Voci dall'Ottobre Rosso

Tra il 24 e il 25 ottobre 1917 (6 e 7 novembre del calendario gregoriano) le guardie rosse del "Partito Operaio Socialdemocratico Russo (bolscevico)" spazzarono via il debole e indeciso governo provvisorio di Kerenskij. Lenin e i Bolscevichi avevano assunto il potere. Dopo il breve periodo di semilegalità a seguito delle tesi di Aprile e delle agitazioni di luglio, trascinati dal motto "pace, terra e pane!", i bolscevichi guadagnarono la maggioranza nei Soviet di Pietrogrado e Mosca e accrebbero i propri consensi tra operai e soldati, dimostrando di saper leggere e interpretare meglio degli altri partiti gli umori e le esigenze della base politica. Inoltre, fedele al modello lenininano del "rivoluzionario di professione", il movimento bolscevico si dotò di un efficiente apparato organizzativo e paramilitare, che condusse efficacemente la campagna politica e propagandistica, garantendo il successo dell'insurrezione. Di seguito sono riportate alcune testimonianze, documenti ufficiali e discorsi dei principali leader politici, protagonisti dell'Ottobre rosso.

John Reed, I dieci giorni che sconvolsero il mondo

Nei rapporti tra un governo debole e un popolo ribelle arriva un momento in cui ogni atto di autorità esaspera le masse, e ogni rifiuto di agire eccita il loro disprezzo....

Discorso di Martov al Consiglio della Repubblica

Voi ci chiamate disfattisti. Ma i veri disfattisti sono coloro che attendono un momento più favorevole per concludere la pace, che vogliono rinviare la pace a più tardi, quando nulla più resterà dell'esercito, quando la Russia sarà diventata un oggetto di mercanteggiamento tra i diversi gruppi imperialisti... Voi tentate di imporre al popolo russo una politica secondo gli interessi della borghesia. La questione della pace è urgente...voi imparerete che non invano hanno lavorato gli zimmerwaldiani, quelli che voi chiamate «agenti della Germania» e che hanno invece preparato in tutti i paesi il risveglio della coscienza delle masse democratiche.

Il 2 ottobre 1917, Lenin scriveva la lettera seguente: "A lavoratori, contadini e soldati", lanciando una campagna per guidare i bolscevichi verso un'insurrezione armata.

