Maggio 1918

La pace di Bucarest - TheTreaty of Bucharest

Wojciech Łysek

"Sconfitta la Russia e la Bulgaria in attesa di ritorsioni - era troppo pericoloso per la Romania rinunciare alla neutralità",

Sir Edward Gray, ministro degli Esteri della Gran Bretagna (1905-1916).

Con il trattato segreto del 30 ottobre 1883, la Romaniaaveva stipulato un'alleanza di carattere difensivo con l'Impero austro-ungarico e della Germania. Tuttavia, allo scoppio della guerra, trovandosi in una situazione simile all'Italia, dichiarò la propria neutralità. La vittoria a Verdun e l'offensiva del generale Alexei Brusilov del 1916 convinsero la Romania ad unirsi all'Intesa. Il 17 agosto 1916 fu firmato a Bucarest un accordo con Francia, Russia, Gran Bretagna e Italia. In base ad esso la Romania si unì alla guerra; in cambio l'Intesa le promise la Transilvania fino alla linea Debrecen-Szeged, il Banato, gran parte della Bucovina e i territori ungheresi fino al fiume Tisa.

La Romania dichiarò guerra all'Austria-Ungheria il 27 agosto 1916 e nei giorni seguenti a Germania, Turchia e Bulgaria. Dopo i primi successi in Transilvania, le forze rumene furono travolte dalla controffensiva degli imperi centrali sotto il comando del generale August von Mackensen. Bucarest fu conquistata il 4 dicembre 1916. Il re e il governo si trasferirono a Iași  (Moldavia rumena). Nel gennaio del 1917, il fronte si stabilizzò lungo il fiume Seret.

La presa del potere dei bolscevichi in Russia dopo la rivoluzione di ottobre, gettò la Romania in una situazione critica. Le perdite ammontavano a circa 800.000 persone, il 10% della popolazione, la produzione agricola era crollata e la popolazione afflitta dalla fame, dalla disoccupazione e dall'inflazione. Con il consenso dell'Intesa, il governo rumeno firmò un cessate il fuoco il 9 dicembre 1917 a Fokshan.

Le intenzioni tedesche riguardo lo sfruttamento della Romania erano limitate all'accesso ai gacimenti petroliferi e dei prodotti agricoli. A sua volta, l'Austria-Ungheria non aveva una politica coerente nei confronti del vicino sconfitto. Da una parte gli austriaci condividevano gli obiettivi dei tedeschi riguardo lo sfruttamento economico della Romania. D'altra parte, gli ungheresi cercarono di correggere la linea di confine nei Carpazi, prendendo possesso delle foreste e delle materie prime.

In vista del passaggio delle élite polacche all'opposizione, a seguito alla consegna dei territori del Chełm all'Ucraina con il trattato di Brest, gli austriaci dovettero supportare le istanze ungheresi per mantenere un controllo stabile entro la duplice monarchia, provocando l'insoddisfazione tedesca. La Bulgaria, a sua volta, richiese tutta la Dobrugia, provincia persa nel 1913, insieme al porto di Costanza.

Alla fine di gennaio 1918 iniziarono i colloqui non ufficiali. Il governo di Ion Bratian rifiutò di accettare le condizioni e si dimise il 9 febbraio. Il nuovo gabinetto fu guidato dal generale Alexandru Avarescu il 10 febbraio. Il ​​24 febbraio ebbero inizio i negoziati presso il castello del principe Barbu Ştirbey, a Buftea, vicino a Bucarest. Dopo turbolenti negoziati con Richard von Kuhlmann, il conte Ottokar Czernin e il generale Avarescu, questi firmò gli accordi di pace a Buftea, il 5 marzo 1918. I negoziati sugli accordi finali furono condotti dal conservatore e filo-tedesco Alexandru Marghiloman, nominato il 19 marzo. Durante i negoziati tra il 6 e il 29 marzo 1918 nel castello reale, vicino a Bucarest, a Cotroceni, gli austriaci rinunciarono alle proprie mire sulle città di Turnu-Severin e Ocna. I colloqui sull'accordo definitivo richiesero cinque settimane, a causa di una serie di divergenze tra gli imperi centrali.

