La guerra sottomarina: visioni contrastanti

Con il passare del tempo e quanto più diventava evidente che la guerra non sarebbe stata decisa da una grande vittoria terrestre, la guerra sottomarina assunse una crescente centralità, divenendo argomento di riflessione e di discussione tra gruppi dirigenti tedeschi.

Nel febbraio 1916, in una lettera inviata al segretario di stato Zimmermann, il cancelliere von Bethmann-Hollweg esprimeva la propria preoccupazione circa la contraddizione fra l’inevitabilità di allargare e radicalizzare la guerra sottomarina e il crescere dei rischi di un coinvolgimento degli Stati Uniti d’America nella guerra.

"In contrasto con le posizioni dei vertici militari e anche tralasciando del tutto l’opinione pubblica, è impossibile tenere la flotta dei sommergibili alla catena o limitarne l’azione solo al Mediterraneo. L’estensione della loro attività alle coste inglesi accentua ovviamente il rischio di un conflitto con gli Stati Uniti. Ma per come stanno le cose attualmente, dobbiamo tenere conto di questo pericolo. Il nostro compito è quello di cercare di ridurre nel modo più scrupoloso possibile le possibilità di conflitto e di tenerci aperta la strada per superare eventuali conflitti offrendo delle scuse o degli indennizzi, senza che si arrivi a una vera e propria rottura….        

1. Risparmiare senza eccezioni tutte le navi passeggeri americane…
2. Risparmiare incondizionatamente le navi passeggeri inglesi, forse con l’esclusione di quelle      armate…       
3. Risparmiare tutte le altre navi americane che vengano identificate come tali.

Senza ridurre in modo significativo l’efficacia della guerra sottomarina, la marina tedesca deve mettersi nelle condizioni di ridurre per quanto possibile le possibilità di scontro.

…In pratica, le cose dovrebbero essere organizzate in questo modo: i sottomarini inizieranno in marzo la guerra commerciale senza annunci ufficiali, ma tenendo conto delle disposizioni limitative. Se saremo in grado di provocare danni significativi all’Inghilterra e se le cose nei campi di guerra terrestri andranno bene, allora potremmo anche essere più cauti nel fermare navi neutrali nelle vicinanze delle coste inglesi. In fin dei conti, potremmo anche correre il rischio di una rottura con l’America; rischio che in ogni caso tanto più sarà ridotto quanto più migliorerà la nostra situazione sui vari fronti di guerra. Altrimenti, saremo costretti a fermarci e confidare nella buona fortuna, per essere riusciti a evitare fino a quel momento uno scontro con l’America.

Carl Duisberg, esponente di primo piano della grande industria tedesca, in un intervento pubblico esprime il suo favore per la guerra sottomarina illimitata, il 13 gennaio 1917.

"Ma adesso dovrà essere presa la decisione se possiamo mettere in campo l’arma più efficace della quale disponiamo, la freccia più acuminata nella nostra faretra. Miei signori, a questo proposito non possiamo più essere incerti o timorosi: anche i sottomarini debbono finalmente essere messi in campo. Ho la massima fiducia nel comando supremo e nel nostro comandante supremo, che daranno finalmente il via alla guerra sottomarina illimitata.

Potremo sconfiggere il nostro principale nemico, il nostro più duro contendente, l’Inghilterra, solo se lo colpiremo nel suo centro nervoso e al cuore. Anche su questo oggi non intendiamo discutere. Anche questa faccenda è nelle mani più sicure. E’ infatti affidata a un uomo che gode della piena fiducia di tutto il popolo tedesco: Hindenburg.

Estratto dal testo consegnato dall’ambasciatore tedesco a Washington, Johann von Bernstorff, al governo americano per giustificare l’avvio della guerra sottomarina illimitata, il 31 gennaio 1917.

"Da due anni e mezzo l’Inghilterra usa la propria potenza navale in un tentativo criminale di costringere la Germania a sottomettersi affamandola. Nel brutale disprezzo della legge internazionale, il gruppo di potenze guidate dall’Inghilterra non solo impedisce il legittimo commercio dei suo avversari, ma, servendosi di pressioni spregiudicate, costringe anche paesi neutrali o ad abbandonare qualsiasi scambio commerciale che dispiaccia alle potenze dell’Intesa, o a limitarlo secondo i loro arbitrari decreti.

Il governo americano è a conoscenza dei passi che sono stati compiuti per costringere l’Inghilterra e i suoi alleati a tornare al rispettare le regole della legge internazionale e a rispettare la libertà dei mari. Ma il governo inglese insiste a continuare questa guerra di affamamento, che non tocca affatto la potenza militare dei suoi avversari, ma costringe donne e bambini, malati e anziani, a soffrire, per spirito patriottico, pene e privazioni che mettono in pericolo la vitalità della nazione.

La tirannia britannica perciò ingigantisce senza pietà le sofferenze del mondo, indifferente alle leggi dell’umanità, indifferente alle proteste dei neutrali.

…. Il governo imperiale non può più giustificare di fronte alla propria coscienza, di fronte al popolo tedesco e di fronte alla storia di non far uso di qualsiasi mezzo che possa consentire di porre fine alla guerra. Così come il Presidente degli Stati Uniti, anche il governo imperiale aveva sperato di poter raggiungere questo obiettivo attraverso le trattative.

Poiché i tentativi di giungere a un accordo con le potenze dell’Intesa sono stati respinti annunciando un’intensificata prosecuzione della guerra, il governo imperiale – per poter salvare il benessere del genere umano in senso generale e per evitare di danneggiare il proprio popolo, si vede ora costretto a continuare a battersi per l’esistenza, impiegando quindi nel modo più completo tutte le armi di cui dispone.

Un giornale di trincea, “Im Schützengraben”, sottolineava, nell’anniversario dell’avvio della guerra sottomarina illimitata, i risultati a breve e a lunga scadenza raggiunti, il 3 febbraio 1918.

"Immaginiamoci cosa significhi il fatto che i nostri sottomarini affondano ogni giorno l’equivalente di 1800 vagoni ferroviari a pieno carico; beni che altrimenti andrebbero a vantaggio della condotta della guerra e della vita economica dei nostri nemici….Il quadro è oggi chiaro: noi costruiamo sottomarini sempre più grandi e sempre più efficienti e in quantità nettamente superiore a quelli che vengono affondati. Nonostante i loro sforzi, i nostri avversari costruiscono meno navi di quelle che noi affondiamo.

…Negli ultimi mesi molti nostri sottomarini sono rientrati da lunghe crociere senza aver incontrato neppure un convoglio ed essendo riusciti a colpire solo un numero molto limitato di navi. Oggi le rotte commerciali marittime, un tempo così popolate, sono diventate silenziose e vuote. E nello stesso tempo enormi quantità di generi alimentari sono depositate per conto dei nostri nemici nei depositi di mezzo mondo. Per fare solo un esempio, in Australia tre milioni di tonnellate di grano sono stati distrutti dai topi. Mancano navi da trasporto e a casa, in Inghilterra, i poveri fanno la fame, mentre i ricchi vivono come prima.

 

Bibliografia:

W. Bihl (a cura di), Deutsche Quellen zur Geschichte des Ersten Weltkrieges, Darmstadt, 1991, pp. 181, 255, 379s.