Gas e armi chimiche

Otto Hahn

La nascita dei reparti chimici

A metà gennaio ricevetti l’ordine di incontrare il Geheimrat Haber (Fritz Haber ndr), che si trovava a Bruxelles, al seguito del ministro della guerra. Egli mi spiegò che il fronte occidentale era andato arenandosi e avrebbe potuto essere smosso solo con l’utilizzo di nuove armi. Tra le armi contemplate vi erano i gas tossici, in particolare il cloro che doveva essere diffuso tra i nemici dalle posizioni più avanzate.

Quando obbiettai che questo modo di guerreggiare violava la convenzione dell’Aia egli affermò che avevano già iniziato i francesi (…) utilizzando cartucce da fucile caricate a gas. Haber mi informò che il suo lavoro consisteva nel creare un’unità speciale per la guerra chimica, il Reggimento pionieri n. 36.

Ricevemmo il nostro primo addestramento speciale a Berlino, dove fummo istruiti all’uso dei gas tossici e degli apparati principali tra cui quello chiamato Drägersche Selbstretter, uno strumento protettivo che andava indossato quando si scaricavano i gas. Dovemmo inoltre apprendere qualche nozione sul vento e il clima.

Dopo questo corso di addestramento tornai nelle Fiandre e fui aggregato al reggimento di fanteria n° 126, come geniere chimico. Il mio primo incarico fu di osservatore in prima linea. Dovevo valutare le posizioni migliori dalle quali utilizzare i gas.

Le nostre posizioni erano nei pressi di Gheluvelt; le linee inglesi erano così vicine che spesso potevamo parlare solo per bisbigli. Non eravamo ancora ben trincerati ed eravamo costantemente sotto il fuoco nemico, così che l’installazione dei cilindri per l’attacco con i gas era molto difficoltosa.

Il segnale per i gas fu dato molte volte ma l’attacco fu rinviato a causa delle condizioni meteo. Ogni volta che l’attacco veniva fissato 24 ore prima, il vento cambiava e soffiava verso di noi. (…) A metà aprile il comando decise di rimuovere i cilindri a gas e collocarli nel settore di Ypres, dove le condizioni del vento erano più favorevoli.

"Lo sviluppo delle armi chimiche

Dopo un breve periodo a Berlino fui trasferito agli stabilimenti chimici della Bayer a Leverkusen, dove ero impegnato nello sviluppo di un gas che era un mix di clorometil, cloroformiato, e fosgene, in origine chiamato semplicemente "mescolanza".

Oltre a questo, altri nuovi gas, il Grünkreuz e il Blaukreuz, entrambi gas Mostarda, erano in fase di sviluppo. Il Blaukreuz era un potente irritante in grado di penetrare le maschere antigas. Il Grünkreuz era un tipico gas velenoso, simile al fosgene. Quando le due sostanze vennero utilizzate simultaneamente -la miscela fu chiamata Buntkreuz – coloro che venivano attaccati erano costretti a strappare le maschere antigas, rimanendo esposti al gas velenoso.

A causa del lavoro continuo con queste sostanze altamente tossiche, le nostre menti erano così stordite che non avevamo ormai alcuno scrupolo su tutta la faccenda. In ogni caso, anche i nostri nemici avevano adottato gli stessi metodi, e con sempre maggior successo, in questo tipo di combattimento non eravamo ancora per molto tempo esclusivamente gli aggressori (…). Un altro aspetto è che noi osservatori di prima linea raramente vedevamo gli effetti diretti della nostra arma. In generale tutto ciò che sapevamo era che il nemico ha abbandonato le posizioni che erano state bombardate con proiettili a gas.

Dal diario di Sir Douglas Haig

"Sabato 25 settembre. Uscito alle 5 del mattino. Tutto calmo. Alan Fletcher si accese una sigaretta e il fumo sbuffò verso nord-est. Gli ufficiali dello staff avevano l’ordine di stare allerta nel caso fosse necessario contrastare un attacco. Ad un certo punto, a causa della calma, temetti che il gas potesse semplicemente rimanere nelle nostre trincee. Tuttavia alle 5:15 dissi “avanti”. Andai sulla nostra torre di osservazione. Il vento giungeva dolcemente da sud-ovest e alle 5:40 soffiava più forte. Le foglie dei pioppi frusciavano delicatamente. Sembrava soddisfacente. Ma che rischio. Dovetti scappare dai gas che rifluivano indietro verso il grosso delle nostre truppe.

