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Nelle vicinanze dell'Ossario di Douaumont si trova un luogo particolare avvolto da una leggenda. La zona, ai tempi strategicamente importante in quanto accesso diretto per Souville e quindi Verdun, ospita oggi un monumento, la Trincea delle Baionette. La storia racconta che durante la battaglia di Verdun i cannoni tedeschi fecero franare un'intera trincea sulle teste di una Compagnia di soldati francesi, seppellendoli vivi, e lasciando spuntare solo le baionette dei loro fucili. Altri...
Nonostante gli sforzi profusi e le enormi perdite subite, l’offensiva tedesca su Verdun portò ad un nulla di fatto, scontrandosi con la dura resistenza francese. Per la Francia Verdun avrebbe rappresentato sia il simbolo della vittoria nella Grande guerra che dei terribili sacrifici sostenuti.
"Ero sfinito, ma non riuscivo a prendere sonno. Il professore di greco venne a trovarmi. Egli era depresso. Anche il suo battaglione aveva attaccato, più a sinistra, ed era stato distrutto, come il nostro. Egli mi parlava con gli occhi chiusi. – Io ho paura di diventare pazzo, – mi disse. – Io divento pazzo. Un giorno o l’altro, io mi uccido. Bisogna uccidersi. Io non seppi dirgli niente. Anch’io sentivo delle ondate di follia avvicinarsi e sparire. A tratti, sentivo il cervello sciaguattare...
Combattuta sulla Mosa tra le armate francesi e tedesche, dal febbraio al dicembre del 1916, la battaglia di Verdun fu la battaglia più lunga della Prima guerra mondiale. Questa attaglia di logoramento, il cui valore simbolico superò di gran lunga la sua importanza strategica e politica, sarebbe divenuta l’espressione metonimica degli orrori della guerra moderna.

 
Strofe di O Gorizia tu sei maledetta, canzone popolare di autore anonimo, riferibile alla battaglia che portò, tra il 7 ed il 10 agosto 1916 alla conquista italiana della città. Il canto è connotato da toni fortemente antimilitaristi. L’ultima strofa, spesso, non è citata, a causa delle accuse di vilipendio alle istituzioni dello Stato che la stessa ha provocato.
Gorizia nella canzone popolare
O Gorizia, tu sei maledetta / per ogni cuore che sente coscienza;
...
Scongiurato in maggio il pericolo portato dall'offensiva austriaca in Trentino, tra il 9 e il 10 agosto 1916 il Comando Supremo italiano scatenò la battaglia di Gorizia, nella quale si ebbero perdite pari a 50.000 italiani e 40.000 austriaci. A sostenere il principale sforzo offensivo vi erano le truppe del generale Luigi Capello (1859 – 1941), che era riuscito a ottenere una quantità di artiglieria finalmente adeguata a intaccare le difese austriache, riuscendo così a prendere la città in...
Non potrò mai descrivere quel ripugnante senso di svenimento, l’orribile odore che mi ha steso più volte.”
(Il capitano Leeham dell’esercito britannico, parlando del primo giorno della battaglia della Somme)

 
La battaglia della Somme, iniziata nel luglio del 1916, fu la conseguenza diretta di una strategia congiunta delle forze dell’Intesa stabilità durante un vertice a Chantilly nel dicembre del 1915. In quell’occasione vennero pianificate...
L’Offensiva della Somme fu una grande battaglia combattuta dall’impero britannico contro quello tedesco. Il primo giorno dell'offensiva fu il peggiore nella storia dell'esercito inglese, che subì circa 60.000 vittime, soprattutto sul fronte tra la strada Albert-Bapaume e Gommecourt. In questo settore l'attacco si risolse in un completo fallimento e solo pochi inglesi raggiunsero le linee tedesche. L'esercito britannico sulla Somme era un insieme composto dai resti del piccolo esercito regolare...
La vittoriosa offensiva che permise, nell'estate del 1916, all'8a Armata zarista di alleggerire la pressione sull'alleato francese e far arretrare le linee austro-ungariche, porta il nome del generale che la guidò. Aleksej Alekseevič Brusilov (1853 – 1926) discendeva da una famiglia che per tre generazioni aveva servito lo Zar; tra gli altri, il nonno servì come ufficiale durante l'attacco delle truppe napoleoniche nel 1812. La sua carriera militare iniziò con il Corpo dei Paggi presso l'...
Fritz Weber (1895-1972), ufficiale dell’esercito austro-ungarico, fu a forte Verle (oggi in Trentino), combatté sull’Altipiano dei Sette Comuni, sul Pasubio e sul Carso. Dalla sua opera, Tappe della disfatta, sono tratte queste testimonianze riferite ai primi giorni della Strafexpedition (titolo originale Das Ende einer Armee, prima traduzione italiana nel 1934).
Maggio 1916, da Monte Verle a Monte Verena (Tn e Vi).

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