Ottobre 1916

Testimonianze: La strategia di von Falkenhayn

Gustavo Corni

In un documento stilato nei giorni di Natale del 1915 il maresciallo von Falkenhayn, comandante supremo dell’esercito tedesco, delinea la strategia per i prossimi mesi. Sicuro di una imminente fine della resistenza francese, egli deciderà sulla base di queste riflessioni di lanciare l’attacco contro la fortezza di Verdun.

La Francia è arrivata sull’orlo del cedimento sia in ambito militare che economico – ciò soprattutto a causa della perdurante mancanza degli importanti giacimenti carboniferi nella Francia nord-orientale. L’esercito russo non è stato ancora del tutto sconfitto, ma la sua capacità offensiva è stata così drasticamente ridotta, che le sarà certo difficile potersi riprendere ai livelli dell’inizio della guerra. L’esercito serbo può essere dato per sconfitto definitivamente. L’Italia si è resa senza dubbio conto di non poter esaudire in tempo breve le sue mire di rapina, e sarebbe perciò lieta – credo – di poter liquidare in tempi brevi questa avventura bellica.

… Rimane perciò solo la Francia. Dietro la parte francese del fronte occidentale vi sono a distanza ravvicinata degli obiettivi per difendere i quali la dirigenza francese è disposta a mettere in campo fino all’ultimo uomo. Se lo farà, le forze della Francia si dissangueranno, dato che non hanno altra scelta, sia che noi raggiungiamo questi obiettivi sia che non li raggiungiamo. Se invece non lo farà e se questi obiettivi cadranno nelle nostre mani, l’effetto morale di questo risultato in Francia sarà terrificante. Potremo guardare con fiducia alle eventuali manovre di alleggerimento che sono prevedibili, anzi possiamo essere fiduciosi sul fatto che avremo a disposizione forze sufficienti per contrastare i modo adeguato i loro attacchi con dei contrattacchi. L’esercito tedesco si trova infatti nelle condizioni di poter liberamente decidere se condurre l’offensiva in modo rapido o più lento, se interromperla temporaneamente o se consolidarla, a seconda degli obiettivi che ci siamo prefissati.

Gli obiettivi di cui stiamo parlando sono Belfort e Verdun.

Per entrambi vale quanto scritto sopra. Tuttavia, Verdun merita la priorità.

Bibliografia:

Deutsche Quellen zur Geschichte des Ersten Weltkrieges, a cura di Wolfdieter Bihl, Darmstadt, 1991, p. 174s.

In a document drawn up during Christmas 1915 Field Marshal von Falkenhayn, Chief of Germany’s Army Staff, outlined the strategy for the following months. Convinced that an end to the French resistance was imminent, it was on the basis of these reflections that he was to decide to launch the attack against the fortress of Verdun.

France is on the verge of crumbling both in military and economic terms – this is primarily due to the continuing loss of important coal deposits in North East France. The Russian army has not yet been completely defeated, but its capacity for mounting offensives has been so drastically reduced that it will certainly be difficult for it to recover the capacity it had at the onset of the war. The Serbian Army may be considered definitively defeated. Italy has undoubtedly realised that it won’t be able to achieve its thieving designs within a short time, and would therefore be glad – I believe –to get this war adventure over and done with quickly.

… So there remains only France. There are a number of objectives within a short distance behind the French part of the western front that the French leadership is prepared to defend to the last man. If they do, French forces will be bled to death, given that they have no other choice, whether we take these objectives or not. If they don’t and these objectives fall into our hands, the effect on the French morale will be tremendous. We shall be able to confidently face any possible lightening manoeuvres, which are predictable; indeed we can be confident we shall have sufficient forces available to adequately counter-attack their offensives. The German army in fact finds itself in a position to be able to freely decide whether to mount a rapid or slow offensive, whether to interrupt it temporarily or consolidate it, depending on the objectives we have set ourselves.

The objectives we are talking about are Belfort and Verdun.

The foregoing applies to both. Verdun however deserves priority.

Bibliography:

Deutsche Quellen zur Geschichte des Ersten Weltkrieges, a cura di Wolfdieter Bihl, Darmstadt, 1991, p. 174s.