italiani non disponendo tuttavia di truppe sufficienti per effettuare una controffensiva. La strategia del AOK prevedeva infatti di concentrare tutte le risorse sulla linea dell’Isonzo. Pertanto, anche dopo la svolta a Flitsch-Tolmein (Caporetto) egli non fu in grado di avanzare dal Tirolo verso la pianura italiana, spingendosi in avanti di soli 20 km. Nella primavera del 1918 fece pressioni presso l'AOK per una nuova, decisiva offensiva nel Sud Tirolo. L’idea era quella di seguire i piani della Strafexpedition, senza ripeterne gli errori. Conrad stesso ne avrebbe assunto il comando.

Tuttavia, al contempo, il maresciallo Svetozar Boroevic von Bojna (1856-1920) elaborava un'offensiva sul Piave e dal momento che né l'AOK, né l'imperatore erano in grado di decidere quale delle due operazioni intraprendere, le truppe disponibili furono suddivise tra Conrad e Boroevic. Ciò ebbe conseguenze disastrose. Nessuno dei due attaccanti aveva forze sufficienti per sfondare, e la cosiddetta "Battaglia di Giugno in Veneto" (in Italia conosciuto come battaglia del Solstizio o del Piave) finì in un disastro per la monarchia asburgica. Anche se le cause della disfatta vadano ricercate in primo luogo nella monarchia e nell’AOK, Conrad fu ritenuto tra i maggiori responsabili. Il 15 luglio 1918 l'imperatore Carlo lo sollevò dal comando, nominandolo colonnello a vita delle guardie imperiali e concedendogli il titolo di conte (era già stato nobilitato a Barone nel 1910). Conrad andò in congedo il 1 dicembre 1918.

Negli anni del dopoguerra Conrad partecipò attivamente a dibattiti pubblici sulla guerra e le sue cause, nei quali negò ogni responsabilità degli imperi centrali - e soprattutto di sé stesso personalmente - nella deflagrazione del conflitto nel luglio 1914. Tuttavia, contemporaneamente, egli fornì un ritratto di sé come colui che avrebbe potuto salvare l'Austria-Ungheria se solo l'imperatore e il governo avessero ascoltato le sue richieste per una guerra preventiva.

Franz Graf Conrad von Hötzendorf morì il 25 agosto 1925 a Bad Mergentheim, nel Baden Württemberg, durante un soggiorno per cure termali.

Bibliografia:

Hötzendorf, Franz Conrad von. Die Gefechtsausbildung der Infanterie. Wien: Verlag von L.W. Seidl & Sohn, k.u.k Hof-Buchhandlung, 1900.

Hötzendorf, Franz Graf Conrad von. Aus meiner Dienstzeit 1906 - 1918. 5 Bde. Wien, Leipzig, München: Rikola Verlag, 1922/23.

Hötzendorf, Franz Graf Conrad von. Mein Anfang. Kriegserinnerungen aus der Jugendzeit 1878-1882. Berlin: Verlag für Kulturpolitik, 1925.

Hötzendorf, Gina Gräfin Conrad von. Mein Leben mit Conrad von Hötzendorf. Sein geistiges Vermächtnis. Leipzig: Grethlein & Co., Nachf., 1935.

Pantenius, Hans Jürgen. Der Angriffsgedanke gegen Italien bei Conrad von Hötzendorf. Ein Beitrag zur Koalitionskriegsführung im Ersten Weltkrieg. 2 Bde., Dissertationen zur Neueren Geschichte. Köln, Wien: Böhlau Verlag, 1984.

Skřivan, Aleš. "Der Höhepunkt des Streits Aehrenthal – Conrad im Herbst 1911." Prague Papers on the History of International Relations 2009 (2009): 299–307.

Sondhaus, Lawrence. Franz Conrad von Hötzendorf. Architekt der Apokalypse. Wien, Graz: neuer wissenschaftlicher Verlag, 2003.

(Penzing, Vienna 1852 – Bad Mergentheim 1925)

Field Marshall Count Franz Conrad von Hötzendorf was born on 11 November 1852 in Penzing near Vienna, the son of retired Colonel Franz Xaver Conrad and his wife, Barbara. His military career began in 1863 when he attended the cadet institute in Hainburg. From there he went on to the Theresian Military Academy in Wiener Neustadt (1867–1871) and the War School in Vienna (1874–1876), where he graduated the top of his class. He took part in the Occupation Campaign of 1878/79 as General Staff Officer with the Fourth Infantry Division. This – in addition to taking part in the suppression of an insurrection in Dalmatia (1882) – was to remain Conrad’s only experience of war before 1914.

