Testimonianze

La perdita dell’effetto sorpresa Gli austriaci non sapranno il giorno preciso in cui comincia l’azione sull’Altopiano: ma che un’azione ci sia lo sanno benissimo. (Colonnello Angelo Gatti, 4 giugno 1917.)   Non è escluso che fra tre o quattro giorni ci possa essere l’attacco di sorpresa in Trentino. I generali che dovranno svolgerlo sono venuti ad assistere alla recente azione, per la precisa volontà del Capo. L’idea è stata ottima. In caso d’attacco al nord io mi sposterò. (Il giornalista Rino Alessi in una lettera inviata da Udine al direttore de... read all
Durante la Grande Guerra, la trincea divenne simbolo assoluto della tragica esperienza bellica di milioni di uomini. Fu con il primo conflitto mondiale infatti che l’interramento dei soldati diventò pratica usuale, modificando significativamente le modalità di scontro: non più brutali ma brevi battaglie, bensì lunghi e violentissimi combattimenti su spazi ampi e contro un nemico spesso invisibile. Sul Carso e lungo l’Isonzo gli Italiani, inizialmente in svantaggio rispetto all’avversario per la mancanza di armi, la scarsa conoscenza del territorio e le posizioni sfavorevoli su cui erano... read all
Dopo la rivoluzione di Febbraio a Pietrogrado tornarono gli esuli. Il 13 aprile 1917 (16 secondo il calendario gregoriano in vigore in Russia dal 1918) arrivò Vladimir Lenin. Portò con sé le “Tesi di Aprile”, che rappresentavano un voto di sfiducia verso il governo provvisorio. Il giorno dopo il suo ritorno (17 aprile), Lenin presentò le tesi durante il congresso panrusso dei Soviet, di fronte a quasi 800 membri del partito socialdemocratico russo dei lavoratori. Il discorso fu poi pubblicato in un articolo intitolato: “I compiti del proletariato nella presente rivoluzione”. Lenin si oppose... read all
Così il Granduca Alexander Mikhailovich Romanov scrive allo Zar Nicola II nel dicembre 1916: "Paradossalmente è il governo il fattore che più di altri sta preparando la rivoluzione – la gente non la vuole infatti. Ma ogni ordine sbagliato, divieto o restrizione spinge il popolo verso di essa.” A metà febbraio in una relazione allo Zar il presidente della Duma, Mikhail Rodzianko dice: "nella capitale lo stato d'animo è molto ansioso, tra la popolazione circolano le voci più strane.” Dopo il primo giorno di disordini, il 25 febbraio (12 marzo secondo il calendario gregoriano... read all
La linea Hindenburg fu concepita come una imponente linea di ritirata strategica, dietro la quale dissanguare gli alleati in attesa che l’industria tedesca e la situazione al fronte ponessero le condizioni favorevoli per sferrare l’assalto finale agli anglo-francesi. Essa fu costruita attraverso un saliente del fronte tedesco, in modo che il Deutsches Heer, ritirandovisi, avrebbe accorciato il proprio fronte di una cinquantina di chilometri, recuperando la disponibilità di tredici divisioni e cinquanta batterie di artiglieria pesante. La nuova linea era lunga 140 chilometri e poteva ospitare... read all
È noto come nella propaganda di guerra, l’immagine della donna fosse presentata all’insegna della riconferma dei ruoli tradizionali di madri, sorelle e mogli, sottomesse e solidali con i destini della patria, oppure di donne ridotte ad elemento di appagamento del desiderio maschile, o ancora elevate a rappresentazione allegorica dell’ideale patriottico o della nazione stessa. Le testimonianze del mondo femminile ci offrono uno scenario frammentato e disomogeneo, che varia in base all’estrazione sociale della scrivente. Le lettere delle donne di estrazione contadina lasciano sempre trasparire... read all
