Febbraio 1918

La beffa di Buccari

Nella notte tra il 10 e l'11 febbraio 1918, tre MAS partiti da Venezia quattordici ore prima, facevano ingresso nella presidiata zona, compresa tra l'isola di Cherso e la costa istriana sino alla baia di Buccari dove, secondo le informazioni dello spionaggio, sostavano alcune unità navali austriache. Su uno di questi MAS viaggiavano il comandante di missione capitano di fregata Costanzo Ciano e il Vate Gabriele D'Annunzio. Tuttavia, pur giungendo all'imboccatura della baia di Buccari senza essere individuati, i MAS non trovarono navi da guerra, bensì tre piroscafi da carico e uno passeggeri. Furono lanciati un totale di sei siluri, dei quali uno solo esplose a causa degli sbarramenti antisiluro posti a difesa della baia. Lo scoppio del siluro mise in allarme le batterie costiere e i MAS presero subito la via del rientro, verso Ancona. Da sottolineare come le difese costiere austraiche non reagirono, poichè credevano impossibile l'infiltrazione di unità navali italiana così in profondità nella costa Dalmata. 

Pur concludendosi in un nulla di fatto, l'azione contribuì a mettere in allarme gli austriaci circa la vulnerabilità dei propri porti sull'Adriatico, da sempre ritenuti inviolabili e risollevò il morale italiano dopo la disfatta di Caporetto. Decisiva per la notorietà dell'azione fu la presenza di D'Annunzio il quale lasciò tre bottiglie con i colori nazionali, su galleggianti, nella parte più interna della baia di Buccari, con all'interno il seguente messaggio:

«In onta alla cautissima Flotta austriaca occupata a covare senza fine dentro i porti sicuri la gloriuzza di Lissa, sono venuti col ferro e col fuoco a scuotere la prudenza nel suo più comodo rifugio i marinai d'Italia, che si ridono d'ogni sorta di reti e di sbarre, pronti sempre a osare l'inosabile.
E un buon compagno, ben noto - il nemico capitale, fra tutti i nemici il nemicissimo, quello di Pola e di Cattaro - è venuto con loro a beffarsi della taglia
»

Le bottiglie lasciate e l'atteggiamento spregiudicato del Vate avevano dato vita alla Beffa di Buccari.