Over the following decades he earned himself an excellent reputation in military circles as a professor at the War School, a writer of military books and lastly also as regimental commander. Just seven years after he had handed over command of his regiment in order to take over as newly appointed General Major of the 55th Infantry Brigade in Trieste, he was appointed Chief of the Austro-Hungarian General Staff (18 November 1906).

In the ensuing years Conrad produced a large number of memoirs, memoranda und plans, in which he advocated large-scale re-armament and repeatedly called for a preventive war against Serbia, Italy and/or Russia. His demands for preventive war reflected on the one hand his worldview based on social Darwinism. On the other hand, he saw pre-emptive warfare as an effective instrument for taking on potential opponents to the monarchy individually and thereby avoiding the scenario of a war on three fronts against Serbia (and Montenegro), Russia and Italy which was all by all means possible. However Conrad was not able to find a majority for his aggressive policy – and on account of his constant meddling in foreign politics even had to resign from his post temporarily (December 1911 to December 1912).

During the July Crisis Conrad played a key role in triggering the outbreak of World War I, even though he was extremely pessimistic about the monarchy’s chances of success: “In 1908/09 it was a game played above board, in 1912 a game with equal chances, now it’s a gamble”, said the Chief of the General Staff in July 1914. Nevertheless he vehemently called for war against Serbia, though he was well aware that this could lead to war with Russia and subsequently to a European conflict. He turned out however not to be up to the demands of such a war on a European scale. To start with, mobilisation was chaotic and the outcome of the initial campaigns was disastrous. It became evident that “strategy and operational planning [were] Conrad’s shortcomings and when it came to putting theory into practice, his eternal problem, to think conceptually, left a vacuum at the top of the AOK [Armeeoberkommando- German and Austro-Hungarian army headquarters]. Further hindered by the consequences of stress and age, he was unable to apply in practice his knowledge of military history, which he himself had expounded in earlier writings”, according to his biographer Lawrence Sondhaus. Nevertheless, Conrad continued to enjoy the trust of Franz Joseph and the majority of the officer corps. The reason for this might have been also that (apparently) there were  “no valid rival candidates”. Hence Conrad was able to maintain his tenure until the end of February 1917.

After being dismissed from his post as Chief of the General Staff, on personal request by Emperor Charles, Conrad took over command of the Army Group South Tyrol; a position for which, according to one biographer “generally speaking, he was best suited to”. During the Battle of Mount Ortigara (June 1917) Conrad managed to fend off the Italian assault, however he had insufficient troops to carry out an offensive– the AOK was concentrating these along the Isonzo line. Therefore even after the breakthrough at Flitsch-Tolmein he was unable to advance out of Tyrol and down onto the Italian plain, but could only push the front forwards 20 km. In the spring of 1918 he campaigned with the AOK for a new, decisive offensive out of South Tyrol. This was to follow the plans of the “punitive expedition“, though without repeating its mistakes. Conrad wanted to take over command himself. However at the same time Field Marshall Svetozar Boroević von Bojna (1856–1920) was also planning an offensive on the Piave and since neither the AOK nor the Emperor was able to decide on which of the two operations to undertake, the troops available were divided between Conrad and Boroević. This had disastrous consequences. Neither attacker had sufficient forces, and the so-called “June Battle in Veneto” ended in disaster for the Habsburg monarchy. Although responsibility lay primarily with the monarchy and the AOK, Conrad was blamed. On 15 July 1918 Emperor Charles relieved him of his command, appointed him Colonel of all Life Guards and granted him the title of Count – he had already been ennobled Baron in 1910. Conrad retired on 1 December 1918. 

In the post-war years Conrad actively took part in public debates over the war and its causes, in which he denied all responsibility of the Central Powers– and especially of himself personally – for the outbreak of the war in July 1914. However at the same time he portrayed himself as the one who could have saved Austria-Hungary if only the Emperor and Government had heeded his calls for a preventive war.

Franz Graf Conrad von Hötzendorf died on 25 August 1925 in Bad Mergentheim, Baden Württemberg, where he was undergoing spa treatment. 

Bibliography:

Hötzendorf, Franz Conrad von. Die Gefechtsausbildung der Infanterie. Wien: Verlag von L.W. Seidl & Sohn, k.u.k Hof-Buchhandlung, 1900.

Hötzendorf, Franz Graf Conrad von. Aus meiner Dienstzeit 1906 - 1918. 5 Bde. Wien, Leipzig, München: Rikola Verlag, 1922/23.

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Hötzendorf, Gina Gräfin Conrad von. Mein Leben mit Conrad von Hötzendorf. Sein geistiges Vermächtnis. Leipzig: Grethlein & Co., Nachf., 1935.

Pantenius, Hans Jürgen. Der Angriffsgedanke gegen Italien bei Conrad von Hötzendorf. Ein Beitrag zur Koalitionskriegsführung im Ersten Weltkrieg. 2 Bde., Dissertationen zur Neueren Geschichte. Köln, Wien: Böhlau Verlag, 1984.

