Panorami

Le rovine del villaggio di Ornes, del quale ormai restano solamente le rovine della chiesa. Durante la battaglia di Verdun numerosi villaggi che sorgevano nella “terra di nessuno”, tra i due fuochi, rimasero distrutti. Ornes, che nel 1911 aveva oltre 700 abitanti, oggi non ne conta che 6. Altri come Bezonvaux, Fleury e Luovemont rimasero disabitati, mai più ricostruiti e furono in seguito dichiarati "villaggi morti per la Francia".

L’ossario di Douaumont, dove sono tumulati circa 15 mila combattenti dell’esercito francese. Sorge nei pressi dell’omonimo villaggio, completamente distrutto durante la battaglia di Verdun e mai più ricostruito.  Iniziato nel 1920, il monumento riproduce la forma stilizzata di una gigantesca spada conficcata nel terreno, dal quale emerge soltanto l'impugnatura. Assieme ai combattenti di fede cattolica il cimitero raccoglie i caduti musulmani, con le tombe rivolte verso la Mecca, e un piccolo monumento dedicato ai soldati di fede Israelitica. Poco lontano dall’ossario sorgono le rovine dell’Ouvrage de Thiaumont, con crateri di granata, e bunker distrutti dalla battaglia.

Il forte di Douaumont. Bunker, torrette e resti di filo spinato restano a testimoniare l’infernale battaglia di Verdun. Il Douaumont era una delle principali fortezze della piazzaforte di Verdun: con una superfice di 30000 metri quadri, lungo circa 400 metri e dotato di due livelli sotterranei, era una delle più munite fortezze d’Europa. La pesante corazzatura del forte compensava il relativamente scarso armamento, che consisteva in una torretta a scomparsa da 155 mm, un'altra da 75, 4 pezzi, sempre da 75 mm, in casamatta e numerose mitragliatrici. Lo stato maggiore francese tuttavia, dopo i brillanti successi tedeschi contri i forti belgi, sottovalutò l’importanza del Douaumont, tanto che all’inizio della battaglia di Verdun il forte era praticamente disarmato e presidiato da una guarnigione ridotta. Il 25 febbraio 1916 il forte venne catturato con un colpo di mano da un piccolo gruppo di genieri tedeschi: la sua riconquista divenne un fattore di orgoglio nazionale per i francesi. Nonostante diversi mesi di incessanti bombardamenti, le truppe tedesche tennero il Douaumont fino al 24 ottobre, quando sotto il fuoco di due enormi obici ferroviari francesi da 400 mm francesi il forte fu ricatturato dalle truppe coloniali marocchine.

La monumentalità del cimitero di guerra del Commonwealth di Tyne Cot, nei pressi di Ypres, che raccoglie circa 12 mila caduti, dei quali oltre ottomila ignoti. A cento anni di distanza dalle battaglie attorno ad Ypres, esso è tuttora meta di numerose visite - da ogni parte del mondo - di persone alla ricerca dei propri cari caduti in guerra.

A pochi chilometri da La Boiselle, in Piccardia (Francia), il primo luglio 1916 i genieri inglesi fecero brillare un mina -caricata con 26 tonnellate di esplosivo - sotto la Schwabenhöhe: era iniziata la battaglia della Somme. 

Il forte Belvedere, contrariamente agli altri forti costruiti sugli altopiani aveva una struttura frantumata, composta da vari blocchi scavati nella montagna: la casamatta principale – che ospitava gli alloggiamenti per la guarnigione, la santa Barbara e i magazzini - la batteria di obici, un’opera di controscarpa nel fossato (nella panoramica) e tre avamposti corazzati. Per resistere ai più pesanti bombardamenti fu dotato di una copertura di oltre due metri e mezzo di calcestruzzo nel quale fu inserito un triplo strato di putrelle d’acciaio da 400 mm.

Il cimitero fu costruito a 1.280 metri di quota, nei pressi di un ospedale militare austro-ungarico. Ospita i resti di 748 morti negli scontri sugli Altipiani tra il 1916 e il 1918. E' l'unico tra tutti i cimiteri di guerra, a riportare sulle croci di legno, i nomi dei caduti. Il cimitero offre una splendida vista sulle montagne di Folgaria, il Becco di Filadonna, il Pasubio e il Col Santo .
 

Il forte Colle delle Benne, nei pressi dell'abitato di Levico, è una delle fortezze austro-ungariche alla frontiera edificate durante gli anni '80 dell'Ottocento in stile Vogl. Costruito tra il 1880 e il 1882 assieme al vicino Forte di Tenna,  era armato con 2 obici da 10 cm M 05 in torrette blindate girevoli e con 4 cannoni da 12 cm M 80 in casamatta blindata. Durante la Grande Guerra il forte, troppo lontano dal fronte e ormai antiquato per resistere alle nuove e più potenti artiglierie, fu disarmato e adibito a magazzino.

L'armamento principale del forte Belvedere consisteva di una batteria di tre Turmhaubitze TH M9 di 10 cm (calibro di 100 mm), protetti da torrette corazzate rotanti in acciaio, con uno spessore di 250 mm. Sebbene il 10 cm fosse un calibro piuttosto piccolo, esso fu preferito a calibri più grandi in considerazione del fatto che i forti austriaci avevano uno scopo prevalentemente difensivo.