Tag: Isonzo

“Wir zogen nach Friaul, Do hatt’ wir allesamt voll Maul!”
"Venimmo dal Friuli, là ci siamo riempiti la bocca in abbondanza!"
(Canzone del 1540 di Georg Foster, poeta lanzichenecco, ripresa nel titolo del bestseller del 1929 di Helmut Schittenhelm, che descrive da testimone la battaglia di Caporetto.)   
Strofe di O Gorizia tu sei maledetta, canzone popolare di autore anonimo, riferibile alla battaglia che portò, tra il 7 ed il 10 agosto 1916 alla conquista italiana della città. Il canto è connotato da toni fortemente antimilitaristi. L’ultima strofa, spesso, non è citata, a causa delle accuse di vilipendio alle istituzioni dello Stato che la stessa ha provocato.
Gorizia nella canzone popolare
O Gorizia, tu sei maledetta / per ogni cuore che sente coscienza;
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Scongiurato in maggio il pericolo portato dall'offensiva austriaca in Trentino, tra il 9 e il 10 agosto 1916 il Comando Supremo italiano scatenò la battaglia di Gorizia, nella quale si ebbero perdite pari a 50.000 italiani e 40.000 austriaci. A sostenere il principale sforzo offensivo vi erano le truppe del generale Luigi Capello (1859 – 1941), che era riuscito a ottenere una quantità di artiglieria finalmente adeguata a intaccare le difese austriache, riuscendo così a prendere la città in...
“Mentre la morte va a passeggio per Gorizia, i prati e gli alberi fioriscono dappertutto con prepotente esuberanza. Pare d’essere nel camerino d’una prima donna. Le donne però, che sono di nuovo in cucina e aiutano a pulire sorridono imbarazzate «Noi non facciamo che il nostro dovere». Certo, si sono dimenticate di aggiungere «Per carità! Nulla che parli di guerra»”
(Alice Schalek, giornalista e scrittrice viennese, corrispondente di guerra)

 
A giugno iniziavano le prime di una lunga serie di offensive italiane sull’Isonzo. Costrette ad attaccare su un terreno sfavorevole, con poche mitragliatrici e scarsa artiglieria pesante le truppe italiane furono presto costrette ad un’estenuante guerra di posizione.
La vallata dell’Isonzo fu il fronte lungo il quale gli italiani profusero più sforzi per aprirsi una breccia tra le difese austro-ungariche. La linea di combattimento partiva dal Monte Tolmino giungendo fino al mare. Proprio il Tolmino, saldamente controllato dagli austro-ungarici, sbarrava agli italiani l’uscita del fiume dalle montagne.
Dalla circolare del Comando Supremo del 15 luglio 1915, che detta le linee tattiche per l’attacco
Le truppe irrompono con la massima violenza possibile alla baionetta attraverso i varchi aperti nei reticolati per conquistare la trincea più prossima dell’avversario e quindi muovere, rafforzate da altre truppe sopraggiungenti come onde rincalzantesi verso l’obiettivo principale, essendo principio fondamentale l’occupazione di quest’ultimo, e non quella delle successive...
Poiché l’Italia era entrata in guerra per liberare le terre irredente - Trento e Trieste - era necessario attaccare. Sul fronte dell’Isonzo il comandante supremo, Generale Cadorna, scatenò tra il giugno del 1915 all’agosto del ’17 ben undici offensive. Le cosiddette Spallate.
Il 24 maggio 1915 l’Italia schierava sul fronte dell’Isonzo un esercito di quasi un milione di soldati su 40 divisioni. Esso era nettamente superiore, per numero di uomini e di armi, alle truppe austro-ungariche che lo fronteggiavano. Queste tuttavia godevano di migliori condizioni difensive: le posizioni degli austriaci erano solitamente più alte rispetto alle line italiane.
Il 24 maggio l’Italia entra in guerra, l’entusiasmo iniziale della minoranza interventista e la fiducia in una rapida e vittoriosa avanzata su Gorizia, Trieste e poi Vienna saranno presto smentite.
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