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L'11 dicembre 1917 il generale britannico Edmund Allenby (1861 – 1936) entrò a Gerusalemme, sottratta agli ottomani il 9 dello stesso mese, attraverso la Porta di Jaffa. Il generale, in segno di rispetto alla Città Santa, decise di entrare a piedi e non a cavallo, come testimoniato dallo stesso Allenby:
“...Entrai nella città ufficialmente a mezzogiorno, l'11 dicembre, con alcuni uomini del mio staff, i comandanti del distaccamento francese e italiano, i capi delle missioni politiche, gli...
Nell’immaginario comune del primo conflitto mondiale, accanto alle trincee, agli assalti frontali e ai bombardamenti, è ormai radicata l’immagine del plotone d’esecuzione, di una giustizia militare severa, arbitraria e amministrata da ufficiali resi folli dalla guerra. Pur amplificata dalla memorialistica e dalla cinematografia, tale immagine risulta in parte veritiera. In Italia la Giustizia militare veniva applicata basandosi sulle norme del Codice Penale dell’Esercito, entrato in vigore nel...
La presa di Gerusalemme, pur strategicamente insignificante nel decidere le sorti della guerra, fu ampiamente propagandata come una grande vittoria alleata, in ragione soprattutto del grande significato storico e religioso della città. Le forze ottomane, malgrado l’accanita resistenza negli scontri avvenuti nei mesi precedenti e nonostante il supporto austro-tedesco in armamenti, ufficiali e piccoli contingenti di truppe, dovettero cedere alle superiori forze alleate.
“[...] Voglio che a una baionetta/ sia equiparata la penna [...]”
Questi versi sono tratti dalla poesia A casa! del 1925 di Vladímir Vladímirovič Majakóvskij (1893 – 1930), poeta e drammaturgo cantore della rivoluzione d'ottobre. Majakóvskij intende, con questi versi, paragonare la forza dei rivoluzionari in armi a quella intellettuale: le baionette dei soldati devono diventare delle penne, delle armi utili a diffondere l'ideologia comunista e rivoluzionaria.
La sua è una rivoluzione...
"Forse Pietrogrado sarà costretta a subire un simile governo per qualche tempo, ma che l'intera Russia possa rimanere nelle mani di gente del genere sembra del tutto incredibile"
Dai diari di Meriel Buchanan (5 Settembre 1886 - 6 Febbraio 1959), figlia di Sir George Buchanan, ultimo ambasciatore inglese presso la Russia imperiale, testimone diretta nei giorni della Rivoluzione d'Ottobre
Tra il 24 e il 25 ottobre 1917 (6 e 7 novembre del calendario gregoriano) le guardie rosse del "Partito Operaio Socialdemocratico Russo (bolscevico)" spazzarono via il debole e indeciso governo provvisorio di Kerenskij. Lenin e i Bolscevichi avevano assunto il potere. Dopo il breve periodo di semilegalità a seguito delle tesi di Aprile e delle agitazioni di luglio, trascinati dal motto "pace, terra e pane!", i bolscevichi guadagnarono la maggioranza nei Soviet di Pietrogrado e Mosca e...
Tra il 25 e il 26 ottobre 1917 si consumò l'atto finale e decisivo della rivoluzione russa, iniziata nel febbraio dello stesso anno. Il governo provvisorio fu abbattuto in modo realtivamente incruento, tuttavia, l'instaurazione della Repubblica sovietica sarebbe passata attraverso le terribili vicende della guerra civile.

La Rivoluzione d'Ottobre, che portò alla caduta del governo provvisorio il 25 ottobre 1917 e la presa da parte dei bolscevichi in Russia, fu...
Figura che ancora oggi stimola dibattiti, Luigi Cadorna (1850 – 1928) è stato un generale del Regio Esercito italiano di grande determinazione e spirito offensivo. Le sue celebri “spallate” sono passate alla storia per aver logorato lo spirito e il morale dei propri uomini, a fronte di risultati modesti contro l'esercito nemico.
Cadorna fu un generale severo e un sostenitore della decimazione come risposta ad atti di ammutinamento o codardia, come testimoniano due circolari del 1916 da lui...
Luigi Capello nacque a Intra il 14 aprile 1859. Allievo dell’Accademia militare nel 1875, sottotenente di fanteria nel 1878, iniziò la sua carriera militare nel 46° reggimento di fanteria. Promosso tenente nel 1881 prestò servizio nel corpo degli Alpini e raggiunse il grado di capitano nel 1885.
Ljudevit Pivko, tenente sloveno irredentista e intenzionato a colpire dall'interno l'Impero austro-ungarico al quale apparteneva, divenne l'inatteso alleato degli italiani per tentare un attacco a sorpresa che li avrebbe condotti oltre le linee nemiche. In seguito alla consegna di alcuni schizzi topografici relativi alla linea difensiva in Valsugana – considerati attendibili dal maggiore italiano Cesare Pettorelli Lalatta – Pivko divenne informatore del Servizio Informazioni dell'esercito...

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