Ai lavoratori, ai contadini e ai soldati. Compagni! Su La causa del popolo (il 30 settembre), il partito dei "Socialisti Rivoluzionari", il partito di Kerensky, vi invita a "essere pazienti"? "È necessario essere pazienti", scrivono, informando che il governo di Kerensky deve restare al potere, e che il potere non deve essere trasferito ai Soviet dei deputati dei lavoratori e dei soldati. Ci dicono di affidarci a Kerensky, ovvero ai proprietari terrieri aristocratici, ai capitalisti e ai kulaki; i Soviet, che hanno fatto la rivoluzione e hanno sconfitto i generali di Kornilov, devono "essere pazienti". Tutti devono "essere pazienti" in attesa dell'Assemblea Costituente, che si riunirà presto. Compagni! Guardatevi intorno. Guardate cosa sta succedendo nel paese e nell'esercito e vedrete che i contadini e i soldati non possono più essere pazienti. Una rivolta contadina inonda tutta la Russia come un grande fiume. Il trasferimento delle terre ai contadini è stato ritardato in modo criminale e i contadini non possono più essere pazienti. Kerensky ha mandato le truppe per punire i contadini e difendere i padroni. Ancora una volta, Kerensky va d'accordo con i generali e gli ufficiali kornilovisti e si erge in difesa dei padroni. Né i lavoratori nelle città né i soldati al fronte possono tollerare una repressione armata della giusta battaglia dei contadini per la terra. Quanto a ciò che sta accadendo nell'esercito al fronte un ufficiale apartitico, Dubasov, ha dichiarato che "i soldati non combatteranno più". I soldati sono esausti, scalzi, affamati e non vogliono combattere per gli interessi dei capitalisti. Non vogliono "essere pazienti". Per mesi abbiamo sentito solo belle parole, mentre nei fatti, una proposta di pace - per una giusta pace, senza annessioni, per tutti i popoli belligeranti - è stata ritardata (perché Kerensky sta ritardando). Compagni! Capite che Kerensky sta negoziando con i generali e gli ufficiali di kornilovisti per guidare le truppe contro i Soviet dei deputati dei lavoratori e dei soldati, affinché essi non prendano il potere! Kerensky "non si sottometterà in nessun caso" ai Soviet - La causa del popolo lo riconosce apertamente. Andate in tutte le caserme, in tutte le unità cosacche, parlate ai lavoratori e spiegate loro la verità. Se i Soviet prendono il potere [...] una pace giusta sarà proposta a tutti i popoli belligeranti entro e non oltre il 25 ottobre. In Russia, ci sarà un governo [...] che immediatamente, senza sprecare un giorno, proporrà la pace a tutti i popoli belligeranti, [...]. Se i Soviet prendono il potere, allora la terra dei proprietari sarà immediatamente dichiarata proprietà e possesso dell'intero popolo. Per questo motivo Kerensky e il suo governo stanno combattendo contro il congresso, appoggiati dai kulaki, dai capitalisti e dai proprietari terrieri! È per il loro interesse che vi viene detto di "essere pazienti"! Siete d'accordo "di essere pazienti" mentre le forze di Kerensky reprimono i contadini, che ora stanno insorgendo per la terra? Accetterete d'essere "pazienti" mentre la guerra si trascina? Mentre la pace è rimandata? Mentre viene ritardata la denuncia dei vecchi trattati segreti tra capitalisti russi e anglo-francesi? Compagni! Ricordate: Kerensky ha già ingannato il popolo una volta circa la convocazione dell'Assemblea Costituente! L'8 luglio, solennemente, promise di convocarla entro il 17 settembre. Ma ha ingannato il popolo. Compagni! Coloro che credono nel governo di Kerensky sono traditori dei loro fratelli, dei contadini e dei soldati! No, non per un giorno di più ci saranno ulteriori posticipazioni! Non verranno più usati i militari per sopprimere i contadini o per lasciare che migliaia e migliaia di persone periscano in guerra, quando possiamo e dobbiamo immediatamente proporre una giusta pace. Abbasso il governo di Kerensky, che sta complottando con i generali di kornilovisti e con i proprietari terrieri per reprimere i contadini, sparare ai contadini e trascinare avanti la guerr! Tutto il potere ai Soviet dei deputati dei lavoratori e dei soldati!

Una settimana prima della Rivoluzione d'Ottobre, Lenin scrisse ai vertici bolscevichi, promuovendo il rovesciamento del governo provvisorio:

[I critici di una rivoluzione immediata dicono] Non abbiamo la maggioranza tra il popolo e senza questa condizione la rivolta è senza speranza... Gli uomini capaci di affermare ciò sono o travisatori della verità o dei pedanti che desiderano avere la garanzia che il Partito Bolscevico abbia la metà dei voti più uno. La storia non da mai queste garanzie, in particolare non in una rivoluzione. Avanzare questa domanda è prendersi gioco del proprio pubblico e non è altro che una copertura per nascondere il proprio distacco dalla realtà. La realtà ci mostra che dopo i giorni di luglio la maggioranza della gente si è schierata al fianco dei bolscevichi. Questo è stato dimostrato innanzitutto dalle elezioni del 2 settembre a Pietrogrado - anche prima della vicenda di Kornilov, quando il voto bolscevico è salito dal 20 al 33 % in città, esclusi i sobborghi. E anche nelle elezioni dei consigli comunali a Mosca a settembre, quando il voto bolscevico è salito dall'11 al 49 %, è stato dimostrato il fatto che la maggioranza dei contadini sovietici si è espresso contro la coalizione. Essere contro la coalizione significa in pratica seguire i bolscevichi. Il fatto più importante nella situazione attuale è la rivolta dei contadini. Qui c'è un obiettivo che passa oltre la popolazione al fianco dei bolscevichi, non mostrando parole ma azioni. Nonostante le menzogne della stampa borghese e dei suoi miserabili scagnozzi e le loro lamentele per i pogrom e l'anarchia, a parlare sono i fatti. Il movimento dei contadini nella provincia di Tambov era una rivolta, sia dal punto di vista materiale che politico, una rivolta che ha dato splendidi risultati politici. E che cosa ha dimostrato la reazione di Kornilov? Ha dimostrato che i soviet sono un vero potere. E dopo che questo è stato dimostrato dall'esperienza, dai fatti, rifiuteremo il bolscevismo, negare noi stessi e dire: non siamo abbastanza forti. Non sono queste indecisioni vergognose? [dicono] "Stiamo diventando sempre più forti. Possiamo entrare nell'Assemblea Costituente come una forte opposizione; perché dovremmo rischiare tutto?" Questa è l'argomento di un filisteo che ha "letto" che l'assemblea costituente è convocata e affidandosi con fiducia al più legale, più leale e più costituzionale dei corsi. [Ma] aspettando l'Assemblea Costituente, non si può risolvere né la questione della carestia, né la questione della resa di Pietrogrado. Questo è stato dimenticato dagli ingenui o dai confusi o da chi si è lasciato spaventare. La carestia non aspetta. La rivolta contadina non ha aspettato. La guerra non aspetta.

