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“Parlando con Barrière del trasporto in Italia dei prigionieri austriaci (600 ufficiali e 30 mila soldati) presi dai serbi e che si trovano ora in Albania, gli ho detto che non vedevo ragione alcuna per cui non dovessimo tenerli in Italia dopo superate tutte le non lievi difficoltà e i pericoli di uomini e di navi […]”

(Sidney Sonnino a Camille Barbière, ambasciatore francese in Italia - 9 dicembre 1915)

 
È l’orrore della prigionia che occorre poter ispirare nei soldati
(Gen. Morrone – Ministro della guerra)

 
I giovani soldati della classe 1899 hanno avuto il battesimo del fuoco. Il loro contegno è stato magnifico. (…) Andavano in prima linea cantando. Li ho visti tornare in esigua schiera. Cantavano ancora.
(Ordine del giorno firmato dal generale Armando Diaz il 18 novembre 1917)
La grande battaglia nel Veneto iniziata dall’esercito austro-ungarico con le sue ultime forze, ma anche con la ferma volontà di vittoria, si era conclusa con un insuccesso molto simile ad una vera e propria...
Sin dall’inizio della Prima Guerra mondiale, alcuni Cechi e Slovacchi manifestarono la loro opposizione all’Impero austro-ungarico entrando nella resistenza armata. Le legioni cecoslovacche formatesi in Russia, Francia e Italia giocarono un ruolo chiave nel conseguimento dell’indipendenza e posero le basi per la futura armata nazionale.
Sin dall’inizio della Prima Guerra mondiale, alcuni Cechi e Slovacchi manifestarono la loro opposizione all’Impero austro-ungarico entrando nella resistenza armata. Le legioni cecoslovacche formatesi in Russia, Francia e Italia giocarono un ruolo chiave nel conseguimento dell’indipendenza e posero le basi per la futura armata nazionale.
Ljudevit Pivko, tenente sloveno irredentista e intenzionato a colpire dall'interno l'Impero austro-ungarico al quale apparteneva, divenne l'inatteso alleato degli italiani per tentare un attacco a sorpresa che li avrebbe condotti oltre le linee nemiche. In seguito alla consegna di alcuni schizzi topografici relativi alla linea difensiva in Valsugana – considerati attendibili dal maggiore italiano Cesare Pettorelli Lalatta – Pivko divenne informatore del Servizio Informazioni dell'esercito...
“Che cosa mi è passato per la testa quando era scoppiata la guerra del '15? Eravamo innocenti totali, non sapevamo perché facevamo quella guerra, capivamo proprio niente. Ne parlavamo solo tra noi, tutta gente che non avevamo scuole, che non leggevamo i giornali (...) Io a scuola avevo imparato l'alfabeto e a coltivare i rapanelli e il prezzemolo, ho ancora quel libro sul quale abbiamo studiato sei tra fratelli e sorelle”

Pietro Balsamo (Margarita - Cuneo, classe 1894, Contadino)
Le spese per gli armamenti in Italia si moltiplicarono. Ma alcuni settori restarono indietro. Si pensi all’enorme numero di fucili mod. 70/87 (largamente superati) che continuarono a essere prodotti. Il confronto fra Italia e Franca mostra la netta superiorità tecnologica e industriale della Francia. Soprattutto per le armi più moderne: le mitragliatrici e i tank, che entrarono in campo solo nell’ultimo anno di guerra.
Scongiurato in maggio il pericolo portato dall'offensiva austriaca in Trentino, tra il 9 e il 10 agosto 1916 il Comando Supremo italiano scatenò la battaglia di Gorizia, nella quale si ebbero perdite pari a 50.000 italiani e 40.000 austriaci. A sostenere il principale sforzo offensivo vi erano le truppe del generale Luigi Capello (1859 – 1941), che era riuscito a ottenere una quantità di artiglieria finalmente adeguata a intaccare le difese austriache, riuscendo così a prendere la città in...

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