Luglio 1916

La battaglia della Somme – la prospettiva francese

Helena Trnkova

 

La battaglia della Somme - scatenata nell’ambito della grande offensiva alleata il 1° luglio e protrattasi sino a novembre - fu una delle grandi battaglie di materiali del 1916. Essa segnò una svolta nel modo di fare e pensare la guerra. Assieme a Verdun, è diventata una delle battaglie simbolo della guerra sul fronte occidentale.

In seguito alla conferenza alleata nel dicembre 1915, il Generalissimo Joffre così come i sui omologhi britannici, i generali Haig e Rawlinson, concordarono sulla necessità di passare all'offensiva. Il settore della Somme sembrava offrire due grandi vantaggi: l'operazione poteva fungere da anello di giunzione tra le armate francesi e inglesi accrescendo il loro coordinamento e cooperazione, mentre la vicinanza alle principali vie di comunicazione e siti produttivi avrebbe facilitato la logistica. Anticipati dai tedeschi, che avevano lanciato la loro offensiva sulla Mosa in febbraio, gli alleati furono costretti a rinviare i loro piani diverse volte. I francesi ritirarono le loro truppe per difendere Verdun indebolendo la propria forza d’urto per le operazioni in altri settori del fronte. Nel settore della Somme rimaneva solo la IV° Armata. Toccò quindi alle forze britanniche sopportare lo sforzo principale, motivo per il quale la battaglia acquisì un valore speciale nella memoria collettiva d’oltre Manica.

Nel 1916, gli alleati avevano appreso le nuove sfide poste dalla guerra moderna, tra cui il ruolo cruciale dell’artiglieria. Il 24 giugno, essi diedero inizio ad una preparazione di artiglieria senza precedenti, raggiungendo una cadenza di tiro complessiva di 3500 colpi al minuto. Originariamente previsto per cinque giorni, il fuoco di preparazione fu esteso a sette. L'offensiva iniziò il 1° Luglio 1916 alle 7:30 del mattino su un fronte di circa 20 km. I britannici attaccarono a nord della Somme e i francesi a sud. Il loro obiettivo era di stabilire una nuova linea sulle alture tenute dai tedeschi, compiendo un importante passo avanti. L'offensiva fu condotta in gran parte da reggimenti britannici. Un consistente numero di unità schierate sulla Somme erano parte del "New Army" formato dietro la spinta di Lord Kitchener, il Segretario di Stato per la guerra. Per molte di queste reclute appena arruolate fu il primo vero assaggio della guerra moderna e il loro battesimo del fuoco in generale. Nonostante l’incredibile e impressionante forza, la preparazione di artiglieria non colse l'effetto desiderato. Le artiglierie disponibili erano certamente moderne, tuttavia il tiro dei pezzi di grosso calibro rimase molto impreciso. In secondo luogo l'attrezzatura disponibile si dimostrò inefficace contro il sistema di linee difensive tedesche che consisteva in rifugi sotterranei di alta qualità, situati in profondità nel suolo. I danni agli uomini e alle attrezzature tedesche furono limitati, preannunciando un rapido fallimento dei progressi. Quando la fanteria alleata balzò fuori dalle trincee e cercò di attraversare la terra di nessuno, si trovò ad affrontare le mitragliatrici e l'artiglieria tedesche, divenendo un facile preda. I risultati del primo giorno dell’offensiva alleati furono disastrosi, cogliendo un fallimento totale a nord. Risultati più favorevoli furono ottenuti nel sud, dove gli inglesi presero Mametz e Montauban e francese compirono una discreta avanzata. Tuttavia il disastro totale fu soprattutto sul piano delle perdite umane. Il primo giorno dell'offensiva si registrarono quasi 20.000 caduti, tra cui 1.000 ufficiali. Il totale perdite raggiunse 58.000 morti, feriti e dispersi. Il 1 Luglio 1916 avrebbe rappresentato un giorno nero nella memoria collettiva della Grande Guerra.

