Ottobre 1918

L'italia in guerra: il costo umano

Le perdite dell’esercito italiano si sono mantenute costanti, con picchi in corrispondenza con le principali battaglie sull’Isonzo. Dopo Caporetto abbiamo un chiaro picco nel numero dei prigionieri, che di fatto raddoppiò. E’ invece crescente la tendenza alla crescita del numero di militari ammalati, a testimonianza delle persistenti cattive condizioni di vita sul fronte e nelle retrovie. Nel corso del 1918 la percentuale dei caduti, feriti e prigionieri sui mobilitati scese visibilmente, frutto della prudenza del nuovo comandante supremo, generale Diaz.