Raccontare l'occupazione. Francia 1914-1918

Il 4 agosto 1914 le forze armate tedesche entrano in guerra attaccando il Belgio, violando così  la neutralità del paese. A metà agosto le truppe del Kaiser penetrano nel nord della Francia. L’avanzata dei soldati con la pickelhaube viene arrestata soltanto a 70 km da Parigi (prima battaglia della Marne, 6-12 settembre 1914). Prima dell’inverno, le truppe tedesche controllano la maggior parte del territorio belga, scisso in tre zone amministrative distinte. Nello stesso periodo, in Francia, dieci dipartimenti dell’est e del nord sono segnati dalla presenza dell’occupante. Ciononostante persistono sensibili differenze relative all’estensione e alla durata dell’occupazione. Le Ardenne sono controllate completamente dai Tedeschi, mentre il Nord al 70%, e l’Aisne al 55% ; nel resto dei dipartimenti, invece solo un terzo dei territori è sotto l’occupazione tedesca. Se ad Amiens la presenza nemica non dura più di qualche giorno, a Lille, Roubaix o Laoun i tedeschi restano per più anni. Sul piano della memoria storica, l’invasione tedesca s’impone come un momento culmine di sofferenze e violenze. Eppure, le realtà segnate dall’occupazione sono variegate tanto quanto le attitudini dei loro abitanti nei confronti dell’occupante. Le testimonianze delle donne e degli uomini che ne subiscono l’esperienza diretta costituiscono in tal senso un corpus documentale prezioso per approcciare il tema dell’occupazione dal punto di vista delle persone coinvolte, restituendo così tutta la complessità del loro vissuto. Allo stesso tempo esse chiariscono i difficili rapporti che i civili intrattengono con i nuovi padroni del luogo, illustrando un ampio spettro di comportamenti che va dal compromesso alla resistenza.

 

Lettera di una civile in zona occupata durante la Grande guerra, Eugénie Deruelle (1853-1927), vedova nel 1914 di Léon Deruelle, medico e sindaco di Sains-Richaumont.

Arrivo delle truppe tedesche a Sains-Richaumont, tra il 29 e il 31 agosto 1914.

Sento a un certo punto il generale d’Housset dire all’uomo di posta : « Telefonate immediatamente allo stato maggiore di Marle, telefonate a Laon, a chiunque possiate raggiungere per telefono e avvisate che l’11° corpo d’armata, in rotta a Sains-Richaumont, chiede soccorsi. »

[…]

Ho appena cominciato a mangiare quando un’auto si ferma davanti casa ; sei dei loro comandanti intimano : « Abbiamo bisogno di casa vostra, ci servono dodici camere, ecc. » ; dopo averli condotti dalla cantina al granaio, occupano tutti i letti, ma lasciano libero solo quello di Jeanne. Inoltre, dobbiamo apparecchiare per quindici coperti in sala da pranzo, e preparare loro da mangiare per 6 ore. La mia camera è stata destinata a von Bülow, generalissimo delle truppe.

 

I rapporti con l’occupante e le prevaricazioni nella vita privata

24 aprile 1915 : A mezzogiorno il soldato Maasbaël torna per Mme Leleu, in biciletta da St-Quentin. C’è stato brutto tempo. Lo faccio pranzare con noi. È un ragazzo di bell’aspetto, onesto, e piuttosto prudente.

21 giugno 1915 : Il giudice riceve in casa delle donne che hanno l’aria di fare quel mestiere : proprio così !

26 ottobre 1915 : La feccia del giudice se n’è andata soltanto ieri sera : hanno trascorso qui 3 notti in tutto ; durante il giorno si tengono in piedi con la prostituzione : che schifo ! Tutto questo mi esaspera, ma se mi lamento dovrò abbandonare la mia casa… Ieri hanno tenuto le persiane abbassate tutto il giorno. Quanto sarei felice di saperli ammalati entrambi, uomini e donne : non è misericordioso, lo so, ma questo è davvero troppo !

4 dicembre 1915 : Ieri mattina ho incontrato il giudice davanti al vestibolo, non lo vedevo da tre settimane ; al suo buongiorno ho risposto : « Signore, da quando siete qui avete avuto per caso modo di lamentarvi di me, o di qualsiasi altra cosa nella mia casa ? […] Bene ! Allora perché fate così, infliggendomi quest’onta che insudicia la mia casa ?Vi intrattenete con certe donne, anche per quattro giorni di fila. […] Signore, da più di tre generazioni la mia dimora è stata rispettata e ha conservato il suo buon nome, e voi ne avete fatto un bordello ! […] – Signora, è la guerra ! [risponde lui, n.d.T.] Naturalmente noi lo sappiamo fin troppo bene ! – Ma signore se vostra moglie e vostra figlia, la signora e la signorina Mauser, si trovassero nelle stesse mie condizioni, in Germania, vorrei proprio sapere cosa ne penserebbero, e quanto vi preoccupereste voi?(Dopodiché ho lasciato quel poco di buono…) Cosa combinerà ancora ?Tutto il male che potrà. Ecco perché mi rimetto completamente nelle mani della Provvidenza.

29 maggio 1917 : Uno dei luogotenenti che viene a mangiare qui, il sig. Schmitt, ieri sera è arrivato molto prima degli altri convitati. Ha fatto delle carezze a Scott, che mi stava vicino, all’ingresso del giardino ; ha parlato a lungo di sua madre, di suo padre che è cattolico, e di suo fratello ; entrambi sono dottori in medicina, il fratello esercita al fronte. Lui ha 22 anni (ma ne dimostra a malapena 18). […] Poiché mi chiedevano un bouquet [per la tavola, n.d.T.)], è venuto con me in giardino e in cortile.

 

Requisizioni e privazioni

28 maggio 1915 : Giornata dei sindaci/ e di rassegna  dei cavalli. Dopo averli classificati, così pensa e mi riferisce il sig. Marquet, li porteranno via insieme alle vetture e alla nostra mobilia : davvero una bella prospettiva !!!

9 settembre 1915: Stavo finendo di cenare  quando il sig. Hénon è venuto per misurare il mio unico noce. Prenderanno quelli che raggiungono i 90 cm di circonferenza, e il mio è di circa 104 : addio alle noci ! A Buironfosse si sono presi tutte le scarpe: non ci lasceranno niente, visto che non siamo capaci di scacciarli…

27 aprile 1916 : Quello delle uova è diventato un grosso bottino : stamani ho portato le mie 9 uova; di ritorno, alla bacheca di Dupont, ho letto che  dobbiamo consegnare 2 uova per pollo, e così per ogni gallo e  pulcino.

10 aprile ???: Tutto ormai  è così caro ! E, senza entrate, mi chiedo come farò a restare in casa mia, dove ho grosse spese! Del resto, cosa ormai non è più caro?! E dove andare???

Concludo questo diario così tristemente come fu cominciato, il primo gennaio 1918 : che vita, mio Dio ! Salvami da questo sconforto che mi consuma ogni giorno di più !!!

 

Bibliografia :

Les carnets d’Eugénie Deruelle, Une civile en zone occupée durant la Grande Guerre, présentés par Guillaume Giguet, Amiens, Encrage, 2010.