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John Joseph Pershing - il futuro comandante dell'American Expeditionary Force - nacque in una fattoria nei pressi di Laclede (Missouri) il 13 settembre 1860.
Proveniente da una famiglia benestante, dopo gli studi inizialmente la carriera di insegnate presso la scuola per bambini afroamericani a Laclede, ed in seguito all prestigiosa Truman State University di Kirksville.
Nel 1882,stanco dell'ambiente rurale del Missouri, decise di entrare all'accademia militare di Westpoint, che completò senza...
L'offensiva di primavera, conosciuta anche come Kaiserschlacht (la "battaglia per l'Imperatore"), fu l'ultima grande offensiva delle forze militari tedesche sul fronte occidentale. Lo stato maggiore germanico ripose in essa tutte le speranze di vittoria, prima che le forze americane affluissero in gran numero e rendessero la superiorità numerica alleata incontenibile. I disperati attacchi tedeschi, pur arrivando alle porte di Parigi e mettendo a rischio la tenuta degli anglo...
Confesso di restare aggrappato a questa strategia più perché non riesco a vedere niente di meglio, e perché così mi suggerisce l’istinto, che non perché abbia qualche buona ragione per sostenerla.
(Da una lettera di Sir William Robertson – Capo di stato maggiore imperiale – a Haig)

 
Passchendaele è entrata nella memoria collettiva inglese come il simbolo tragico della Grande guerra sul fronte occidentale, nonché come la débâcle militare per antonomasia. Le ragioni di tale considerazione nei confronti di una battaglia pur conclusasi con dei buoni successi locali e perdite inferiori rispetto alla Somme, possono essere ricercate in una serie di variabili di natura sociale, psicologica e militare. In primo luogo va osservato come in Inghilterra si fosse ormai da tempo...
Alle 03:50 del mattino del 31 luglio 1917, con l'assalto di nove divisioni britanniche all'altura di Pilckem, iniziò la battaglia di Passchendaele, definita dal generale tedesco Hermann von Kuhl «[...] il più grande martirio della prima guerra mondiale [dove] nessuna divisione riusciva a resistere più di una settimana in quell'inferno.»
La battaglia, conclusasi nel novembre dello stesso anno, vide schierati i britannici da un lato e l'impero tedesco dall'altro. Le enormi perdite, confrontate...
Combattuta sulla Mosa tra le armate francesi e tedesche, dal febbraio al dicembre del 1916, la battaglia di Verdun fu la battaglia più lunga della Prima guerra mondiale. Questa attaglia di logoramento, il cui valore simbolico superò di gran lunga la sua importanza strategica e politica, sarebbe divenuta l’espressione metonimica degli orrori della guerra moderna.

 
Winston Spencer Churchill nacque il 30 novembre del 1874 a Woodstock, figlio di lord Randolph Henry Spencer Churchill, fu importante uomo politico conservatore. Churchill frequentò l’accademia militare di Sandhurst, fu corrispondente dal Sud Africa in occasione della guerra Boera, poi dall’Afghanistan e dall’India. In Sudan partecipò alla guerra contro i Dervisci, distinguendosi nel reggimento Ussari durante la battaglia di Omdurman.
La tregua di Natale: una testimonianza tedesca
Tenente Johannes Niemann,
133° Reggimento Sassone
Arrivammo per prendere in consegna le trincee sul fronte tra Frelinghien e Hauplines, dove il nostro reggimento e gli Scottish Seaforth Highlanders erano faccia a faccia.
Era una fredda notte stellata e gli scozzesi erano ad un centinaio di metri nelle loro trincee dove, come scoprimmo, stavano con le ginocchia nel fango. Il mio...
La battaglia della Marna (inizi di settembre 1914) aveva portato le truppe tedesche a poche decine di chilometri da Parigi. Bloccata l'offensiva, il fronte occidentale si stabilizzò in una logorante guerra di trincea. I ripetuti tentativi dell'una e dell'altra parte di sfondare le linee nemiche con potenti attacchi frontali diedero modesti risultati, ma provocarono perdite elevatissime.
Sul fronte occidentale e su quello italiano la guerra si combatte soprattutto nelle trincee: profondi solchi scavati nel terreno, spesso roccioso o fangoso, per proteggere i soldati dalla minaccia dei colpi nemici. Nelle trincee si invertivano giorno e notte. Solo con il buio era possibile agire senza rischiare la morte.
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