I Franchi tiratori

Si definiscono “franchi tiratori” quei combattenti irregolari che, privi di uniforme, effettuano azioni di disturbo verso l’esercito combattente. Si tratta di civili, o di soldati sbandati, ai quali il diritto di guerra non riconosce lo status di combattente. Già nella guerra franco-prussiana del 1870-71 civili francesi avevano preso le armi per attaccare le truppe prussiane alle spalle o in modo considerato non consono alle tradizioni militari. La mobilitazione dei civili francesi era frutto della tradizione rivoluzionaria e repubblicana. I comandi prussiani considerarono i franchi tiratori come un grave pericolo perché imprevedibili e non riconoscibili. L’esperienza fatta nel 1870-71 lasciò un segno profondo in Germania, determinando una diffusa paura – quasi paranoica – verso qualsiasi reazione dei civili in Belgio. Ogni minima minaccia al regolare andamento delle operazioni militari veniva percepita come un pericolo molto grave, provocando reazioni del tutto spropositate: incendi di interi villaggi, rappresaglie su civili inermi.

Da un ordine del generale von Moltke, in data 12 agosto

“D’ora in poi qualunque persona senza uniforme che non abbia un motivo giustificato e riconoscibile per prendere parte agli scontri armati dovrà essere trattato come qualcuno che agisce aldifuori della legge internazionale. Se prende parte in qualsiasi modo agli scontri armati, se interferisce con le comunicazioni germaniche nelle retrovie, taglia fili telegrafici, provoca esplosioni, insomma: partecipa in qualsiasi modo a un’azione di guerra senza permesso. Egli verrà trattato come un francotiratore e sarà immediatamente fucilato sul posto, secondo la legge marziale."

Dal diario di un soldato tedesco, in data 19 agosto

“ Sentiamo dire che le nostre pattuglie di cavalleria vengono ripetutamente prese a fucilate nei villaggi. Numerosi poveri commilitoni hanno così perso la vita. Disgraziati! Un proiettile onesto in un’onesta battaglia – sì, così si dona il proprio sangue per la patria. Ma essere presi a fucilate da dietro un cespuglio, dalla finestra di una casa, da un fucile nascosto dietro un vaso di fiori, no! Questa non è una bella morte per un soldato!"

Testimonianza di Otto Hahn

“ Il battaglione a cui mi unii come Offiziersstellvertreter si era appena mosso verso il fronte occidentale. Di volta in volta, particolarmente nella prima metà di agosto, si manifestò negli uomini un certo nervosismo per i cecchini belgi. La vista di un mulino a vento era sufficiente ad innescare la diceria che i belgi trasmettevano messaggi in codice attraverso la posizione delle vele. I preti cattolici erano i principali sospettati di trasmettere questi messaggi segreti.

Durante la nostra pacifica avanzata vidi un sottufficiale del mio plotone fare pratica con il suo fucile contro un  uomo che stava correndo, lontano da noi.

Gli chiesi perché lo stesse facendo, e la sua risposta fu: “E’ uno di quei cecchini belgi, ha gettato la sua divisa e sta cercando di allontanarsi”. Come prova mi mostrò una casacca in un fosso, dove poteva essere lì da giorni."

Un giornalista olandese del giornale “De Tijd” scrive da Liegi

“ La furia pazza si è intensificata in modo considerevole a seguito delle accuse su terribili mutilazioni commesse da belgi ai danni di soldati terdeschi, a cui si dice abbiano tagliato i nasi, le orecchie, i genitali ed altro. Queste voci sono così persistenti che alla fine anche nei paesi neutrali si crede che queste cose siano davvero avvenute con frequenza."

Dalla lettera di un ufficiale, pubblicata sulla “Deutsche Tageszeitung”

“Dobbiamo mettere a ferro e  fuoco tutti i villaggi e tutte le città in cui entriamo, come abbiamo fatto ieri, perché i civili sparano ai soldati mentre passano. Ieri dei civili hanno sparato alla nostra fanteria dalla chiesa di X. E hanno fatto fuori quasi la metà di una compagnia di coraggiosi soldati. Civili sono stati catturati subito e fucilati, e il villaggio è stato ridotto in cenere. Una donna nascondeva la testa tagliata di un ufficiale degli ulani. E’ stata catturata e costretta tenere in mano la testa mentre veniva fucilata. I miei grandi soldati sono pieni di coraggio. Ardono dal desiderio di vendetta."

Da un dispaccio inviato dal maggiore von Bassewitz relativo a incidente a fuoco nel villaggio alsaziano di Freiburg

“La scorsa notte sono stati esplosi numerosi colpi. Non è stato dimostrato che i cattidini del villaggio abbiano ancora in possesso delle armi. Né si è potuto provare che la popolazione abbia preso parte al fuoco. Al contrario, è inevitabile ritenere che ad aprire il fuoco siano stati dei soldati tedeschi, sotto l’influenza dell’alcol e timorosi, in modo incomprensibile, di un attacco nemico. La condotta dei soldati, la notte scorsa,con poche eccezioni è stata assolutamente riprovevole."

Bibliografia:

I brani (a esclusione del terzo) sono tratti da  libro di J. Horne e A. Kramer, German Atrocities 1914. A History of Denial, New Haven – London, 2001, pp. 94ss.

Per la testimonianza di Otto Hahn: Lyn Macdonald, 1914-1918: Voices & Images of the Great War, Michael Joseph, London, 1988