Come per i tedeschi a Verdun, gli alleati non riuscirono a cogliere una rapida vittoria e i combattimenti si impantanarono, trascinandosi senza grandi risultati fino a novembre 1916. Le offensive e gli attacchi settoriali si ripeterono per diversi mesi trasformando il campo di battaglia in un paesaggio desolato disseminato di crateri colmi di fango. Il 14 luglio, i britannici lanciarono il loro secondo grande attacco contro la seconda linea tedesca: unità sudafricane avanzarono sulla foresta di Delville. Dalla metà di luglio, gli obiettivi alleati divennero più modesti. Gli sforzi furono concentrati su un fronte più ridotto, a nord della Somme. Come a Verdun, lo slancio offensivo stava svanendo, lasciando il posto a una lunga guerra di logoramento caratterizzata da una moltitudine di attacchi settoriali che miravano al massimo a “rosicchiare” le posizioni nemiche. Il 25 luglio, dopo due giorni di attacco, gli australiani presero Pozières. Dopo una lunga pausa ad agosto, gli alleati lanciarono un nuovo attacco generale il 3 settembre dal fiume Ancre verso Chilly. Gli inglesi riuscirono ad occupare Guillemont e i francesi Soyécourt. I giorni seguenti, altri attacchi furono condotti da unità canadesi e irlandesi. Il 15 settembre, la terza grande spinta alleata nei settori di Flers e Courcelette vide il primo impiego dei carri armati sul campo di battaglia. Questi mezzi lenti, ingombranti e mastodontici, lungi dall'essere perfetti, sortirono sui tedeschi più un effetto spettacolare che un’efficacia vera e propria. Il 26 settembre fu lanciata una nuove offensiva congiunta franco-britannica che permise agli Alleati di prendere Thiepval e Combles.

L'ultima grande offensiva generale iniziò il 7 ottobre tra Courcelette e Bouchavesnes. Di fronte all’impossibilità di cogliere un grande successo, le operazioni sulla Somme vennero formalmente arrestate il ​​18 novembre. Il bilancio era tragico. Tra inglesi, francesi e tedeschi, le perdite complessive raggiunsero l’enorme cifra di 1,2 milioni di morti, dispersi e feriti, facendo della Somme una delle battaglie più letali della guerra 1914-1918.

Links:

http://www.historial.org/Champs-de-bataille-de-la-Somme/Histoire-de-la-B...

http://www.cheminsdememoire-nordpasdecalais.fr/lhistoire/batailles/la-ba...

Bibliografia:

Loez, André, Les 100 mots de la Grande Guerre, Paris, PUF, 2013.

John Keegan, Il volto della battaglia, Milano, Il Saggiatore, 2005

La bataille de la Somme dans la Grande Guerre: colloque du 80e anniversaire : actes du colloque international du 1er, 2, 3, 4 juillet 1996, Péronne, France, Péronne, Centre de recherche de l'Historial de la Grande Guerre, 1996.

The Battle of the Somme triggered by the Allied offensive on 1st July and waged until November of the same year, was one of the great battles of materiel of 1916 that marked a decisive turning point in the way war was envisioned and conducted. Along with the Battle of Verdun, it became the symbol of modern warfare on the western front. 

During the Allied Conference in December 1915, Generalissimo Joffre like his British counterparts, Generals Haig and Rawlinson, agreed on the need to launch an offensive. The Somme sector seemed to combine two great advantages: conducting operations at the junction point between the French and British armies would improve their coordination and cooperation and its proximity to the major communication routes and production sites would facilitate logistical organisation. Outpaced by the Germans, who launched their offensive on the Meuse already in February, the Allies postponed their plans several times. The French withdrew troops in order to defend Verdun thus weakening the manpower available for operations along other sectors of the front. Only the 6th Army actually engaged on the Somme. It was consequently the British who had to support the principle effort. This also explains why for the Allies across the Channel the battle assumed a special value in their collective memory.

In 1916, the Allies were aware of the challenges involved modern warfare, in particular the crucial role played by artillery. On 24 June they set about preparing an unprecedented deployment of artillery achieving a rate of 3 500 grenades a minute. Envisaged to last five days, preparation drew out to seven. The actual offensive commenced on 1st July 1916 at 7.30 am along an approximately 20-kilometre long front. The British attacked to the north and the French to the south of the Somme. Their objective was to establish a new position on the heights held by the Germans, then achieve a major breakthrough. The offensive was conducted mainly by British regiments. Many of the units deployed on the Somme were part of the New Army, formed after Lord Kitchener, Secretary of State for War, had called for recruits. For many of these, it was their first real encounter with modern warfare and generally their first experience of being under fire. Despite its unprecedented firepower, which was impressive to say the least, artillery preparation did not achieve the desired effects. The artillery guns available were indeed sophisticated, but the firing accuracy of the large calibres was still imperfect. Moreover, the materiel available proved to be ineffective against the German system of defence lines made up of high quality underground shelters, which disappeared into the depths of the ground. The damage inflicted to German manpower and materiel was therefore limited, which portended the failure of a rapid advance. When the Allied infantry soldiers emerged from their trenches and attempted to cross no man's land, they were exposed to the German machine guns and artillery and represented an easy, defenceless prey. The balance of the first day was tragic. The Allies to the north suffered a total defeat. The outcome was more positive to the south where the British took Mametz and Montauban and the French advanced marginally. In terms of the human cost, it was a total disaster. The first day of the offensive alone cost the lives of close to 20 000 men, 1 000 of whom were officers. The total number of casualties reached 58 000 men. The 1st July 1916 since then has been firmly established as a dark day in the collective memories of the Great War.