Discorso di Lev Trotsky al secondo Congresso dei Soviet, contro i menscevichi e i socialisti rivoluzionari, poco dopo l'insurrezione

Una sollevazione delle masse non richiede alcuna giustificazione. Quello che è successo è un'insurrezione, e non una cospirazione. Abbiamo rafforzato l'energia rivoluzionaria dei lavoratori e dei soldati di Pietrogrado. Abbiamo forgiato nelle masse la volontà dell'insurrezione, e non una cospirazione. Le masse hanno seguito la nostra bandiera e la nostra insurrezione è stata vittoriosa. E ora ci viene detto: rinunciate alla vittoria, fate concessioni, compromessi. Con chi? No, qui nessun compromesso è possibile. A coloro che sono scappati e quelli che ci dicono di fare ciò dobbiamo dire: Voi bancarottieri miserabili, il vostro ruolo è finito; andatevene nel posto che vi spetta: nella pattumiera della storia!

Discorso di un soldato della 548° Divisione

Compagni quelli che sono al potere reclamano da noi sacrificio su sacrificio, ma quelli che posseggono tutto sono lasciati tranquilli. Noi siamo in guerra con la Germania. Forse che noi domandiamo ai generali tedeschi di servire nel nostro Stato Maggiore? Ebbene, noi siamo in guerra con i capitalisti, eppure noi domandiamo loro di governarci. Il soldato vuol sapere perché e per chi si batte. Per Costantinopoli, per la liberazione della Russia, per la democrazia, o per i banditi capitalisti? Provatemi che io lotto per la Rivoluzione; allora io marcerò e mi batterò senza che vi sia bisogno di minacciarmi della pena di morte. Quando la terra apparterrà ai contadini, le officine agli operai ed il potere ai Soviet, allora noi sappiamo che abbiamo qualche cosa da difendere e ci batteremo per salvarlo.

Proclama emesso dal Comitato militare rivoluzionario bolscevico (Milrevcom) il 25 ottobre 1917, letto di fronte al Soviet dei lavoratori e dei soldati.

"Abbiamo deposto il governo di Kerensky, che è insorto contro la rivoluzione e la gente. Il cambiamento che ha condotto alla deposizione del governo provvisorio è stato realizzato senza spargimento di sangue. Il consiglio dei delegati dei lavoratori e dei soldati del Pietrogrado accoglie sinceramente il cambiamento e proclama l'autorità del Comitato Rivoluzionario Militare fino alla creazione di un governo da parte dei Delegati degli Operai e dei Soldati. Comunicando ciò all'esercito al fronte, il Comitato Rivoluzionario invita i soldati rivoluzionari a guardare da vicino il comportamento di coloro che sono al comando. Gli ufficiali che non si uniscono immediatamente e apertamente alla rivoluzione in atto devono essere arrestati immediatamente come nemici. Il Consiglio di Pietrogrado dei Delegati dei Lavoratori e dei Soldati considera questo il programma della nuova autorità:

In primo luogo, l'offerta di una pace democratica immediata.

In secondo luogo, l'immediata consegna delle proprietà terriere private ai contadini.

