Voci dalla Somme

L’Offensiva della Somme fu una grande battaglia combattuta dall’impero britannico contro quello tedesco. Il primo giorno dell'offensiva fu il peggiore nella storia dell'esercito inglese, che subì circa 60.000 vittime, soprattutto sul fronte tra la strada Albert-Bapaume e Gommecourt. In questo settore l'attacco si risolse in un completo fallimento e solo pochi inglesi raggiunsero le linee tedesche. L'esercito britannico sulla Somme era un insieme composto dai resti del piccolo esercito regolare d’anteguerra, dal Territorial Army e dal Kitchener’s Army, in parte formato dai Pals Battalions (“battaglioni di amici”), reclutati tra i giovani dello stesso quartiere, tra i tifosi di squadre di calcio, tra una classe scolastica, tra uno stesso corso di laurea, tra gli sportivi, tra gli addetti ai trasporti, tra gli impiegati pubblici e persino nei gruppo di artisti.

La Somme fu una delle battaglie più sanguinose della Prima guerra mondiale. In occasione della Conferenza di Chantilly, il 15 novembre 1916, la stima iniziale fu di oltre 485.000 vittime britanniche e francesi e 630.000 tedesche. Friedrich Steinbrecher, un ufficiale tedesco, scrisse: «Somme. Tutta la storia del mondo non può contenere una parola più orribile.»

 

Intrappolati in un rifugio

Gefreiter Fritz Heinemann

2° Compagnia, 165° Reggimento di fanteri

Mouquet Farm, 26 settembre 1916

Improvvisamente, alle 2:30, il nemico scatenò un devastante fuoco continuo sulla posizione che si trovava di fronte a noi. Era chiaro che gli inglesi si stavano preparando ad attaccare. (...) Ci preparammo al peggio. La situazione non era molto favorevole poiché avevamo solo i nostri fucili – e nessuna mitragliatrice o bombe a mano. Poi è venuto il grido impaurito: “Stanno arrivando!" Per quanto potessimo vedere i Tommies stavano muovendo rapidamente in avanti. La nostra prima linea deve avere stato completamente devastata dai bombardamenti, non avevamo sentito il fuoco di alcun fucile o mitragliatrice. Di fronte all'ondata in arrivo, non avremmo potuto fare altro che ritirarci sulle posizioni arretrate. Ma ci avrebbero sparato addosso come conigli. E restare per difendere il posto era un suicidio.

I Tommies oltrepassarono presto la nostra posizione su entrambi i fianchi e non passò molto tempo prima che iniziammo a subire il fuoco da dietro. Gli inglesi erano abbastanza vicini da lanciare bombe a mano. Dopo che molte di esse esplosero nelle vicinanze saltammo dalle nostre buche, diretti ai due ricoveri. recuperammo qualche pezzo di legno e due cappotti, e li mettemmo all’ingresso del ricovero per aiutare a proteggerci dalle schegge. Sbirciai fuori attraverso i cappotti per osservare il nemico, le truppe che trasportavano mitragliatrici e munizioni. Due inglesi passarono a pochi passi della porta del ricovero ma non tentarono di entrare.

Le ore passavano lentamente nell'incertezza assoluta. Saremmo morti o ci avrebbero presi prigionieri? Eppure, tutti noi avevamo una flebile speranza che ci saremmo salvati se la nostra fanteria avesse contrattaccato. Rimanemmo senza acqua e la sete era insopportabile. All'improvviso una tremenda esplosione scosse il ricovero, buttandoci a terra e spegnendo le poche candele che facevano luce. Un proiettile di grosso calibro era caduto proprio davanti all'ingresso. Eravamo sepolti vivi! (...) L'aria era densa di fumi e difficile da respirare. Dal momento che non potevamo più sperare di sfuggire, un uomo inziò a gridare e battere per attirare l'attenzione. Il tenente Liebau lo fermò, spiegando che il chiasso non avrebbe fatto altro che attirare il fuoco inglese.

L'uomo che era stato ferito più volte era l'unico tra noi che parlava bene l'inglese. Non aveva perso conoscenza così lo spostammo all'ingresso bloccato del rifugio. Poi cominciammo a battere sui parapetti, sperando che qualcuno avrebbe sentito il rumore. Improvvisamente sentimmo delle flebili voci inglesi. Fu difficile in un primo momento per lui a gridare e sentire attraverso la barriera di terra, ma riuscì a far capire a quelli dall'altra parte che eravamo completamente esausti e non potevanmo scavare da soli. Al che sentimmo il rumore di pale che scavavano la terra. Pensando all'aria fresca dell'esterno, fui animato da nuove forze e iniziai a spostare la terra con le mani. (...) Infine, un foro grande come un piatto fu aperto attraverso l'ingresso, lasciando entrare la luce e inondando il ricovero di aria. Presto il buco fu ampliato abbastanza da permettere a ciascuno di noi di strisciare fuori, uno dopo l'altro. Due soldati in uniforme kaki stavano in attesa, con i fucili spianati. Molti dei nostri ignorarono le armi appena videro un po' di erba sulla parete della trincea. La strapparono ciuffi e si riempirono il più possibile la bocca con essa. Vedendo ciò, uno dei soldati nemici mise mano alla sua borraccia d’acqua e la passò in giro. Non dimenticherò mai questo gesto, per tutta la mia vita.