Skřivan, Aleš. "Der Höhepunkt des Streits Aehrenthal – Conrad im Herbst 1911." Prague  Papers on the History of International Relations 2009 (2009): 299–307.

Sondhaus, Lawrence. Franz Conrad von Hötzendorf. Architekt der Apokalypse. Wien, Graz: neuer wissenschaftlicher Verlag, 2003.

Stone, Norman. "Moltke-Conrad. Relations between the Austro-Hungarian and German General Staffs 1909-1914." The Historical Journal 9, Nr. 2 (1966): 201-228.

Wank, Solomon. "Some Reflections on Conrad von Hötzendorf and His Memoirs based on Old and News Sources." Austrian History Yearbook 1 (1965): 74-89.

(Penzing bei Wien 1852 – Bad Mergentheim 1925)

Feldmarschall Franz Graf Conrad von Hötzendorf wurde am 11. November 1852 in Penzing bei Wien als Sohn des Oberst a.D. Franz Xaver Conrad und dessen Gattin Barbara geboren. Mit dem Eintritt in das Kadetteninstitut in Hainburg im Jahr 1863 begann er seine militärische Laufbahn. In weiterer Folge besuchte er die Theresianische Militärakademie in Wiener Neustadt (1867–1871) und die Kriegsschule in Wien (1874–1876); letztere beendete er als Erster seines Jahrgangs. Den Okkupationsfeldzug 1878/79 machte er als Generalstabsoffizier bei der 4. Infanteriedivision mit. Es sollte dies – neben der Teilnahme an der Niederschlagung eines Aufstandes in Dalmatien (1882) – Conrads einzige Kriegserfahrung vor 1914 bleiben.

In den darauffolgenden Jahrzehnten erwarb er sich als Lehrer an der Kriegsschule,  Autor von militärischen Fachbüchern und schließlich auch als Regimentskommandant einen ausgezeichneten Ruf in Armeekreisen. Nur sieben Jahre nachdem er sein Regimentskommando abgegeben hatte, um als frischgebackener Generalmajor die 55. Infanteriebrigade in Triest zu übernehmen, folgte seine Ernennung zum Chef des k. u. k. Generalstabs (18. November 1906).

Conrad produzierte in den folgenden Jahren eine Flut an Denkschriften, Memoranden und Plänen, in denen er für eine massive Aufrüstung plädierte und wiederholt Präventivkriege gegen Serbien, Italien und/oder Russland forderte. Diese Präventivkriegsforderungen spiegelten einerseits sein sozialdarwinistisches Weltbild wider. Anderseits schienen ihm Präventivkriege als ein probates Instrument, um die potentiellen Gegner der Monarchie einzeln zu schlagen und so das – durchaus mögliche – Szenario eines Dreifrontenkrieges gegen Serbien (und Montenegro), Russland und Italien zu vermeiden. Allerdings fand Conrad für seine aggressive Politik keine Mehrheit – und musste wegen seiner ständigen Einmischung in die Außenpolitik sogar seinen Posten kurzzeitig räumen (Dezember 1911 bis Dezember 1912).

In der Julikrise spielte Conrad eine zentrale Rolle bei der Entfesselung des Weltkrieges, und dass, obwohl er die Erfolgsaussichten für die Monarchie äußerst pessimistisch beurteilte: „1908/09 war es ein Spiel mit ausgelegten Karten, 1912 ein Spiel mit gleichen Chancen, jetzt ist es ein Hasardspiel“, so der Generalstabschef im Juli 1914. Dennoch forderte er vehement einen Krieg gegen Serbien, wohl wissend, dass dieser zu einem Krieg mit Russland und in weiterer Folge zu einem europäischen Konflikt führen konnte. Den Anforderungen eines solchen europäischen Krieges zeigte er sich nicht gewachsen. Schon die Mobilmachung verlief chaotisch und die Bilanz der Einleitungsfeldzüge fiel vernichtend aus. Es zeigte sich, dass „Strategie und operative Planung Conrads eigene Schwachpunkte [waren], und wenn es darum ging, die Theorie in die Praxis umzusetzen, hinterließ sein ewiges Problem, konzeptiv zu denken, ein Vakuum an der Spitze des AOK [Armeeoberkommando]. Durch die Auswirkungen von Stress und Alter noch weiter behindert, gelang es ihm nicht, Erkenntnisse aus der Militärgeschichte, die er selbst in früheren Schriften dargelegt hatte, praktisch anzuwenden“, so sein Biograph Lawrence Sondhaus. Dennoch genoss Conrad weiterhin das Vertrauen Franz Josephs und der Mehrheit des Offizierskorps, was auch daran gelegen haben mag, dass (scheinbar) „keinen vernünftigen Gegenkandidaten“ gab. So konnte sich Conrad bis Ende Februar 1917 im Amt halten.