Georges Caubet, nato a Tolosa, dal 1908 di professione insegnante, fu chiamato il 4 agosto 1914 e servì come sergente nella 67° divisione dell'esercito francese. I suoi diari conservano i ricordi dei momenti più significativi della sua esperienza militare, tra cui la sua esperienza nella fase iniziale della battaglia di Verdun, nel febbraio-marzo 1916. Catturato nel giugno 1918, la fine della guerra lo trovò prigioniero in Germania. Al suo ritorno in Francia, tornò all'insegnamento e, per i posteri, descrisse la propria esperienza di guerra in «Mémoires d'un sergent». I passaggi di seguito,... read all
La figura del soldato folle, impazzito, smemorato, ammutolito, che non riconosce gli altri ed è divenuto irriconoscibile, fu un prodotto specifico della Grande Guerra, un’espressione inedita del conflitto in corso. I soldati che “impazzivano” sembravano compiere un tentativo di porsi al di là di ogni possibile rapporto umano, nascondendosi e fuggendo nella catatonia. Tutti apparivano in preda ad un terrore costante, implacabile, che si ravvivava a ogni minima occasione e coinvolgeva tutto il corpo. I soggetti visitati avevano in comune una prolungata esperienza di trincea, avevano subìto... read all
Strofe di O Gorizia tu sei maledetta, canzone popolare di autore anonimo, riferibile alla battaglia che portò, tra il 7 ed il 10 agosto 1916 alla conquista italiana della città. Il canto è connotato da toni fortemente antimilitaristi. L’ultima strofa, spesso, non è citata, a causa delle accuse di vilipendio alle istituzioni dello Stato che la stessa ha provocato. Gorizia nella canzone popolare O Gorizia, tu sei maledetta / per ogni cuore che sente coscienza; dolorosa ci fu la partenza / e il ritorno per molti non fu O vigliacchi che voi ve ne state / con... read all
L’Offensiva della Somme fu una grande battaglia combattuta dall’impero britannico contro quello tedesco. Il primo giorno dell'offensiva fu il peggiore nella storia dell'esercito inglese, che subì circa 60.000 vittime, soprattutto sul fronte tra la strada Albert-Bapaume e Gommecourt. In questo settore l'attacco si risolse in un completo fallimento e solo pochi inglesi raggiunsero le linee tedesche. L'esercito britannico sulla Somme era un insieme composto dai resti del piccolo esercito regolare d’anteguerra, dal Territorial Army e dal Kitchener’s Army, in parte formato dai Pals Battalions (“... read all
Fritz Weber (1895-1972), ufficiale dell’esercito austro-ungarico, fu a forte Verle (oggi in Trentino), combatté sull’Altipiano dei Sette Comuni, sul Pasubio e sul Carso. Dalla sua opera, Tappe della disfatta, sono tratte queste testimonianze riferite ai primi giorni della Strafexpedition (titolo originale Das Ende einer Armee, prima traduzione italiana nel 1934). Maggio 1916, da Monte Verle a Monte Verena (Tn e Vi). Nelle nostre retrovie stanno preparando una grande offensiva. Noi, però, siamo condannati a tenere la prima linea, fino a quando non... read all
Gli irlandesi Il 24 Aprile 1916 - Lunedi di Pasqua - dai gradini del General Post Office, in O'Connell Street a Dublino, Patrick Pearse proclamava la Repubblica d'Irlanda. Era iniziata la Rivolta di Pasqua del 1916. In basso è riportato il testo della proclamazione: POBLACHT NA h-EIREANN - IL GOVERNO PROVVISORIO DELLA REPUBBLICA IRLANDESEAL POPOLO DI IRLANDA Uomini e donne d’Irlanda: In nome di Dio e delle generazioni del passato da cui essa riceve la sua vecchia tradizione nazionale, Irlanda, per mezzo nostro, raccoglie i suoi figli sotto la sua bandiera e... read all
Arnaldo Berni (1894-1918) di Mantova, sottoufficiale, poi capitano degli alpini di stanza in Valtellina (Battaglione “Tirano”), morirà in uno degli ultimi scontri tra Italiani e Imperiali sul monte San Matteo. La sua esperienza è descritta in una corposa raccolta di lettere alla famiglia. Febbraio 1916, lettera ai genitori. La valanga ha fatto altre dodici vittime sulle rampe di Spondalunga. Ci sono anche dei feriti e dei dispersi (...) Per il funerale dei dodici ragazzi sepolti dalla neve salgono anche i comandanti di zona: un colonnello, un maggiore ed... read all
