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Percentuali molto elevate di maschi adulti furono mobilitate da tutte le principali potenze belligeranti. Trattandosi principlamente di giovani in età di procreare, le enormi perdite subite avrebbero innsescato gravi problemi nel dopoguerra con veri e propri crolli demografici , dovuti ai "non nati".
Il termine "asso" venne usato in ambito militare durante la Prima Guerra Mondiale e identificava i piloti da caccia che avevano abbattuto più di 5 velivoli nemici. Le loro imprese furono utilizzate ampiamente dalla propaganda e molti di loro caddero in azione entrando nella leggenda.
Le perdite dell’esercito italiano si sono mantenute costanti, con picchi in corrispondenza con le principali battaglie sull’Isonzo. Dopo Caporetto abbiamo un chiaro picco nel numero dei prigionieri, che di fatto raddoppiò. E’ invece crescente la tendenza alla crescita del numero di militari ammalati, a testimonianza delle persistenti cattive condizioni di vita sul fronte e nelle retrovie. Nel corso del 1918 la percentuale dei caduti, feriti e prigionieri sui mobilitati scese visibilmente,...
Le stime sul numero dei prigionieri sono variabili, a causa della scarsezza delle fonti. Tuttavia, soprattutto sul fronte orientale i prigionieri e i dispersi si contarono in svariati milioni; ciò era dovuto alla mobilità del fronte, che si spostava di centinaia di chilometri in entrambe le direzioni. Minori i numeri relativi agli eserciti francese e britannico. Per quanto riguarda l’esercito italiano, il numero di prigionieri fu abbastanza basso fino all’autunno del 1917, quando la sconfitta...
Pur appoggiando economicamente i paesi dell’Intesa, gli Stati Uniti d’America erano rimasti neutrali fino all’aprile del 1917, quando scesero in campo a causa delle perdite provocate dalla guerra sottomarina illimitata della Germania. In un primo momento l’apporto militare fu poco rilevante (a parte la flotta), ma dalla primavera del 1918 gli USA schierarono centinaia di migliaia di soldati freschi, spostando gli equilibri a favore dell’Intesa. Gli imperi centrali, invece, anche con la chiusura...
Non furono solo gli avvenimenti sui campi di battaglia a determinare gli eventi della prima guerra mondiale; un ruolo fondamentale lo ebbe il cosiddetto “fronte interno”. In particolare gli scioperi e il blocco o rallentamento della produzione industriale ebbero un ruolo cruciale. I dati disponibili mostrano un incremento della conflittualità nelle fabbriche. La “pace sociale interno” era solo un sogno, o una mistificazione della propaganda.
La Grande Guerra fu un evento non solo globale, ma anche trasversale. Coinvolti in tutti i suoi aspetti furono tutti gli strati della popolazione. Ad esempio, ad essere forzatamente spostati non furono solo gli uomini verso i fronti e i campi di battaglia, ma anche larghe fette della popolazione civile: donne, bambini e anziani che  vivevano nelle aree di confine travolte dagli eventi bellici si misero in moto o furono forzatamente spostate verso regioni più sicure. Milioni di profughi e...
La guerra chiedeva vite, ma anche armi, cibo, vestiti per la sopravvivenza dei soldati al fronte. Ma con gli uomini impegnati per la maggior parte in battaglia, chi poteva occuparsi della produzione industriale e agricola? Anziani, bambini, ma soprattutto le donne, trovatesi inoltre senza sostentamento e con i figli da mantenere. L’occupazione della manodopera femminile crebbe negli anni di guerra, con profonde disparità nelle retribuzioni.
 
Le spese per gli armamenti in Italia si moltiplicarono. Ma alcuni settori restarono indietro. Si pensi all’enorme numero di fucili mod. 70/87 (largamente superati) che continuarono a essere prodotti. Il confronto fra Italia e Franca mostra la netta superiorità tecnologica e industriale della Francia. Soprattutto per le armi più moderne: le mitragliatrici e i tank, che entrarono in campo solo nell’ultimo anno di guerra.

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