In terzo luogo, la trasmissione di tutte le autorità al Consiglio dei delegati dei lavoratori e dei soldati.

Quarto, la convocazione immediata di un'Assemblea costituente.

L'esercito rivoluzionario nazionale non deve permettere che distaccamenti militari di dubbia fedeltà lascino il fronte verso Pietrogrado. Dovrebbero usare la persuasione, ma quando ciò fallisce, devono opporsi a qualsiasi azione militare con forza e senza pietà. Il presente ordine deve essere letto immediatamente a tutti i distaccamenti militari in tutte le armi. La distruzione di questo ordine da parte dei comandanti e la sua archiviazione da parte dell'organizzazione militare equivale a un grave crimine contro la rivoluzione e sarà punito con forza dalla legge rivoluzionaria.

Soldati! Per la pace, per il pane, per la terra e per il potere del popolo!

Dal diario del colonnello Alfred Knox, addetto militare britannico in Russia.

[Kerensky] è stato costretto a prendere in prestito una macchina perché durante la notte i bolscevichi avevano tolto la batteria a tutte quella parcheggiate davanti al palazzo d'Inverno. Kerensky ha inviato un messaggio all'ambasciatore americano, pregandolo di non riconoscere il nuovo governo per cinque giorni, perché prima di allora conta di tornare e restaurare l'ordine. Io credo che non tornerà mai più.

Nel novembre 1917 il quotidiano di Petrogrado, Izvestiia, sotto controllo bolscevico, pubblicò un elenco di condizioni alle quali gli altri partiti socialisti dovevano allinearsi se volevano collaborare con i bolscevichi:

"L'accordo [bolscevico] con gli altri partiti socialisti è auspicabile nei seguenti termini

Accettazione del programma del governo sovietico, come espresso nei decreti di terra e pace e dei due progetti sul controllo dei lavoratori.

Guerra inesorabile contro le forze della controrivoluzione (ovvero Kerensky, Kornilov, Kaledin).

Accettazione del secondo Congresso Panrusso dei Soviet dei Deputati dei Lavoratori e dei Soldati, con la partecipazione dei contadini, come unica fonte di autorità.

Il governo è responsabile del Comitato Esecutivo Centrale del Congresso.

Nessuna ammissione al Comitato Esecutivo Centrale di organizzazioni non rappresentate nel Soviet ".

Nella stessa settimana, Trotsky pronunciò un discorso al secondo congresso dei Soviet, nel quale rigettò l'idea di una coalizione bolscevica con i partiti socialisti moderati :

Alcuni giorni fa quando si è sollevata la questione della rivolta, ci è stato detto che stavamo isolando noi stessi, che stavamo andando alla deriva contro le rocce. Contro di noi vi erano le bande contro-rivoluzionarie e i diversi gruppi moderati. Alcuni membri dei socialisti-rivoluzionari di sinistra hanno collaborato con noi, ma gli altri hanno assunto una posizione di neutralità, d'attesa. Tuttavia la rivoluzione ha guadagnato una vittoria quasi senza spargimento di sangue. Le combinazioni politiche vanno e vengono, ma rimangono gli interessi fondamentali delle classi e la vittoria va al partito politico che comprende e soddisfa questi interessi fondamentali. Se una coalizione è necessaria, deve essere una coalizione con le nostre forze, specialmente con i contadini e le classi lavoratrici. Di questo tipo di coalizione possiamo essere orgogliosi. È stata la prova del fuoco. Il nostro partito porgeva la mano, sporca ancora di polvere da sparo, e diceva: "Vieni, prendiamo il potere insieme". Ma invece i socialisti moderati sono corsi alla Duma della città per unirsi ai controrivoluzionari. Cosa sono questi uomini, se non traditori della rivoluzione? Non formeremo mai un'unione con loro.

Bibliografia

Michael C. Hickey, Competing Voices from the Russian Revolution: Fighting Words, ABC-CLIO, 2010

J. Reed, I dieci giorni che sconvolsero il mondo, Einaudi, Torino 1982.

O. Figes, La tragedia di un popolo. La rivoluzione russa 1891-1924, Milano, Corbaccio, 1997

M. Gilbert, La grande storia della Prima Guerra Mondiale, Milano, Mondadori, 1998