 

Primo assaggio del campo di battaglia della Somme

Capitano R.J. Trousdell,

1 ° Battaglione, Princess Victoria's Royal Irish Fusiliers

Non ho dimenticato nulla di quella prima visita al campo di battaglia della Somme. Nessun segno di vegetazione era visibile: i crateri si estendevano per miglia quadrate - squarci strappati alla superficie, più o meno continui e profondi rispetto al resto – indicavano le trincee, e in queste le nostre truppe cercavano di sopravvivere, bombardate giorno e notte fino a quando non si spingevano avanti per l'attacco o venivano sostituite da altre truppe - solo meno infangate e stanche di loro, dopo un paio di giorni di cosiddetto "riposo". Fitti e lussureggianti boschi erano ridotti a qualche scarno e scheggiato tronco. Spogliati di ogni foglia e ramoscello - senza sottobosco - quasi senza radici. Villaggi scomparsi come se non fossero mai esistiti; ciò che il bombardamento ha lasciato l'esercito ha rimosso - il legno è stato usato come combustibile o per fabbricaredei ripari per la trincea; i mattoni e le pietre per la riparazione delle strade. Si potrebbe stare al centro di quello che era stato Mametz o Fricourt, o molti altri villaggi di forse tre-quattrocento abitanti e l'unico segno rimasto della località era una bacheca che porta il nome di quello che era stato. Da ovest di Montauban fino a Bernafay Corner vi era una fila interminabile di trasporti - camion, carri di munizioni, carri di viveri, materiali del Genio e ambulanze. La congestione del traffico sulle poche dissestate strade di questo settore era terribile. I carri di viveri potevano impiegare fino a sedici ore per fare un solo viaggio dalle linee fino ai comandi di unità e ritorno. La strada era orribile, una colonna poteva restare ferma un'ora intera prima di fare un metro, a rischio di essere bombardata in qualsiasi momento, e quando tornavano indietro la strada era un campo fangoso, il telo da carro era l'unica copertura per gli uomini – i cavalli affondavano nel fango fino ai garretti - mai abbeverati, mai puliti - ma non hanno mai mollato.

 

"Non c'è un solo albero, solo crateri"

 Unteroffizier Paul Melber
1 ° Compagnia Mitragliatrici 28 ° Reggimento Fanteria,

Divisione bavarese di riserva
Siamo in un tunnel scavato nel gesso. E’ pieno di uomini – commilitoni che giacciono addormentati ovunque. L'aria è terribilmente pesante, da quando la maggior parte dei nostri pozzi di ventilazione sono stati tappati. Arriva la notte, e fervono i preparativi per il balzo in avanti. La strada dietro il cimitero lungo la principale per Lesboufs è piena di uomini e materiali.
Non c'è un singolo ceppo di albero sulla strada da utilizzare come riferimento nella ricerca della linea più avanzata. Solo crateri. La linea è dove un elmetto sporge dal terreno. Se si ha la sfortuna di spingersi troppo lontano si finisce in braccio agli inglesi. Alla ricerca della posizione chiamo a bassa voce e finalmente trovo risposta dall’occupante di un cratere, una buca vicino alla mitragliatrice. Il cratere è di almeno cinque metri di diametro e pieno di melma e acqua sul fondo. La mitragliatrice è pronta a sparare sul bordo del cratere. A pochi passi di distanza un buco è stato scavato nel lato del cratere ed è coperto da un tappeto di terra. Qui è dove si dorme. Se i Tommies non ci infastidiscono, questa sarà la nostra casa per quattro giorni.
I nostri “amici” nei loro crateri dall'altra parte della linea rimangono stranamente silenziosi. Che è cosa sempre sospetta. Intorno alle 10:00 un uomo della mio postazione grida, «Caporale! I razzi gialli"; in un istante io sono fuori dal nostro buco e sparo in aria con la pistola lanciarazzi.Un attimo dopo, ancor prima che il razzo esploda, la furia urlante di Satana sembra crollare sotto forma di uno sbarramento tedesco, a soli trenta o cinquanta metri davanti a noi. L’attacco inglese o le pattuglie in perlustrazione si dissolvono. Colpi di fucile e bombe a mano che esplodono continuano per un certo tempo, ma gli inglesi non ci sparano con la mitragliatrice per paura di tradire la loro posizione.