La pace di Bucarest tra Romania e Germania, Austria-Ungheria, Bulgaria e Turchia, che pose fine ufficialmente allo stato di guerra, fu firmata a Cotroceni il 7 maggio 1918. Secondo i 31 articoli dell'accordo, la Romania cedeva la Dobrugia meridionale alla Bulgaria insieme al porto di Costanza. L'impero Austro-Ungarico ricevetto una striscia di confine da Turnu-Severin alla riva del Prut e il controllo dei valichi dei Carpazi. La Romania ricevette dalla Russia la Bessarabia, l'odierna Moldavia. Gli Imperi centrali e l'Intesa approvarono questa annessione per timore della diffusione della rivoluzione nei Balcani. Al contempo, tedeschi e austriaci si aspettavano che l'occupazione della Bessarabia avrebbe minato i rapporti tra Romania e Russia. L'esercito rumeno fu costretto a smobilitare al di fuori delle armate in Besserabia, causando il rientro in patria della missione militare francese.

In base a ulteriori accordi, la Germania richiese riparazioni di guerra tali da assicurarsi i profitti dallo sfruttamento economico della Romania. Negli anni 1918-1926 gli stati centrali avrebbero dovuto ricevere le eccedenze agricole e dall'allevamento. Inoltre la Romania concedeva in locazione alla Germania i propri pozzi petroliferi per 30 anni, grantendo il rinnovo per tre volte (90 anni in totale).

Il trattato provocò un'ondata di risentimento nella società rumena, nei confronti soprattutto delle annessioni da parte dell'Austria-Ungheria e della Bulgaria. In seguito all'accordo, il re e il governo si trasferirono a Iași controllando il nord della Moldavia rumena e la Bessarabia, mentre il resto del paese fu posto sotto l'occupazione degli imperi centrali. Inoltre a Romania fu costretta a mantenere un esercito di 480 mila uomini sul suo territorio. A seguito delle requisizioni, 2 milioni di tonnellate di grano e altri prodotti agricoli e bestiame furono prelevati nell'ottobre 1918.

Il trattato di Bucarest fu approvato dal parlamento del Reich con una vasta maggioranza di voti il 4 luglio 1918. Il socialista Gustav Noske riconobbe il controllo sul petrolio come una misura di difesa necessaria per la Germania,criticando solo l'arricchimento delle imprese tedesche a spese dei lavoratori rumeni.

Nell'autunno del 1918, con il precipitare della situazione militare ad occidente, la Germania accettò i 14 punti di Wilson, venendo costretta ad evacuare la Romania nell'arco di 15 giorni.

La Romania entrò nuovamente in guerra il 10 novembre 1918. Approfittando della dissoluzione dell'Impero austro-ungarico, occupò la Bucovina entrando in conflitto con l'Ungheria.

Con il trattato di Trianon del 4 giugno 1920 furono stabiliti i nuovi confini: la Romania ricevette la Transilvania, la Bessarabia e la Bucovina, mentre il Banato venne diviso tra con il neonato Regno dei serbi, croati e sloveni.

Bibliografia:

Barbara Jelavich, Historia Bałkanów, t. 2 – Wiek XX, Kraków, Wydawnictwo Uniwersytetu Jagiellońskiego, 2005.

Janusz Pajewski, „Mitteleuropa”. Studia z dziejów imperializmu niemieckiego w dobie pierwszej wojny światowej, Poznań, Instytut Zachodni, 1959.

Mieczysław Tanty, Bałkany w XX wieku. Dzieje polityczne, Warszawa, Książka i Wiedza, 2003.

Małgorzata Willaumee, Rumunia, Warszawa, Wydawnictwo Trio, 2004.

"Defeated Russia and Bulgaria awaiting retaliation - it was too dangerous for Romania to give up neutrality",

Sir Edward Gray, Foreign Minister of Great Britain (1905-1916).

With the secret treaty of 30 October 1883, Romania had entered into a defensive alliance with the Austro-Hungarian Empire and Germany, however, at the outbreak of the war, finding itself in a situation similar to Italy, declared its neutrality. The victory at Verdun and the offensive of General Alexei Brusilov of 1916 convinced Romania to join the Entente. On 17 August 1916 an agreement was signed in Bucharest with France, Russia, Great Britain and Italy. According to it, Romania joined the war; in exchange, the Entente promised Transylvania to the Debrecen-Szeged line, the Banat, most of Bucovina and the Hungarian territories to the Tisa River.

Romania declared war on Austria-Hungary on 27 August 1916 and in the days following to Germany, Turkey and Bulgaria. After the first successes in Transylvania, the Romanian forces were overwhelmed by the counter-offensive of the central empires under the command of General August von Mackensen. Bucharest was conquered on December 4, 1916. The king and the government moved to Iaşi (Romanian Moldavia). In January 1917, the front stabilized along the river Seret.

