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Nel corso del Primo conflitto mondiale, con il suo prolungarsi e l’addensarsi di vittime, dall’accettazione dell’obbedienza al potere politico si passò a un’aperta giustificazione della guerra in termini religiosi: la guerra come sacrificio, come una crociata. Questa sacralizzazione della guerra, piegata ai fini di un discorso religioso nazionale, era tuttavia in evidente contrasto con l’azione di Benedetto XV il quale, nell'agosto del 1917, rispose con una celebre Nota ai capi dei popoli...
Erwin Rommel nacque nel 1891 nella cittadina di Heidenheim an der Brenz (nel Baden-Württemberg) dall’insegnante di scuola superiore e successivamente preside Erwin e da Helene Lutz. Una tipica famiglia della media borghesia colta. La propaganda nazionalsocialista costruì una storia famigliare molto diversa, presentandolo come proveniente da un ambiente operaio e quindi come modello della possibilità per i figli delle classi sociali inferiori di assurgere alle carriere più elevate, nel Terzo...
La Grande Guerra ha profondamente modificato la vita quotidiana della società, come pure le sue strutture. Gli uomini arruolati e le zone dei combattimenti furono i più duramente colpiti. Peraltro, neppure i civili e le retrovie vennero risparmiati. Progressivamente, la guerra colpì, in modo più o meno diretto, tutti gli ambiti della vita civile e ingenerò trasformazioni destinate a durare.
 

Le occupazioni militari e il rapporto occupanti-occupati
Di Gustavo...
Combattuta sulla Mosa tra le armate francesi e tedesche, dal febbraio al dicembre del 1916, la battaglia di Verdun fu la battaglia più lunga della Prima guerra mondiale. Questa attaglia di logoramento, il cui valore simbolico superò di gran lunga la sua importanza strategica e politica, sarebbe divenuta l’espressione metonimica degli orrori della guerra moderna.

 
Fritz Weber, scrittore e giornalista austriaco, nato nel 1895 e deceduto a Vienna nel 1972, partecipò alla Grande Guerra e raccontò la sua esperienza in numerosi libri. Ufficiale di artiglieria, prestò servizio per tutta la durata del conflitto sul fronte italiano, prima sugli Altipiani e poi sull’Isonzo. Alla conclusione della guerra era schierato sul fronte del Piave e partecipò all’ultima battaglia lì combattuta dall’esercito imperiale austro-ungarico. Il libro di maggior successo di Fritz...
Dalla circolare del Comando Supremo del 15 luglio 1915, che detta le linee tattiche per l’attacco
Le truppe irrompono con la massima violenza possibile alla baionetta attraverso i varchi aperti nei reticolati per conquistare la trincea più prossima dell’avversario e quindi muovere, rafforzate da altre truppe sopraggiungenti come onde rincalzantesi verso l’obiettivo principale, essendo principio fondamentale l’occupazione di quest’ultimo, e non quella delle successive...
Ivan Stanislavovic Bloch, nato a Radom nel 1836 e deceduto a Varsavia nel 1902, visse in quella parte di Polonia che era sotto il dominio zarista. Ebreo convertito al calvinismo, è stato un imprenditore e banchiere di successo. Già molto ricco e sensibile ai rapporti fra economia e società, si ritirò dagli affari per dedicarsi agli studi. Era stato colpito dalla guerra franco-prussiana del 1870/71, che mostrava caratteristiche di novità rispetto alle guerre precedenti. Si...
Si definiscono “franchi tiratori” quei combattenti irregolari che, privi di uniforme, effettuano azioni di disturbo verso l’esercito combattente. Si tratta di civili, o di soldati sbandati, ai quali il diritto di guerra non riconosce lo status di combattente. Già nella guerra franco-prussiana del 1870-71 civili francesi avevano preso le armi per attaccare le truppe prussiane alle spalle o in modo considerato non consono alle tradizioni militari. La mobilitazione dei civili francesi era frutto...
Nei decenni precedenti la Grande Guerra, lo sviluppo dell’industria e le ambizioni delle grandi potenze generarono un esponenziale sviluppo delle forze armate e dell’industria bellica. La corsa agli armamenti provocò una situazione di crescente tensione che avrebbe portato allo scoppio della guerra.
Esaltati dalla retorica nazionalista e convinti che fosse giunto il momento di offrire se stessi alla patria, migliaia di ragazzi tedeschi del Movimento Giovanile si arruolarono volontari. Essi ebbero il battesimo del fuoco a Langemarck, durante la prima battaglia di Ypres, dove caddero a migliaia. Nel dopoguerra l’episodio fu ampiamente sfruttato dalla propaganda nazionalsocialista.

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