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La guerra chiedeva vite, ma anche armi, cibo, vestiti per la sopravvivenza dei soldati al fronte. Ma con gli uomini impegnati per la maggior parte in battaglia, chi poteva occuparsi della produzione industriale e agricola? Anziani, bambini, ma soprattutto le donne, trovatesi inoltre senza sostentamento e con i figli da mantenere. L’occupazione della manodopera femminile crebbe negli anni di guerra, con profonde disparità nelle retribuzioni.
 
Le spese per gli armamenti in Italia si moltiplicarono. Ma alcuni settori restarono indietro. Si pensi all’enorme numero di fucili mod. 70/87 (largamente superati) che continuarono a essere prodotti. Il confronto fra Italia e Franca mostra la netta superiorità tecnologica e industriale della Francia. Soprattutto per le armi più moderne: le mitragliatrici e i tank, che entrarono in campo solo nell’ultimo anno di guerra.
Ivan Stanislavovic Bloch, nato a Radom nel 1836 e deceduto a Varsavia nel 1902, visse in quella parte di Polonia che era sotto il dominio zarista. Ebreo convertito al calvinismo, è stato un imprenditore e banchiere di successo. Già molto ricco e sensibile ai rapporti fra economia e società, si ritirò dagli affari per dedicarsi agli studi. Era stato colpito dalla guerra franco-prussiana del 1870/71, che mostrava caratteristiche di novità rispetto alle guerre precedenti. Si...
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