The seizure of power by the Bolsheviks in Russia after the October Revolution threw Romania into a critical situation. Losses amounted to about 800,000 people, 10% of the population, agricultural production had collapsed and the population was plagued by hunger, unemployment and inflation. With the consent of the Entente, the Romanian government signed a ceasefire on 9 December 1917 in Fokshan.

The German intentions regarding the exploitation of Romania were limited to access to oil and agricultural products. In turn, Austria-Hungary did not have a coherent policy towards the neighbor who was defeated. On the one hand, the Austrians shared the objectives of the Germans regarding the economic exploitation of Romania. On the other hand, the Hungarians tried to correct the border line in the Carpathians, taking possession of the forests and raw materials.

In view of the passage of the Polish elites to the opposition, following the surrender of the territories of Chełm to Ukraine with the Treaty of Brest, the Austrians had to support the Hungarian authorities to maintain a stable control within the double monarchy, provoking German dissatisfaction . Bulgaria, in turn, requested the entire Dobrugia, a province lost in 1913, together with the port of Constance.

At the end of January 1918 unofficial talks began. The government of Ion Bratian refused to accept the conditions and resigned on 9 February. The new cabinet was led by General Alexandru Avarescu on 10 February. On 24 February negotiations began at the castle of Prince Barbu Ştirbey, in Buftea, near Bucharest. After turbulent negotiations with Richard von Kuhlmann, Count Ottokar Czernin and General Avarescu, he signed the peace agreements in Buftea on 5 March 1918. The negotiations on the final agreements were conducted by the conservative and pro-German Alexandru Marghiloman, appointed on 19 March. During the negotiations between 6 and 29 March 1918 in the royal castle, near Bucharest, in Cotroceni, the Austrians gave up their aims on the cities of Turnu-Severin and Ocna. The talks on the final agreement took five weeks, due to a series of divergences between the central empires.

The peace of Bucharest between Romania and Germany, Austria-Hungary, Bulgaria and Turkey, which officially ended the state of war, was signed in Cotroceni on 7 May 1918. According to the 31 articles of the agreement, Romania ceded southern Dobrudia to Bulgaria together with the port of Constance. The Austro-Hungarian Empire received a border strip from Turnu-Severin to the bank of the Prut and the control of the Carpathian passes. Romania received Bessarabia (today Moldova) from Russia. The Central Empires and the Entente approved this annexation for fear of the spread of the revolution in the Balkans. At the same time, Germans and Austrians expected that the occupation of Bessarabia would undermine relations between Romania and Russia. The Romanian army was forced to demobilize outside the armies in Besserabia, causing the return of the French military mission.

On the basis of further agreements, Germany required war reparations to secure profits from the economic exploitation of Romania. In the years 1918-1926, the central states should have received agricultural and livestock surpluses. In addition, Romania leased its oil wells to Germany for 30 years, granting renewal three times (90 years in total).

The treaty provoked a wave of resentment in the Romanian society, especially against the annexations by Austria-Hungary and Bulgaria. Following the agreement, the king and the government moved to Iaşi by controlling the north of Romanian Moldavia and Bessarabia, while the rest of the country was placed under the occupation of the central empires. In addition, Romania was forced to maintain an army of 480 thousand men on its territory. Following the requisitions, 2 million tons of wheat and other agricultural products and livestock were taken in October 1918.

The Treaty of Bucharest was approved by the parliament of the Reich by a vast majority of votes on 4 July 1918. The Socialist Gustav Noske recognized control over oil as a necessary defense measure for Germany, criticizing only the enrichment of German companies at the expense of the Romanian workers.

In the autumn of 1918, with the fall of the military situation in the West, Germany accepted the 14 points of Wilson, being forced to evacuate Romania over a period of 15 days.

Romania entered the war again on 10 November 1918. Taking advantage of the dissolution of the Austro-Hungarian Empire, it occupied Bucovina entering into conflict with Hungary.

With the Trianon treaty of 4 June 1920 the new borders were established: Romania received Transylvania, Bessarabia and Bucovina, while the Banat was divided between the newborn Kingdom of the Serbs, Croats and Slovenes.

Bibliography:

Barbara Jelavich, Historia Bałkanów, t. 2 – Wiek XX, Kraków, Wydawnictwo Uniwersytetu Jagiellońskiego, 2005.

Janusz Pajewski, „Mitteleuropa”. Studia z dziejów imperializmu niemieckiego w dobie pierwszej wojny światowej, Poznań, Instytut Zachodni, 1959.

Mieczysław Tanty, Bałkany w XX wieku. Dzieje polityczne, Warszawa, Książka i Wiedza, 2003.

Małgorzata Willaumee, Rumunia, Warszawa, Wydawnictwo Trio, 2004.