Rispetto al Fronte occidentale, le operazioni a Gallipoli coinvolsero un numero relativamente limitato di truppe, per un breve periodo, circa un anno. Tuttavia, le truppe turche e alleate furono impegnate in una feroce battaglia per pochi chilometri quadrati di terra, in trincee spesso separate da poche decine di metri l’una dall’altra. Nonostante l'esito disastroso, le operazioni nei Dardanelli rappresentato un vero e proprio mito fondativo per Australia e Nuova Zelanda, le cui truppe erano state concentrate nell’ANZAC. Il sacrificio di questi soldati, spesso volontari e caduti a... read all
L’Internazionale socialista era un’unione fra tutti i partiti socialisti del mondo che cercava di dare vita al principio dell’internazionalismo proletario. L’egemonia in seno all’Internazionale era nelle mani del potente e ben organizzato partito socialdemocratico tedesco. Di fronte alla corsa agli armamenti e all’aggravarsi delle tensioni, l’Internazionale lanciò ripetuti appelli per la pace e per il mantenimento della solidarietà internazionalistica. Al precipitare della crisi, nell’estate del 1914, tutti i partiti socialisti nei paesi belligeranti decisero invece di aderire, con... read all
Fritz Weber, scrittore e giornalista austriaco, nato nel 1895 e deceduto a Vienna nel 1972, partecipò alla Grande Guerra e raccontò la sua esperienza in numerosi libri. Ufficiale di artiglieria, prestò servizio per tutta la durata del conflitto sul fronte italiano, prima sugli Altipiani e poi sull’Isonzo. Alla conclusione della guerra era schierato sul fronte del Piave e partecipò all’ultima battaglia lì combattuta dall’esercito imperiale austro-ungarico. Il libro di maggior successo di Fritz Weber è senza dubbio Das Ende einer Armee: uscito in edizione originale nel 1931 riscosse grande... read all
Dalla circolare del Comando Supremo del 15 luglio 1915, che detta le linee tattiche per l’attacco Le truppe irrompono con la massima violenza possibile alla baionetta attraverso i varchi aperti nei reticolati per conquistare la trincea più prossima dell’avversario e quindi muovere, rafforzate da altre truppe sopraggiungenti come onde rincalzantesi verso l’obiettivo principale, essendo principio fondamentale l’occupazione di quest’ultimo, e non quella delle successive trincee nemiche.   Dal resoconto di un ufficiale del 16° reggimento fanteria, impegnato... read all
Il 9 settembre 1914 il cancelliere tedesco Theobald von Bethmann-Hollweg presentava ai vertici politici e militari del Reich un programma, noto appunto come "programma di settembre". In questo testo si trovano riassunti gli obiettivi politici che la Germania si proponeva di raggiungere con la guerra, che sembrava dovesse concludersi presto con una vittoria. Il programma era stato redatto durante lo svolgimento della battaglia della Marna e quindi in vista di uno sfondamento decisivo. Il suo autore era il consigliere politico del cancelliere, Kurt Riezler. Esso prospettava un'ampia area ad... read all
Giovanni Boine (1887-1917): La lotta di classe come cancrena e la guerra come farmaco Tra gli scritti più autorevoli delle riviste d’anteguerra, troviamo quelli di Boine. All’indomani dell’ingresso dell’Italia nel primo conflitto mondiale, fu lui a pubblicare sulla Voce una sorta di “breviario” del bravo soldato. Nel testo lo scrittore esprime la sua avversione per il socialismo, la lotta di classe e la democrazia liberale, sostenendo la necessità di una guerra come farmaco per la rinascita della nazione.