With no rapid victory in sight, as in Verdun, fighting dragged on and continued until November 1916. Partial assaults and attacks went on for several months transforming the battlefield into a desolate landscape, pocked with shell craters and drowned in mud. On 14 July, the British launched their second major attack, which targeted the German second line of defence: the South-African units advanced to Delville Wood. From mid July, the Allies’ downscaled their objectives. Efforts by now were concentrated on a reduced front, to the north of the Somme. As at Verdun, the momentum created by the Allied offensives dwindled leaving in its wake a never-ending war of attrition comprised of a multitude of partial assaults in an effort at the most to  “nibble away“ at the enemy positions. On 25 July, after two days of attacks, the Australians took Pozières. After a considerable lull in the month of August, the Allies launched a new general attack on 3 September from the Ancre River towards Chilly. The British managed to occupy Guillemont, the French Soyécourt. On the following days, further operations were conducted by Canadian and Irish units. On 15 September, the third major Allied thrust towards Flers and Courcelette was marked by tanks being implemented for the first time on the battlefield. These cumbersome machines far from being perfected turned out to be more spectacular than effective. During the following general Franco-British offensive, on 26 September, the Allies seized Thiepval and Combles. The last major offensive commenced on 7 October, from Courcelette to Bouchavesnes. Faced with the dire realisation that it was not possible to achieve any large-scale success, the operations on the Somme officially came to an end on 18 November. The outcome was tragic. With casualties reaching the enormous proportions of 1 200 000 killed, missing and wounded in total for the three belligerent countries, the Battle of the Somme was one of the bloodiest operations of the 1914-1918 war.

Links :

http://www.historial.org/Champs-de-bataille-de-la-Somme/Histoire-de-la-B...

http://www.cheminsdememoire-nordpasdecalais.fr/lhistoire/batailles/la-ba...

Bibliography :

Loez, André, Les 100 mots de la Grande Guerre, Paris, PUF, 2013.

John Keegan, The Face of Battle, London, Jonathan Cape, 1976

La bataille de la Somme dans la Grande Guerre : colloque du 80e anniversaire : actes du colloque international du 1er, 2, 3, 4 juillet 1996, Péronne, France, Péronne, Centre de recherche de l'Historial de la Grande Guerre, 1996.

La Bataille de la Somme, déclenchée par l'offensive alliée le 1er juillet et poursuivie jusqu'en novembre de la même année, fut une des grandes batailles du matériel de l'année 1916 qui ont marqué un tournant décisif dans la façon d'envisager et de mener la guerre. Avec celle de Verdun, elle devint l'opération emblématique de la guerre moderne sur le front occidental.  

Depuis la conférence interalliée de décembre 1915, le généralissime Joffre comme ses homologues britanniques, les généraux Haig et Rawlinson, s'accordent sur la nécessité de passer à l'offensive. Le secteur de la Somme semble alors réunir deux grands avantages : mener l'opération au point de jonction entre les armées française et britannique améliorerait leurs coordination et coopération et sa proximité des grands axes de communication et de sites de production faciliterait l'organisation logistique. Devancés par les Allemands, qui lancent leur offensive sur la Meuse dès février, les Alliés reportent leur projet à plusieurs reprises. Les Français retirent des troupes pour défendre Verdun ce qui affaiblit leurs effectifs disponibles pour les opérations dans d'autres secteurs du front. Seule la 6e armée s'engage sur la Somme. Ce sont par conséquent les Britanniques qui doivent supporter l'effort majeur. C'est aussi pour les alliés d'Outre-Manche que la bataille acquière une valeur particulière dans la mémoire collective.

