Agosto 1916

Luigi Capello e Gorizia

Scongiurato in maggio il pericolo portato dall'offensiva austriaca in Trentino, tra il 9 e il 10 agosto 1916 il Comando Supremo italiano scatenò la battaglia di Gorizia, nella quale si ebbero perdite pari a 50.000 italiani e 40.000 austriaci. A sostenere il principale sforzo offensivo vi erano le truppe del generale Luigi Capello (1859 – 1941), che era riuscito a ottenere una quantità di artiglieria finalmente adeguata a intaccare le difese austriache, riuscendo così a prendere la città in seguito alla sanguinosa battaglia. Fondamentale fu l'uso della ferrovia, in quanto Luigi Cadorna, per ingannare gli austriaci, tenne impiegate fino all'ultimo le truppe recentemente schierate sulla piana vicentina, per poi spostarle rapidamente via treno sull'Isonzo. Allo stesso tempo le bombarde rappresentarono una sorpresa tale da permettere di devastare le posizioni austriache, aprendo grandi varchi attraverso i quali passarono le truppe italiane.

Con la conquista di Gorizia, Capello si considerò l'erede di Cadorna, generale con il quale venne spesso associato per la simile tendenza a sacrificare grandi quantità di uomini in cruente battaglie. Massone con tendenze socialiste, fu tra i primi ad aderire al movimento fascista, per poi allontanarsene e prendere parte all'organizzazione del fallito attentato contro Mussolini del 1925.