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Pur appoggiando economicamente i paesi dell’Intesa, gli Stati Uniti d’America erano rimasti neutrali fino all’aprile del 1917, quando scesero in campo a causa delle perdite provocate dalla guerra sottomarina illimitata della Germania. In un primo momento l’apporto militare fu poco rilevante (a parte la flotta), ma dalla primavera del 1918 gli USA schierarono centinaia di migliaia di soldati freschi, spostando gli equilibri a favore dell’Intesa. Gli imperi centrali, invece, anche con la chiusura...
Sul finire della guerra l'esercito austro-ungarico fu scosso da numerose rivolte interne a causa del protrarsi del conflitto, la carenza di generi alimentari e le tensioni nazionaliste che attraversavano l'impero multietnico. Episodi di ammutinamento si diffusero nelle retrovie e nel fronte interno, mentre le diserzioni aumentarono esponenzialmente a partire dal 1917, soprattutto tra i gruppi etnici slavi e ungheresi.
La Grande guerra fu caratterizzata dall'occupazione per periodi medio lunghi di ampie porzioni di territori avversari. Ciò provocò - in tutte le aree interessate dal conflitto - un vero e proprio esodo delle popolazioni civili, in fuga dall'occupazione straniera.
Il Sud America era uno dei principali fornitori di materie prime a livello mondiale - rame, nitrati, gomma e caffè sono tra le principali materie prime sudamericane indispensabili per l’industria del mondo occidentale. Nel corso del conflitto la situazione cambiò profondamente: le esportazioni, prima molto forti verso l’Europa tutta, presero altre destinazioni a svantaggio in particolare della Germania.

 
Non furono solo gli avvenimenti sui campi di battaglia a determinare gli eventi della prima guerra mondiale; un ruolo fondamentale lo ebbe il cosiddetto “fronte interno”. In particolare gli scioperi e il blocco o rallentamento della produzione industriale ebbero un ruolo cruciale. I dati disponibili mostrano un incremento della conflittualità nelle fabbriche. La “pace sociale interno” era solo un sogno, o una mistificazione della propaganda.
La Grande Guerra fu un evento non solo globale, ma anche trasversale. Coinvolti in tutti i suoi aspetti furono tutti gli strati della popolazione. Ad esempio, ad essere forzatamente spostati non furono solo gli uomini verso i fronti e i campi di battaglia, ma anche larghe fette della popolazione civile: donne, bambini e anziani che  vivevano nelle aree di confine travolte dagli eventi bellici si misero in moto o furono forzatamente spostate verso regioni più sicure. Milioni di profughi e...
La guerra chiedeva vite, ma anche armi, cibo, vestiti per la sopravvivenza dei soldati al fronte. Ma con gli uomini impegnati per la maggior parte in battaglia, chi poteva occuparsi della produzione industriale e agricola? Anziani, bambini, ma soprattutto le donne, trovatesi inoltre senza sostentamento e con i figli da mantenere. L’occupazione della manodopera femminile crebbe negli anni di guerra, con profonde disparità nelle retribuzioni.
 
Le spese per gli armamenti in Italia si moltiplicarono. Ma alcuni settori restarono indietro. Si pensi all’enorme numero di fucili mod. 70/87 (largamente superati) che continuarono a essere prodotti. Il confronto fra Italia e Franca mostra la netta superiorità tecnologica e industriale della Francia. Soprattutto per le armi più moderne: le mitragliatrici e i tank, che entrarono in campo solo nell’ultimo anno di guerra.
Mentre le armate austro-ungariche erano arrivate, nell’autunno del 1917, al Piave minacciando così di provocare l’uscita dell’Italia dalla guerra, il fronte interno pagava a caro prezzo la carenza di prodotti alimentari. Le razioni pro capite a Vienna, metropoli dell’impero, erano crollate in modo drammatico, i prezzi erano saliti alle stelle e il mercato nero fioriva, aggravando le condizioni della massa dei consumatori.

 

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