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La guerra chiedeva vite, ma anche armi, cibo, vestiti per la sopravvivenza dei soldati al fronte. Ma con gli uomini impegnati per la maggior parte in battaglia, chi poteva occuparsi della produzione industriale e agricola? Anziani, bambini, ma soprattutto le donne, trovatesi inoltre senza sostentamento e con i figli da mantenere. L’occupazione della manodopera femminile crebbe negli anni di guerra, con profonde disparità nelle retribuzioni.
 
Le spese per gli armamenti in Italia si moltiplicarono. Ma alcuni settori restarono indietro. Si pensi all’enorme numero di fucili mod. 70/87 (largamente superati) che continuarono a essere prodotti. Il confronto fra Italia e Franca mostra la netta superiorità tecnologica e industriale della Francia. Soprattutto per le armi più moderne: le mitragliatrici e i tank, che entrarono in campo solo nell’ultimo anno di guerra.
Mentre le armate austro-ungariche erano arrivate, nell’autunno del 1917, al Piave minacciando così di provocare l’uscita dell’Italia dalla guerra, il fronte interno pagava a caro prezzo la carenza di prodotti alimentari. Le razioni pro capite a Vienna, metropoli dell’impero, erano crollate in modo drammatico, i prezzi erano saliti alle stelle e il mercato nero fioriva, aggravando le condizioni della massa dei consumatori.

 
L'entrata in guerra degli Stati Uniti il 2 aprile 1917 ruppe il lungo stallo della guerra in Europa. Entrava in campo al fianco dell'Intesa il paese industrialmente più forte al mondo, con un enorme potenziale di uomini e di mezzi.
 
 
Novità assoluta per quanto riguarda l'intensità del conflitto, la vastità, le armi e le sue conseguenze geopolitiche, la Grande Guerra stabilì un nuovo record nel suo costo finanziario, che superò quello di tutti i conflitti precedenti.
Le condizioni di vita e il tasso di mortalità dei profughi trentini internati nei campi, furono molto peggiori rispetto agli altri sudditi dell'impero austro-ungarico.
Durante la Grande guerra la carenza di cibo colpì i civili e i militari di tutte le nazioni belligeranti. Gli effetti più gravi si ebbero negli imperi centrali - strangolati dal blocco navale alleato - e nell'impero zarista. 
 
Figlio di genitori di origini lucchesi, Giuseppe Ungaretti nacque ad Alessandria l’8 febbraio del 1888. Il padre si era trasferito in Egitto per fare lo sterratore nel cantiere del Canale di Suez. Un lavoro logorante, che lasciò Ungaretti orfano di padre all’età di due anni. Toccò alla madre, una donna di carattere e volontà, mantenere la famiglia grazie al forno che aveva aperto nei sobborghi della città.
Una madre a volte severa, ma dedicata ai propri figli, al punto che nonostante le...
Pur combattuta principalmente sui campi di battaglia europei, durante la Grande Guerra le principali potenze coloniali - la Francia e la Gran Bretagna - mobilitarono migliaia di uomini dai propri possedimenti d'oltremare per inviarli a combattere sui campi di battaglia europei.

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