Alle 10:00 della notte seguente gli inglesi riprendono il loro bombardamenti sulle nostre linee arretrate. Razzi bianchi vengono sparati attraverso l'oscurità. Poi, pfff ... razzi gialli, immediatamente alla sinistra di noi, congelano il sangue nelle vene. Stanno arrivando! Immediatamente, il nostro sbarramento fende l'aria e il terreno. Le esplosioni dell’artiglieria mostrano le sagome dei Tommies. Urla ... la terra è sollevata dal furioso fuoco dei cannoni. Tutti stanno sparando o lanciando granate. (…) Abbiamo già sparato 500 colpi con la mitragliatrice. Il mio servente armeggia con una nuova scatola di munizioni, spingendo il nastro nell’otturatore della mitragliatrice. Si spara di nuovo ... tack-tack-tack-rrack ...! Dio del cielo, si è inceppata! La mitragliatrice è tirata giù nel cratere e portata rapidamente nella nostra buca. In fretta vengono esaminati l’otturatore e il nastro. Il nastro è bagnato. Gettalo via! Spingendone dentro uno nuovo, noto che tutti sono coperti di umidità. La mitragliatrice è rimessa sul bordo del cratere. Grazie a Dio, il nuovo nastro scorre liberamente.

La terra fangosa della linea del fronte sputa fuoco. Dobbiamo continuamente stare chinati poiché i proiettili della nostra artiglierie saettano sopra le nostre teste e vanno a cadere nelle file degli inglesi. Alla fine, gli spari cessano. Razzi bianchi ancora illuminano il paesaggio frastagliato, non si vede nessuno. L'attacco è spezzato. Giacciamo esausti sul bordo del cratere – con i cuori martellanti, il bruciore agli occhi e la gola riarsa dalla sete. Ma le nostre ossa sono ancora a posto.

 

"Quando la morte è ovunque attorno a noi, la morte diventa un avvenimento poco importante"

Capitano Charles K. McKerrow

Ufficiale medico del 10 ° Battaglione, Northumberland Fusiliers

11 luglio 1916

Ho realizzato il mio posto di primo soccorso e ho avuto grande successo per questi miei quattro giorni, posso dire che abbiamo salvato molte vite. Oserei dire che altri avrebbero potuto fare bene ma non meglio di quel che ho fatto; nessuno avrebbe potuto eguagliare i mio barellieri. Un vecchio veterano mi disse: "Stanno facendo quello che Cristo avrebbe fatto". E’ davvero bello vedere questi tizi che passano attraverso le tempeste di granate per aiutare i propri compagni. Sono molto orgoglioso e spero di poter ottenere dei riconoscimenti per loro, oltre a quelli interiori della loro coscienza. Dopo tutto qui non ci sono stragi come a Loos. Tra i feriti, circa solo un terzo è grave. Saresti molto più contenta di avermi a casa con un braccio rotto o una bella ferita che non vedermi tornare affatto, ma con buona probabilità io non sarò nemmeno graffiato.

Povero Rix, è stato ucciso da una granata, l'altro giorno, da qualche parte dietro la linea del fronte. Mi dispiace molto perché era un bravo ragazzo. (…) Questi incidenti capitano, ma, forse il suo sacrificio potrà soddisfare Moloch per un po’ di tempo.

10 luglio 1916

Sono così pentito, ho mandato solo una cartolina campo in questo periodo. Siamo stati proprio nel mezzo della battaglia ma ora sono al sicuro. (...) La Divisione si è ben comportata e ha eliminato molti Unni, ma è piuttosto malconcia. Siamo stati fra i più fortunati, perdendo solo due ufficiali e 180 uomini o giù di lì. Per caso eravamo impiegati in un settore meno caldo. L’11° ha avuto meno fortuna. Il loro MO [ufficiale medico ndt] è stato ferito e parecchi ufficiali feriti e uccisi. Il povero Tullock è stato ucciso. Puoi dire a Mrs Carrick che la sua morte è stata rapida e indolore, il proiettile è andato dritto al cuore. Credo possa essere di qualche consolazione per i suoi familiari.

Ho avuto un barelliere morto e cinque feriti. Sono lieto di dire che Kirtly e Coulson sono illesi. Sono stati entrambi fortunati nonostante abbiano lavorato senza risparmio. Circa 1000 uomini sono stati trattati nel nostro posto di medicazione negli ultimi 3 giorni. Provengono da tutti i reggimenti: gallesi, inglesi, e un paio di scozzesi. Il combattimento, fino ad ora, è costato molto ai Northumberland. Credo che stiamo facendo abbastanza bene. Ho avuto un sergente maggiore della Croce Rossa (un prigioniero) che ha lavorato con me per un giorno. Era stato catturato nel posto di medicazione. Veniva da Karlsruhe. Non è una strana coincidenza? Ha pianto di gioia quando ho parlato con lui in tedesco [il dottor McKerrow aveva studiato a Karlsruhe. ndt]. C'erano circa 15 Unni feriti nel posto di medicazione. Erano molto magri e sporchi. Li ho trasferiti il più presto possibile. (...)