“Cagioni estreme dello spegnersi del sentimento patrio (…) La... read all
Otto Hahn La nascita dei reparti chimici A metà gennaio ricevetti l’ordine di incontrare il Geheimrat Haber (Fritz Haber ndr), che si trovava a Bruxelles, al seguito del ministro della guerra. Egli mi spiegò che il fronte occidentale era andato arenandosi e avrebbe potuto essere smosso solo con l’utilizzo di nuove armi. Tra le armi contemplate vi erano i gas tossici, in particolare il cloro che doveva essere diffuso tra i nemici dalle posizioni più avanzate. Quando obbiettai che questo modo di guerreggiare violava la convenzione dell’Aia egli... read all
Laureato in ingegneria al Politecnico di Torino e divenuto ufficiale del Genio militare, si interessò precocemente alle possibili applicazioni militari del mezzo aereo e nel 1911 partecipò alla guerra italo-turca in Libia, nel corso della quale si registrarono il primo impiego bellico dell’aviazione e il primo esperimento di bombardamento aereo della storia. Comandante del Battaglione aviatori dell’esercito dal 1913 al 1914, si adoperò attivamente per il miglioramento del materiale di volo e per lo sviluppo dell’aviazione da bombardamento, a favore della quale sostenne nell’autunno 1914 l’... read all
Soldato A. V. Simpson The Duke of Wellinghton’s 6° Battaglione (T. F.) L’Inghilterra era così impreparata alla guerra che si dovettero fare appelli per recuperare il vestiario per le truppe. […] Per un certo periodo le uniformi khaki (http://battlefields1418.50megs.com/uniforms_ww1.ht) non furono disponibili e un regolamento stabilì che un uomo che indossava il cappotto da civile era pagato 3 pence al giorno, e 6 pence al giorno se... read all
Omówienie Ważnym zagadnieniem Europy początku XX w. była sprawa narodów pozbawionych państwowości. Ich sytuacja układała się różnie, w zależności od tego w jakim znajdowały się państwie. Od wojen napoleońskich do powstania styczniowego sporo mówiło się o sprawie polskiej. Po wojnie francusko-pruskiej (1870-1871) sprawa polska stała się drugorzędnym problemem, stając się wewnętrzną kwestią trzech państw zaborczych Powołanie trójprzymierza i trójporozumienia doprowadziło do trwałego rozbicia sojuszu zaborców. Rację miał więc Fryderyk Engels, iż Polska była cementem spajającym Święte... read all
Ivan Stanislavovic Bloch, nato a Radom nel 1836 e deceduto a Varsavia nel 1902, visse in quella parte di Polonia che era sotto il dominio zarista. Ebreo convertito al calvinismo, è stato un imprenditore e banchiere di successo. Già molto ricco e sensibile ai rapporti fra economia e società, si ritirò dagli affari per dedicarsi agli studi. Era stato colpito dalla guerra franco-prussiana del 1870/71, che mostrava caratteristiche di novità rispetto alle guerre precedenti. Si dedicò così a uno studio sui rapporti fra guerra ed economia. L’opera imponente, dal titolo originale The... read all
Si definiscono “franchi tiratori” quei combattenti irregolari che, privi di uniforme, effettuano azioni di disturbo verso l’esercito combattente. Si tratta di civili, o di soldati sbandati, ai quali il diritto di guerra non riconosce lo status di combattente. Già nella guerra franco-prussiana del 1870-71 civili francesi avevano preso le armi per attaccare le truppe prussiane alle spalle o in modo considerato non consono alle tradizioni militari. La mobilitazione dei civili francesi era frutto della tradizione rivoluzionaria e repubblicana. I comandi prussiani considerarono i franchi... read all
La tregua di Natale: una testimonianza tedesca Tenente Johannes Niemann, 133° Reggimento Sassone Arrivammo per prendere in consegna le trincee sul fronte tra Frelinghien e Hauplines, dove il nostro reggimento e gli Scottish Seaforth Highlanders erano faccia a faccia. Era una fredda notte stellata e gli scozzesi erano ad un centinaio di metri nelle loro trincee dove, come scoprimmo, stavano con le ginocchia nel fango. Il mio comandante di compagnia e io, approfittando di questo momento di inusuale calma, ci sedemmo attorno ad un... read all
Con il passare del tempo e quanto più diventava evidente che la guerra non sarebbe stata decisa da una grande vittoria terrestre, la guerra sottomarina assunse una crescente centralità, divenendo argomento di riflessione e di discussione tra gruppi dirigenti tedeschi. Nel febbraio 1916, in una lettera inviata al segretario di stato Zimmermann, il cancelliere von Bethmann-Hollweg esprimeva la propria preoccupazione circa la contraddizione fra l’inevitabilità di allargare e radicalizzare la guerra sottomarina e il crescere dei rischi di un coinvolgimento degli Stati Uniti d’America... read all