Nach seiner Absetzung als Generalstabschef übernahm Conrad auf ausdrücklichen Befehl Kaiser Karls das Kommando über eine Heeresgruppe in Tirol; ein Amt für das er nach Ansicht eines Biografen „allgemein betrachtet, am besten geeignet war“. Während der Ortigara-Schlacht (Juni 1917) gelang es Conrad die italienischen Angriff abzuwehren. Für eine Offensivaktion fehlten ihm allerdings die Truppen – das AOK zog diese am Isonzo zusammen. Deshalb konnte er auch nach dem Durchbruch von Flitsch-Tolmein nicht aus Tirol in die italienische Ebene vorstoßen, sondern die Front nur um 20 km nach vorne verschieben. Im Frühjahr 1918 warb er beim AOK für eine neue, entscheidende Offensive aus Südtirol heraus. Diese sollte sich an den Plänen der „Strafexpedition“ orientieren, allerdings ohne deren Fehler zu wiederholen. Conrad selbst wollte das Kommando übernehmen. Nachdem aber gleichzeitig Feldmarschall Svetozar Boroević von Bojna (1856–1920) eine Offensive an der Piave plante und sich weder das AOK noch der Kaiser für eine der beiden Operationen entscheiden konnten, wurden die vorhandenen Truppen unter Conrad und Boroević aufgeteilt. Dies hatte verheerende Folgen. Keine der beiden Angreifer verfügte über ausreichende Kräfte, und die sogenannte „Junischlacht in Venetien“ endete für die Habsburgermonarchie in einem Desaster. Obwohl die Hauptverantwortung dafür beim Monarchen und dessen AOK lag, wurde Conrad verantwortlich gemacht. Am 15. Juli 1918 enthob ihn Kaiser Karl von seinem Kommando, ernannte ihn zum Obersten aller Leibgarden und erhob ihn – nachdem er bereits 1910 in den Freiherrnstand erhoben worden war – in den Grafenstand. Mit 1. Dezember 1918 wurde Conrad pensioniert.  

In den Nachkriegsjahren beteiligte sich Conrad aktiv an den publizistischen Debatten über den Krieg und seine Ursachen, wobei er für die Mittelmächte – und insbesondere für seine Person – jede Verantwortung für den Ausbruch des Krieges im Juli 1914 abstritt. Zugleich inszenierte er sich als die Person, die Österreich-Ungarn hätte ‚retten‘ können, wenn Kaiser und Regierung auf seine Präventivkriegsforderungen eingegangen wären.

Franz Graf Conrad von Hötzendorf starb am 25. August 1925 in Bad Mergentheim, Baden Württemberg, wo er sich zur Kur befand.  

Literatur:

Hötzendorf, Franz Conrad von. Die Gefechtsausbildung der Infanterie. Wien: Verlag von L.W. Seidl & Sohn, k.u.k Hof-Buchhandlung, 1900.

Hötzendorf, Franz Graf Conrad von. Aus meiner Dienstzeit 1906 - 1918. 5 Bde. Wien, Leipzig, München: Rikola Verlag, 1922/23.

Hötzendorf, Franz Graf Conrad von. Mein Anfang. Kriegserinnerungen aus der Jugendzeit 1878-1882. Berlin: Verlag für Kulturpolitik, 1925.

Hötzendorf, Gina Gräfin Conrad von. Mein Leben mit Conrad von Hötzendorf. Sein geistiges Vermächtnis. Leipzig: Grethlein & Co., Nachf., 1935.

Pantenius, Hans Jürgen. Der Angriffsgedanke gegen Italien bei Conrad von Hötzendorf. Ein Beitrag zur Koalitionskriegsführung im Ersten Weltkrieg. 2 Bde., Dissertationen zur Neueren Geschichte. Köln, Wien: Böhlau Verlag, 1984.

Skřivan, Aleš. "Der Höhepunkt des Streits Aehrenthal – Conrad im Herbst 1911." Prague  Papers on the History of International Relations 2009 (2009): 299–307.

Sondhaus, Lawrence. Franz Conrad von Hötzendorf. Architekt der Apokalypse. Wien, Graz: neuer wissenschaftlicher Verlag, 2003.

Stone, Norman. "Moltke-Conrad. Relations between the Austro-Hungarian and German General Staffs 1909-1914." The Historical Journal 9, Nr. 2 (1966): 201-228.

Wank, Solomon. "Some Reflections on Conrad von Hötzendorf and His Memoirs based on Old and News Sources." Austrian History Yearbook 1 (1965): 74-89.