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Armando Vittorio Diaz nacque a Napoli il 5 dicembre 1861. Figlio di un ufficiale di marina, fu avviato giovanissimo alla carriera militare, frequentando l’accademia militare di Torino dalla quale uscì con il grado di sottotenente d’artiglieria. Nel 1884 entrò in servizio attivo nel 10° Reggimento di artiglieria e, nel 1890, si unì con il grado di capitano al 1° Reggimento. Nel 1894 si specializzò alla scuola di guerra, iniziando poi a lavorare nella segreteria del generale Alberto Pollio,...
L'agonia dell'esercito tedesco Gen. Ludendorff
Memorie di guerra
Il periodo immediatamente successivo alla Kaiserschlackt gli Alleati convennero sull’opportunità di passare all’offensiva al più presto. Le perdite subite dai tedeschi e l’afflusso dei militari americani permisero agli Alleati di riguadagnare la superiorità numerica sui tedeschi, i quali avevano inoltre riserve molto scarse. Inizialmente, l’obiettivo dell’offensiva non era di giungere alla resa della Germania, ma sfruttare la momentanea disorganizzazione delle forze del Kaiser per...
Le testimonianze dei prigionieri di guerra italiani, qui ripartate in forma epistolare, restituiscono una serie di atteggiamenti, opinioni e stati d'animo contrastanti e variegati. Argomenti principali della coirruispondenza erano la descrizione delle precarie condizioni di vita nei campi, la richiesta ossessiva dei pacchi viveri - unico elemento che poteva fare la differenza tra la vita e la morte, la difesa del proprio status i prigioniero e delle dinamiche della propria cattura, allontanando...
È l’orrore della prigionia che occorre poter ispirare nei soldati
(Gen. Morrone – Ministro della guerra)

 
La nomina dell'ammiraglio Miklós Horthy a Capo di Stato Maggiore della Marina austro-ungarica – un ufficiale che in più occasioni aveva richiesto una maggiore aggressività nella guerra navale sull'Adriatico – rese più probabile la possibilità di un forzamento in grande stile del canale d'Otranto, con la distruzione degli sbarramenti alleati. L’azione – tra il 9 e il 10 giugno 1918 - venne impostata su due ondate ondate: la prima – il gruppo d'attacco - formata da incrociatori leggeri e...
I giovani soldati della classe 1899 hanno avuto il battesimo del fuoco. Il loro contegno è stato magnifico. (…) Andavano in prima linea cantando. Li ho visti tornare in esigua schiera. Cantavano ancora.
(Ordine del giorno firmato dal generale Armando Diaz il 18 novembre 1917)
La grande battaglia nel Veneto iniziata dall’esercito austro-ungarico con le sue ultime forze, ma anche con la ferma volontà di vittoria, si era conclusa con un insuccesso molto simile ad una vera e propria...
Sin dall’inizio della Prima Guerra mondiale, alcuni Cechi e Slovacchi manifestarono la loro opposizione all’Impero austro-ungarico entrando nella resistenza armata. Le legioni cecoslovacche formatesi in Russia, Francia e Italia giocarono un ruolo chiave nel conseguimento dell’indipendenza e posero le basi per la futura armata nazionale.
Nell’immaginario comune del primo conflitto mondiale, accanto alle trincee, agli assalti frontali e ai bombardamenti, è ormai radicata l’immagine del plotone d’esecuzione, di una giustizia militare severa, arbitraria e amministrata da ufficiali resi folli dalla guerra. Pur amplificata dalla memorialistica e dalla cinematografia, tale immagine risulta in parte veritiera. In Italia la Giustizia militare veniva applicata basandosi sulle norme del Codice Penale dell’Esercito, entrato in vigore nel...
Tra il 24 e il 25 ottobre 1917 (6 e 7 novembre del calendario gregoriano) le guardie rosse del "Partito Operaio Socialdemocratico Russo (bolscevico)" spazzarono via il debole e indeciso governo provvisorio di Kerenskij. Lenin e i Bolscevichi avevano assunto il potere. Dopo il breve periodo di semilegalità a seguito delle tesi di Aprile e delle agitazioni di luglio, trascinati dal motto "pace, terra e pane!", i bolscevichi guadagnarono la maggioranza nei Soviet di Pietrogrado e Mosca e...

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