 

19 Luglio 1916

Siamo sotto il fuoco d’artiglieria (...) da una quindicina di giorni e sta iniziando ad essere dura. Come battaglione abbiamo avuto una fortuna straordinaria. Due o tre ufficiali feriti, e, finora, nessuno ha ucciso. Però non abbiamo ancora dovuto fare un attacco fallimentare, dove si verificano le perdite maggiori. L'altro battaglione della nostra brigata ha subito perdite molto più pesanti. Due volte dovevamo uscire all’attacco dei capisaldi, ed entrambe le volte il battaglione davanti a noi è stato fatto a pezzi, e abbiamo dovuto rintanarci ed aspettare. Senza dubbio verrà anche il nostro turno.

Questo non mi toccherà, solo che perderò alcuni amici, e questo mi affligge. Dove sono io, o dove è probabile che sia, la copertura non è affatto male. Credo molto nel fato; tuttavia non esco a rischio di essere colpito. Il clima è perfetto, e tutti i nostri aerei sono in volo per vedere che cosa possono scoprire. Tra te e me, gli Unni stanno vivendo un pessimo momento. Li stiamo asfissiando di granate. Nonostante ciò, lottano coraggiosamente anche se i metodi sono abominevoli. Di loro parlerò più avanti. Non mi chiedere di conoscere o di scrivere o pensare a chi è un tedesco, in un futuro. Sono tutti i più vili, ripugnanti, striscianti rettili che la Kultur potrebbe produrre. È un dato di fatto, sono tutto cervello e poca anima. Parlano molto di quest’ultima e delle loro varie virtù. Ma hanno solo una virtù che è il coraggio. Dopo tutto, l’ermellino e il ratto sono gli animali più coraggiosi.

Credo che andremo a riposo molto presto. (...) Per quanto tempo nessuno lo sa. L'ultimo riposo è stato di 3 giorni, e siamo stati costantemente bombardati. La resistenza degli Unni è senza dubbio molto meno forte rispetto a prima, e in ciò si vede un felice presagio. Molti considerano la guerra quasi vinta. Certo, questa nostra offensiva, anche se a rilento, è stata decisiva, e deve aver preoccupato parecchio gli Unni. Haig sembra aver trovato il modo di trattarli.

Poveri noi. Mi dispiace molto per John. (...) La morte è una cosa molto terribile per coloro che non sono in questo macello. (...) Quando la morte è ovunque intorno a te, e gli uomini accanto a te, o tu stesso, possono saltare in aria, la morte diventa un avvenimento ben poco importante. (...) Come altre cose, l'uomo ignora la morte e la tratta come qualcosa di cui parlare con pallore in viso e con il fiato sospeso. Due tizi escono per procurarsi dell’acqua e uno solo ritorna. Un amico chiede: «Dov'è Bill?», «Una whizzbang [la whizzbang era una granata d’artiglieria tedesca, da 77 o 105 mm; il termine deriva dall’alta velocità della granata prima di esplodere. ndt] gli ha staccato la testa»; [Questa freddezza] può apparire non molto simpatica, ma è l'unico modo di vedere le cose e rimanere sani di mente. Si può essere certi, tuttavia, che lo stesso uomo avrebbe portato in spalla Bill per dieci miglia se ci fosse stata una qualche possibilità di sistemargli di nuovo la testa.

 

Una lettera postuma

Caro Mr Leather

In risposta alla sua richiesta di informazioni sul caporale Leather che ho ricevuto oggi, posso solo dire che suo figlio ha incontrato la sua fine nel bosco il 20 luglio, stando in prima linea della battaglia. È stato prima ferito alle gambe, più di uno dei suoi compagni è stato ucciso nel tentativo di portarlo al riparo, e poco dopo è stato ucciso da una granata. Questo è tutto quello che ho potuto raccogliere, ma tutti mi dicono che vostro figlio si comportò, come sempre, come un vero uomo e soldato. Siamo tutti estremamente dispiaciuti della sua morte, abbiamo apprezzato le sue buone qualità di combattente, mentre la sua conoscenza della lingua tedesca faceva di lui uno degli elementi più utili della compagnia. (...)

 

Bibliografia:

Lyn Macdonald, 1914-1918: Voices & Images of the Great War, Michael Joseph, London, 1988

Andrew Roberts, Love, Tommy: Letters Home, from the Great War to the Present Day, Osprey Publishing, Oxford, 2012

Andrew Roberts Letters from the Front: From the First World War to the Present Day, Osprey Publishing, Oxford, 2014