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E ritornò il nemico per l’orgoglio e per la fame

voleva sfogar tutte le sue brame,

vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora

sfamarsi e tripudiare come allora!

Questa strofa della famosa canzone La leggenda del Piave riassume bene una degli aspetti principali della cosiddetta battaglia del Solstizio. Da una parte la difficoltà per l'imperial-regio esercito di alimentare le truppe al fronte - in stato di grave denutrizione - a causa della scarsità di...
I giovani soldati della classe 1899 hanno avuto il battesimo del fuoco. Il loro contegno è stato magnifico. (…) Andavano in prima linea cantando. Li ho visti tornare in esigua schiera. Cantavano ancora.
(Ordine del giorno firmato dal generale Armando Diaz il 18 novembre 1917)
La grande battaglia nel Veneto iniziata dall’esercito austro-ungarico con le sue ultime forze, ma anche con la ferma volontà di vittoria, si era conclusa con un insuccesso molto simile ad una vera e propria...
Tra la fine del 1917 e la primavera del 1918 il Piave fu teatro di due grandi offensive austriache che avrebbero dovuto costringere definitivamente alla resa il regno d’Italia. Durante la prima battaglia del Piave (più nota in Italia come battaglia d’arresto) le truppe italiane, credute vinte e moralmente distrutte anche dagli stessi vertici militari italiani, opposero una tenace resistenza nei dintorni del monte Grappa e sul Piave, permettendo così alla linea difensiva lungo questo...
“Wir zogen nach Friaul, Do hatt’ wir allesamt voll Maul!”
"Venimmo dal Friuli, là ci siamo riempiti la bocca in abbondanza!"
(Canzone del 1540 di Georg Foster, poeta lanzichenecco, ripresa nel titolo del bestseller del 1929 di Helmut Schittenhelm, che descrive da testimone la battaglia di Caporetto.)   
Il 24 maggio 1915 l’Italia schierava sul fronte dell’Isonzo un esercito di quasi un milione di soldati su 40 divisioni. Esso era nettamente superiore, per numero di uomini e di armi, alle truppe austro-ungariche che lo fronteggiavano. Queste tuttavia godevano di migliori condizioni difensive: le posizioni degli austriaci erano solitamente più alte rispetto alle line italiane.
Il 24 maggio l’Italia entra in guerra, l’entusiasmo iniziale della minoranza interventista e la fiducia in una rapida e vittoriosa avanzata su Gorizia, Trieste e poi Vienna saranno presto smentite.
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