Capitano A.F.P Christison,

6th Battalion Queen's Own Cameron Highlanders

Allarme gas

Venerdì 13 luglio. I superstiziosi dicevano che era una pessima combinazione, e così si è rivelato essere. La Compagnia C, al commando del capitano Harry Rowan, era alla mia destra e attorno alle 8 stavo camminando nella trincea avanzata quando i tedeschi cominciarono a bombardare costantemente, ma con “piccole cose” e non riuscivamo a capire perché tutti i proiettili sembrassero difettosi. Un proiettile atterrò nella mia trincea, quasi accanto a me, senza scoppiare, facendo solo una specie di tonfo. Sentii solo una sensazione di bruciore appena sopra il mio ginocchio destro e un uomo accanto a me tossire e vomitare. Capii che questo era qualcosa di molto strano e gridai "Gas" indossando subito il mio respiratore. L'allarme gas suonò immediatamente e, avendo ricevutto un buon addestramento contro i gas, solo cinque o sei della mia compagnia furono gassati. Il capitano Rowan sentì l’allarme gas e i suoi uomini misero i respiratori. Dopo averle tenute su per un po' nel calore della mattina e nessun attacco andava sviluppandosi, pensarono che l'allarme originale fosse falso in quanto non si era sentito nessun odore del gas. Quello che non sapevano era che questa era Iprite, che non aveva nessun odore, e ed era ad azione ritardata. Le trincee della Compagnia C erano sature di gas e tutta la compagnia era stata annientata. Al calar della notte ogni ufficiale e uomo erano morti o in ospedale.

Captain J. C. Hill

Special Gas Company, Royal Engineers

Gli effetti del gas

Gli attacchi tedeschi con il gas ci hanno dato grandi preoccupazioni, hanno causato ottocento vittime, almeno a Ypres. Ci costringono ad abbandonare l’offensiva e mettendoci sulla difensiva, sono stato mandato come consigliere chimico all'VIII Corpo. Una mattina scoprimmo un migliaio di perdite causate da un nuovo tipo di gas. Era l’iprite.

Gli uomini erano sono stati accecati, non potevano vedere nulla, e stavano soffocando, migliaia hanno dovuto lasciare la prima linea. Per fortuna, uno o due di questi proiettili non erano esplosi, così me lo portai la centro di ricerca. Ma ci vollero settimane e I nostri migliori chimici per scoprire che cosa fosse questa sostanza. Era un terribile liquido oleoso chiamato Dichlorodiethysulphide che evaporava molto lentamente. Poiché aveva un odore molto leggero le truppe tendevano a non percepire subito la sua presenza, poi, quando la avvertivano e i loro occhi bruciavano, era troppo tardi. Se riusciva a passare dalle suole delle loro scarpe, poteva bruciare i piedi. E se rimaneva negli stivali dei soldati ed entravano in un ricovero per la notte, potevano gassare tutti quelli all’interno.

Corporal H. Bale

242nd Brigade, Royal Field Artillery

Maschere antigas inefficaci

Fummo sottoposti a circa otto ore di bombardamenti con i proiettili al gas mostarda, che devastavano il terreno a lato della batteria. Ero in servizio al punto di segnalazione, al lavoro con una candela e con una maschera. Dopo circa sei ore, le maschere non funzionavano più. Erano state neutralizzate, e stavano cominciando a soffocarci. (...). La mattina vomitavano tutti attorno ai crateri da granata, hanno dovuto portare via molta gente. I miei compagni erano in preda al panico, non riuscivo a percepire il loro respiro, e mi ricordo di aver detto a me stesso "Tieni duro e non farci caso”, ma il respiro era molto difficile. Alla fine, hanno portato giù un carro GS e ci siamo saliti. Avevo terribili crampi allo stomaco a causa del vomito, e mano a mano che procedevamo la strada sembrava gradualmente svanire. Dal momento in cui arrivammo a Vlamertinghe eravamo ciechi, non riuscivamo a vedere nulla. Ci condussero nel posto di medicazione (...) e ci hanno detto "Aprite la bocca". Abbiamo aspettato con la bocca aperta e improvvisamente qualcuno spruzzò qualcosa come 200 per cento di ammonio in bocca. (…) Ci fecero fare il bagno, ci misero a letto e non ricordo più niente finché mi sono svegliato in ospedale alla base. (...) Ci sono stato per parecchio tempo. Completamente cieco! Credo che la parte peggiore è stato quando mi hanno aperto gli occhi per metterci le gocce - è stato proprio come se ci stessero buttando dentro acqua bollente! Poi ogni giorno ci lavavano tutti i punti bruciati, e non era uno scherzo. Ricordo la mia coscia sinistra non era altro che una massa indistinta di materia.

Bibliografia:

Lyn Macdonald, 1914-1918: Voices & Images of the Great War, Michael Joseph, London, 1988

Max Arthur, Forgotten Voices Of The Great War, Ebury Press, London, 2002