En 1916, les Alliés comprennent les enjeux de la guerre moderne, notamment le rôle crucial de l'artillerie. Le 24 juin, ils déclenchent une préparation d'artillerie sans précédant atteignant la cadence de 3 500 obus à la minute. Prévue pour cinq jours, elle est prolongée à sept. L'offensive elle-même débute le 1er juillet 1916 à 7h 30 sur un front de 20 kilomètres environ. Les Britanniques attaquent au Nord et les Français au Sud de la Somme. Leur objectif est d'établir une nouvelle position sur les hauteurs tenues par les Allemands, puis réaliser une percée majeure. L'offensive est menée en majorité par les régiments britanniques. Une partie substantielles des unités déployées sur la Somme sont les unités de la « Nouvelle armée » formée à l'incitation de Lord Kitchener, secrétaire d’État à la guerre. Pour beaucoup de ces recrues de fraîche date, c'est la première véritable rencontre avec la guerre moderne et la première expérience sous le feu en général. Malgré sa force inouïe et pour le moins impressionnante, la préparation d'artillerie n'atteint pas les effets escomptés. Les pièces d'artillerie disponibles sont certes perfectionnées, mais la précision de tir des grands calibres reste imparfaite. De plus, le matériel disponible s'avère inefficace contre le système des lignes défensives allemandes composées d'abris souterrains de grande qualité, enfuis dans les profondeurs du sol. Les dommages infligés aux hommes comme au matériel allemand sont ainsi limités, ce qui présage l'échec d'une avancée rapide. Lorsque les fantassins alliés sortent de leurs tranchées et tentent de traverser le no man's land, ils s'exposent aux mitrailleuses et à l'artillerie allemande telle une proie facile sans défense. Le bilan de la première journée est sinistre. Les Alliés essuient un échec total au Nord. Le résultat est plus favorable au Sud où les Britanniques prennent Mametz et Montauban et les Français progresses légèrement. Sur la plan humain, c'est un désastre total. A elle seule, la première journée de l'offensive a coûté la vie à près de 20 000 hommes, dont 1 000 officiers. Le nombre total des pertes atteigne 58 000 hommes. Le 1er juillet 1916 s'inscrit alors durablement comme une journée noire dans les mémoires collectives de la Grande Guerre.

Faute de victoire rapide, comme à Verdun, les combats s'enlisent et perdurent jusqu'en novembre 1916. Les assauts et les attaques partiels sont réitérés plusieurs mois durant transformant le champ de bataille en un paysage désolé, parsemé de cratères d'obus et noyé dans la boue. Le 14 juillet, les Britanniques lancent leurs seconde grande attaque qui vise la seconde ligne allemande : les unités Sud-Africains avancent sur le Bois Delville. Dès la moitié du mois de juillet, les objectifs des Alliés sont revus à la baisse. Les efforts sont désormais concentrés sur un front réduit, au nord de la Somme. Comme à Verdun, l'élan offensif s'étiole pour laisser place à une guerre d'usure interminable composée d'une multitude d'attaques partielles qui visent à tout au plus à « grignoter » les positions ennemies. Le 25 juillet, après deux jours d'attaque, les Australiens prennent Pozières. Après une accalmie sensible au mois d'août, les Alliés lancent une nouvelle attaques générale le 3 septembre depuis la rivière Ancre vers Chilly. Les Britanniques parviennent à occuper Guillemont, les Français Soyécourt. Les jours suivants, d'autres opérations sont menées par les unités canadiennes et irlandaises. Le 15 septembre, la troisième grande poussée alliée à Flers et à Courcelette est marquée par la première mise en application des chars sur le champ de bataille. Ces engins encombrants, loin de la perfection, sont plus spectaculaires qu'efficaces. Lors de l'offensive générale franco-britannique suivante, le 26 septembre, les Alliés s'emparent de Thiepval et de Combles. La dernière grande offensive démarre le 7 octobre, de Courcelette à Bouchavesnes. Face au constat sobre qu'aucune réussite d'envergure n'est possible, les opérations sur la Somme sont officiellement arrêtées le 18 novembre. Le bilan est tragique. Avec les pertes atteignant les proportions gigantesques de 1 200 000 morts, disparus et blessés au total pour les trois belligérants, la bataille de la Somme se range parmi les opérations les plus meurtrières de la 1914-1918.

Links:

http://www.historial.org/Champs-de-bataille-de-la-Somme/Histoire-de-la-B...

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Bibliographie:

Loez, André, Les 100 mots de la Grande Guerre, Paris, PUF, 2013.

Keegan, John, Anatomie de la bataille : Azincourt 1415, Waterloo 1815, la Somme 1916, Paris, Robert Laffont, 1993.

La bataille de la Somme dans la Grande Guerre : colloque du 80e anniversaire : actes du colloque international du 1er, 2, 3, 4 juillet 1996, Péronne, France, Péronne, Centre de recherche de l'Historial de la Grande Guerre, 1996.